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Rocca Calascio: un tuffo nel cinema e nel medioevo

Rocca Calascio

Continuiamo il nostro viaggio scoprendo le bellezze italiane e dei borghi da scoprire.

Prendiamo l’autostrada A24 uscita l’Aquila Est, seguendo le indicazioni per Sulmona e ci dirigiamo verso Calascio.

Ci troviamo immersi nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga dove lo spettacolo della rocca sul monte sovrasta il territorio del borgo.

Si tratta di una roccaforte di origine medioevale originariamente utilizzata come torre di avvistamento e baluardo difensivo per prevenire gli assalti nemici; questa torre è stata poi fortificata con l’aggiunta di una cinta muraria e quattro torri di forma cilindrica agli angoli.

 

La rocca in questo modo ha acquisito grande importanza strategica e con il passar del tempo la sua struttura è stata modificata e ampliata per giungere alla formazione di un piccolo centro abitato ai suoi piedi.

Purtroppo nel 1703 un terribile terremoto si è abbattuto sulla zona devastando la rocca e obbligando la popolazione ad abbandonare l’area per trasferirsi nel paesino posto piu’ a valle chiamato Calascio.

Oggi l’antico Borgo fortificato ospita un ristorante-rifugio per rifocillarsi durante il tragitto ed è proprio il punto di partenza per le escursioni verso il Castello che si raggiunge a piedi in 15 minuti.

Certo il tragitto è in salita ed e’ brecciato, ma quanto è  suggestivo!!

Il Castello di Rocca Calascio

Il Castello di Rocca Calascio e’ stato annoverato dal National Geographic tra i 15 castelli piu’ belli del mondo.

E’ un castello imponente e maestoso e rappresenta il simbolo d’Abruzzo. Dai suoi 1460 metri di altezza, offre una visuale ampia, tra le piu’ incantevoli d’Abruzzo

Si tratta di una roccaforte spettacolare incorniciata da uno scenario d’eccezione.

Se ci andrete, fate in modo di arrivarci al tramonto: il castello offre tramonti indimenticabili.

Ma soprattutto da lassù, la natura e il vento  dominano incontrastati e osservando gli Appennini del Gran Sasso si respira aria di liberta’ , quella degli animali che qui hanno il loro regno, l’orso bruno e l’aquila reale.

Perchè andare a Rocca Calascio

Rocca Calascio è meta di turisti che ne vengono ad ammirare la bellezza da tutto il mondo.

Uno dei motivi principali sono i diversi percorsi di trekking che portano al Castello. In particolare vi consiglio un affascinante percorso circolare che collega Santo Stefano di Sessanio (altra perla d’Abruzzo situata a 1251 metri) con Calascio e Castelvecchio Calvisio. Dopo circa 1 ora di cammino seguendo un sentiero ci troviamo esattamente davanti la Rocca imponente!

Un altro motivo che porta molti turisti qui, è il desiderio di sentirsi dentro un film.

Infatti questo scenario maestoso non poteva passare inosservato a registi che lo hanno scelto per girare famose scene del film “Il Nome della Rosa” con Sean Connery e “Lady Hawke” con Rutger Hauer e una giovanissima Michelle Pfeiffer.

 

 

 

 

Aria decisamente medioevale nelle terre abruzzesi!

Ci vediamo alla prossima gita in un borgo d’Italia!

 

Ti è piaciuta questa idea di gita fuori porta? Guarda in app se è stata già proposta o proponi tu!

 

 

@Cristiana Antonelli

 

 

 

In barca a vela con nuovi amici

Avete mai pensato di concedervi una gita in barca a vela con nuovi amici?

Ecco gli ingredienti perfetti per una vacanza ben riuscita: un gruppo ben assortito, tanta voglia di mare e di vento e soprattutto di divertirsi!

Michela ci ha raccontato la sua esperienza di gita in barca a vela, che ha organizzato con nuovi amici conosciuti grazie alla nostra Community e con l’amico di sempre Alessio, skipper pronto a guidare il gruppo in una vacanza entusiasmante e inaspettata. Forse anche grazie ad una mascotte speciale, Margot, il cane da briciole!

 

Michela, raccontaci qualcