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GLI ARTICOLI DI MEETRAVEL

10 mete per il surf in Italia

Quando pensiamo al surf ci vengono in mente spiagge australiane o fuori porta. Ma sapevate che anche in Italia è possibile fare surf? Luoghi magnifici con onde da far impazzire tutti gli appassionati, ma anche per chi vuole approcciarsi per la prima volta a questo sport ed esperienza di viaggio.  In questo articolo vi mostriamo 10 luoghi dove poter fare surf in Italia!

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1. Recco, Genova (GE)

Negli ultimi anni Recco è diventata una spiaggia molto conosciuta come meta per il surf. Il luogo è adatto per chi vuole approcciarsi per la prima volta a questo tipo di sport. La spiaggia è formata da una piccola baia che permette di rendere più semplici i movimenti e quindi imparare il surf. Recentemente è possibile partecipare al Recco Surf Festival, organizzato da Blackwave, un negozio specializzato in questo sport. La manifestazione è di livello agonistico ma anche giovani e appassionati possono partecipare.

2. Forte dei Marmi, Lucca (LU)

Tra la movida della bellissima città di Forte dei Marmi si nasconde una delle mete più ambite per il surfing in Italia. Ogni estate vengono organizzati degli eventi da maggio ad ottobre, sullo sport e soprattutto sul surf. Qui le onde sono davvero spettacolari per tutti quelli che praticano surfing. Lo spot migliore dove muoversi con le onde è “il pontile” nel pieno centro città e tra le spiagge selvagge. Non solo discoteche e locali notturni! La scuola di surf Forte dei Marmi è Tahatai, esperti nel campo dello sport alle Hawaii.

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3. Santa Marinella, Roma (RM)

Santa Marinella è chiamata la città del surf: qui nasce la Banzai Surf Area, una comunità su tutto il litorale della zona. Potrai trovare scuole e negozi specializzati in attrezzature e abbigliamento per il surf per tutte le età e fasce di prezzo. A Santa Marinella, inoltre, si svolge il Surf Expo, l’evento fieristico tra i più importanti di Italia che si svolge in estate. Quest’ anno si svolgerà a luglio e vedrà coinvolti una serie di aziende e personaggi legati al mondo del surf. Davvero una bella iniziativa!

4. Porto Ferro, Alghero (SS)

La Sardegna è una delle regioni d’Italia che più offre spot per il surf. Tra queste Porto Ferro, in provincia di Sassari. La posizione è ideale per tutti i surfisti esperti. Si tratta di una spiaggia in cui il vento colpisce sempre e regala onde che solo un professionista può surfare. Non a caso sulla spiaggia si effettuano dei veri e propri contest tra gli sportivi. Se invece ci si sposta dove il vento soffia un po’ meno, si potrà stare in condizioni marine meno impegnative, adatte a chi vuole iniziare a praticare il surf.

5. Capo Mannu, Oristano (OR)

Capo Mannu insieme e Porto Ferro sono gli spot preferiti per i surfisti italiani. La spiaggia si trova all’interno del Parco Naturale del Sinis, nei pressi di Oristano. Il sito è esposto frequentemente da tutti i venti e in particolar modo dal maestrale, il vento preferito dai surfisti. Qui le onde possono arrivare ad essere davvero enormi: fino a sette metri! Capo Mannu è inoltre conosciuta per essere la sede dell’organizzazione Is Benas Surf Club, la prima scuola di surf aperta nel 1997 dai giovani locali. Spiagge davvero selvagge che sapranno regalarvi onde da sogno.

6. Rena Majore e la Marinedda, Sassari (SS)

A nord della Sardegna troviamo un punto famoso detto il Triangolo delle Bermuda: Pischina, Marina e Rena. Qui la corrente marina è molto forte ma è in grado di regalato un paesaggio davvero straordinario: la spiaggia regala un mare azzurro circondato completamente da una natura selvaggia. Rena Majore è una meta per il surf davvero splendida, soprattutto per godersi un po’ di natura. Poco più giù, sulla costa settentrionale dell’isola si trova la spiaggia della Marinedda, bandiera blu e surf da moltissimi anni. Non a caso qui si tiene il Marinedda Bay Open, ovvero una tappa ufficiale del campionato italiano di surf, che negli anni ha richiamato numerosi sportivi, provenienti anche da tutto il mondo.

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7. Levanto, La Spezia (SP)

Le Cinque Terre della Liguria sono dei posti davvero stupendi, in grado di regalare qualsiasi emozione. Dai trekking di Monterosso a Riomaggiore, sino agli aperitivi in riva al mare e, perché no, in barca. Sapevate che anche qui si può fare surf? Ebbene sì, in particolare a Levanto. Il meraviglioso borgo presenta delle onde surfabili con Libello e Maestrale a favore. I fondali sabbiosi che troviamo qui sono perfetti per il surf in quanto permettono delle onde di diversa misura. Per molti esperti Levanto è considerata una big wave spot, con onde di oltre i 3 metri d’altezza in determinate condizioni dell’anno.

8. Chia, frazione di Domus de Maria (CA)

Torniamo nuovamente in Sardegna, questa volta nella costa sudoccidentale a circa 50km da Cagliari. Qui troviamo Chia, una spiaggia perfetta per fare surf e con un mare cristallino. Questa è una meta adatta sia per chi pratica questo sport da tempo ma anche per le prime armi, grazie alle condizioni meteo-climatiche. Gli stabilimenti balneari del luogo sono attrezzati per il noleggio delle attrezzature da surf e anche per qualche lezione, circondati sempre dalla bellezza del mare sardo.

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10. Calathea Caserta (CE)

Nella provincia di Napoli troviamo West Side Surf Club, una scuola di surf  federale nata da Giacomo De Vito. La scuola di surf nasce ad Ischitella Lido, a Castel Volturno ed è situato nei pressi di un lido. Oltre ad offrire confort estivi di tutti i tipi in spiaggia, si possono fare lezioni di surf. Dai principianti ai più esperti, nella stagione estiva le onde sono perfette per imparare questo tipo di sport. La scuola, come si legge dal sito, “promuove lo sviluppo e la pratica del Surf a Napoli attraverso un progetto che dà la possibilità a tutti di avvicinarsi al mondo del surf, ma soprattutto del mare, vissuto davvero, in tutte le stagioni e nel rispetto delle sue regole”. L’obiettivo è quello di fare avvicinare persone di tutte le età a questo sport. Inoltre, l’associazione è affiliata al Coni ed alla federazione italiana Surf la FISW Surfing.

Oltre alle bellezze artistiche, la penisola italiana ci regala dei paesaggi mozzafiato. E per farci apprezzare ancora di più il mare, ci offre spot stupendi per il surf. Negli anni anche in Italia questo sport inizia sempre di più a crescere, con l’istituzione di scuole per il surf e punti importanti che vi abbiamo appena mostrato. Non resta che prendere una tavola e mettersi a remare!

 

E tu hai mai pensato di provare a surfare? Cerca in app compagni di viaggio per provare questa avventura! 

 

@Sara Biancardi

10 posti dove fare immersioni in Italia

Appassionati di subacquea all’ascolto: se questa estate rimarrete in Italia non potrete perdervi i siti più belli per fare un viaggio nelle profondità del mare. Siete pronti ad immergervi? In questo articolo vi mostriamo 10 posti dove poter fare immersioni in Italia.

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1. Secca Isuela, Portofino (GE)

Portofino è uno dei posti più apprezzati dai turisti. Con le sue casette colorate e vicoli deliziosi, rimarrete subito incantati da questo piccolo borgo della Liguria. Nel 1999 venne istituita l’Area Marina Protetta di Portofino con sede a Santa Margherita Ligure. Grazie a questo titolo così importante, è possibile conservare molta flora e fauna tipica del Mediterraneo. Tuttavia, trattandosi di una riserva è bene fare attenzione a tutte le regole per rispettare l’ambiente in cui ci si trova.

Tra le secche più famose sicuramente l’Isuela, dove è possibile immergersi fino ad una profondità di 55 metri circa. Sarete subito attratti dalla fauna tipica del Mediterraneo: cernie, saraghi, castagnole. Il promontorio di Portofino si sviluppa con delle falesie a picco sul mare, ed è proprio qui che troviamo le più belle forme di vita: l’area è soggetta a molta corrente, che porta nutrienti. Sarà possibile infatti osservare moltissime gorgonie, i coralli rossi, maestose e ricche di altra microfauna nei dintorno.

2. Secca del Papa, Sardegna (SS)

La Secca del Papa è forse il sito di immersione più famoso dell’Area Marina Protetta di Tavolara, in Sardegna. Considerata una tra le immersioni più belle del Mediterraneo, il fondale va dai 35 ai 45 metri di profondità. Il sito prende il nome da una rocca a strapiombo di Tavolara che, vista da una certa angolazione, sembra ricordare un Papa seduto.

Qui è possibile osservare la Paramuricea clavata, molto rara nelle coste della Sardegna: si tratta di un corallo rosso molto noto che un tempo veniva utilizzato nella gioielleria. In queste zone è facile anche imbattersi in delfini se vi troverete fuori dalla costa, quindi potrete anche organizzare un’uscita di whalewathching in mare.

3. Lampione, Sicilia (AG)

Lampione è l’isola più piccola dell’arcipelago delle Pelagie, nel punto più a sud della Sicilia. È un sito molto piccolo dove si trova un faro e le antiche case degli abitanti. Anche qui si tratta di un’Area Marina Protetta, in questo caso istituita nel 2002. Un ottimo posto dove poter fare subacquea è sicuramente la Secca di Levante, dove è possibile osservare una fauna ricchissima e rimanere circondati completamente dal blu intenso del mare. Nel sito invece di Capo Ponente è possibile immergersi in un relitto anche a qualche metro di profondità.

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4. Lago di Capodacqua, Abruzzo (AQ)

Non di solo mare vive il subacqueo appassionato: il lago di Capodaqua si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, circondato da una natura completamente incontaminata. Il sito è alimentato dalle sorgenti naturali e qui sarà possibile trovare due mulini sommersi nel lego. Per poterli osservare sarà necessario recarsi con la guida autorizzata ambientale, in quanto il lago è di proprietà privata e sotto la tutela ambientale. Siete pronti ad immergervi in un’acqua completamente cristallina e dolce? Mi raccomando, ricordati di portare l’attrezzatura adeguata!

5. La Montagna di Scilla (RC)

A Scilla, piccolo borgo di pescatori calabresi e vicinissimo alla Sicilia, si trova un sito per la subacquea davvero particolare. Si chiama la Montagna Sommersa, alta 20 metri e visibile dai 15 metri di profondità. Lo scoglio si trova su una distesa di sabbia bianca ed è popolata da gorgonie rosse e gialle che offrono riparo a molti pesci e altri organismi. Anche ad una ventina di metri sarà quindi possibile osservare una biodiversità marina ricchissima e peculiare della zona dello stretto di Messina. Coralli così grandi da sembrare alberi, vi sentirete come se foste in una vera e propria foresta, tant’è che molto lo definiscono come il paradiso dei subacquei e dei biologi marini.

6. Baia di Santa Croce, Peschici (FG)

Situata a 10km da Peschici, la baia di Santa Croce è definita dal 1993 una zona di tutela biologica. Nella baia è possibile osservare cinque pinnacoli rocciosi, a picco sul mare e raggiungono i 50 metri di profondità. In questa baia moltissimi sono i subacquei che si immergono per la bellezza del posto, soprattutto i più professionali. Infatti, oltre i trenta metri di profondità è possibile osservare un corallo non corallo (falso corallo), la Gerarda savaglia, con i suoi grandissimi rami. Se li osservate attentamente, potreste imbattervi nelle uova di gattuccio, un piccolo squalo di fondale diffuso in tutto il Mediterraneo lungo circa un metro.

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7. Parco archeologico sommerso di Baia (NA)

Se il vostro sogno è quello di immergervi nei resti di una antica città romana, la scelta migliora è il Parco Naturale dei Campi Flegrei. In particolare, nel parco marino di Baia si trovano i mosaici, affreschi, strutture, colonne in uno stato di conservazione perfetto. La particolarità di tutto questo? Si trova sott’acqua. Proprio così! Al tempo degli antichi romani la zona di Baia divenne un importante stazione climatica, vicino al porto commerciale di Portus Julius. La zona è soggetta a bradisismo, un fenomeno geologico che porta all’inabissamento di alcune zone, come in questo caso. Nel 2002 viene istituita l’Area Marina Protetta di Baia per il suo immenso valore storico e archeologico. Qui è possibile immergersi in ben 8 percorsi subacquei fino alla profondità di 13 metri di profondità.

8. Isola del Giglio (GR)

Le scogliere dell’Arcipelago toscano sono considerate tra le migliori mete per la subacquea in Italia. In particolare, l’isola del Giglio ma anche Giannutri e Capraia vi offrono vari siti di immersione che non potete perdervi. L’isola del Giglio presenta tantissime calette e paesaggi incontaminati, popolati da tantissime specie ittiche differenti: tonni, barracuda, spugne, murene e tanti altri. Tra i siti di immersione vi consigliamo la secca Zampa di Gatto, situato sul versante sudorientale dell’isola, tra punta Torricella e punta Corbaia. Qui sarà possibile osservare gorgonie e spugne di ogni genere, ma anche aragoste, scorfani e murene sulle varie pareti rocciose, che prosegue oltre i cinquanta metri. Un panorama sottomarino spettacolare!

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9. Isola d’Elba (LI)

L’isola d’Elba è sicuramente un’altra tappa da aggiungere ai posti dove fare subacquea in Italia. Tra le immersioni da citare sicuramente quella presso lo “Scoglietto”, dove si possono incontrare i pesci san Pietro e cernie di grandi dimensioni. Un altro sito di immersione è il relitto dell’Elviscot, un cargo adagiato a 12 metri di profondità. Il mercantile italiano affondò il 10 gennaio 1972 per colpa del maltempo e giace presso gli scogli dell’Ogliera. La nave, costruita nel 1960, ha una lunghezza di 62,25 metri per una stazza di 499 tonnellate. Il relitto ospita ora tantissime specie ittiche, come le corvine, gronghi ma anche murene.

10. Ustica, Palermo (PA)

Una delle isole spettacolari del Mar Mediterraneo è proprio Ustica, in provincia di Palermo. L’isola rappresenta ciò che rimane di un complesso vulcanico. Le acque sono limpide per la mancanza di sabbia a poca profondità ed offrono una natura incontaminata e ricca. In poche parole, ciò che un subacqueo vorrebbe sempre. Infatti, per la sua ricchezza ittica è facile imbattersi in grandi cernie, grossi banchi di barracuda, ricciole ma anche tonni. Pronti a vivere un’esperienza indimenticabile?

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Bandiera Blu 2022: il premio per le spiagge sostenibili

Anche quest’anno parte il premio Bandiera Blu, un riconoscimento adottato in tutto il mondo per le spiagge sostenibili e più pulite. Nel nostro territorio ce ne sono più di 200! Ma come funziona il programma Bandiera Blu? Ve lo spieghiamo in questo articolo.

Bandiera Blu MeeTravel
foto: www.bandierablu.org

Che cos’è la Bandiera Blu

La Bandiera Blu nasce nel 1978 e viene assegnato ogni anno in 49 paesi in tutto il mondo. Il riconoscimento internazionale è supportato da due agenzie dell’Onu, rispettivamente l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e l’UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo). L’obiettivo principale del programma Bandiera Blu è di “indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale”. In questo modo è possibile promuovere le politiche sostenibili e un’attenzione del territorio che abbia cura e rispetto dell’ambiente. Attualmente il programma è riconosciuto in tutto il mondo sia dai turisti che dagli operatori turistici, in zone marine ma anche lacustri. È riconosciuta inoltre dall’UNESCO come leader mondiale nel campo dell’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile.

Il progetto Bandiera Blu è sostenuto dall’organizzazione non governativa e no profit FEE, Foundation for Environmental Education, con sede in Danimarca, presente attualmente in 77 Paesi di tutti e cinque i continenti. La FEE è Riconosciuta dall’UNESCO come leader mondiale nel campo dell’educazione ambientale e dell’educazione allo sviluppo sostenibile. Per la certificazione della qualità ambientale, invece, si fa riferimento all’Eco-label, marchio europeo usato per certificare il ridotto impatto ambientale anche nel campo del turismo consapevole. Ogni anno sono quindi assegnate le Bandiere Blu: nel 2022 sono 210 le spiagge di mare e di lago che hanno ottenuto tale riconoscimento. Nei venti anni di istituzione del premio Bandiera Blu, il programma ha accompagnato molti comuni rivieraschi italiani. Grazie al premio, infatti, è stato possibile verificare un’evoluzione positiva delle condizioni di vivibilità dei Comuni stessi, pur con un incremento delle pressioni esercitate dall’aumento del numero di turisti che frequentano tali località.

premio bandiere 2022

Criteri di valutazione per la Bandiera Blu

Per diventare una spiaggia Bandiera Blu, sono necessarie delle pratiche particolari. Anzitutto, esistono una serie criteri di valutazione. Questi sono aggiornati periodicamente, in modo da spingere le località balneari a migliorare la gestione del territorio per una attenta salvaguardia dell’ambiente. Ogni anno gli stabilimenti balneari possono presentare, gratuitamente, delle candidature tramite un questionario composto da 12 sezioni e supportato da una specifica documentazione. Le valutazioni sono effettuate da enti istituzionali come la Presidenza del Consiglio, il Dipartimento del Turismo, il Ministero delle Attività Agricole e Forestali, ISPRA, ENEA, il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, università ma anche organismi privati.

Inoltre, da alcuni anni è stato introdotto l’iter per il certificato secondo la norma UNI EN ISO 9001-2000. Nel questionario sono richieste notizie di carattere generale ai fini della valutazione, un supporto cartografico dell’area comunale di interesse che evidenzi l’ubicazione delle infrastrutture. Queste notizie, insieme a molte altre, saranno poi verificate dalla FEE stessa in loco, assieme al Comando Carabinieri per la tutela dell’ambiente. Tra i criteri di valutazione vi è la qualità delle acque: solamente le zone che possiedono delle acque eccellenti nella stagione precedente possono presentare la candidatura per il premio Bandiera Blu. Ad accedere al percorso di valutazione sono le località con un impianto di depurazione con un trattamento secondario, che quindi non termina direttamente in mare. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, recentemente è richiesto una maggiore attenzione alla destinazione dei rifiuti sulle spiagge, sempre per poter rendere l’area con il minor impatto ambientale possibile.

Da quest’anno saranno anche effettuati dei controlli per la depurazione delle acque reflue sui litorali, con il supporto della Capitaneria di Porto. Inoltre, nel corso della stagione estiva tutte le località che vincono il premio Bandiera Blu, saranno controllate periodicamente, in modo da verificare la conformità dei criteri stabiliti dal programma.

Le Bandiere Blu del 2022

Nel 2022 sono state assegnate 210 Bandiere Blu alle spiagge Italiane, un numero sempre più in crescita. Le regioni con le varie località di mare o di lago sono visibili in questa parte del sito Bandiera Blu. La regione con il maggior numero di Bandiere Blu rimane sempre la Liguria. Ben 32 località balneari rientrano tra i parametri del programma, primato indiscutibile da svariati anni. Tra queste troviamo luoghi più famosi come Sestri Levante, Camogli, Santa Margherita Ligure, Sanremo, Framura. Le località premiate e meno famose sono invece Moneglia, Lerici, Framura, Ceriale e molte altre località. La Liguria è poi seguita da Campania, Puglia e Toscana, con 18 siti Bandiera Blu. A seguire la Calabria e le Marche con 17 luoghi premiati. Insomma, abbiamo tantissimi gioielli in tutte le regioni d’Italia!

Tra le nuove località balneari troviamo Alba Adriatica, in Abruzzo, che fa salire la regione a ben 14 Bandiere più, aggiundicandosi il quinto posto della classifica dopo la Sardegna, con 15 spiagge. Il Lazio e l’Abruzzo sono le uniche due regioni ad ricevere il premio sia per le spiagge marine sia lacustri: tra queste troviamo il Lago di Scanno, il Lago di San Domenico e il Lago Lungo. Tutti luoghi davvero particolari che vi regaleranno emozioni uniche e un bagno decisamente spettacolare. Non resta che prenotare il tuo prossimo viaggio!

Whale watching: che cos’è e dove si può fare in Italia? 

Avete in mente di fare un’attività di whale watching ma non sapete dove partire? Oggi vi sveliamo alcune mete dove poter osservare i cetacei in mezzo alla natura e lontano dal chiasso cittadino.

Viaggiatori alla ricerca di balene? Oggi vi parliamo del whale watching e vi mostriamo qualche posto insolito dove poter osservare i cetacei che sicuramente vi stupirà. Non vi parleremo di posti lontani ma di qualcosa vicino a noi: in Italia!

Che cos’è il whale watching?

Letteralmente tradotto dall’inglese, con whale watching l’attività di avvistamento cetacei nel loro ambiente naturale. Il termine deriva dal termine usato per l’osservazione ornitologica, ovvero dal bird watching. L’osservazione viene fatta in mare, lontano da costa, mentre sono pochissimi i posti in cui è possibile osservare i cetacei vicino a terra, come alcune coste dell’Australia o del Sudafrica.

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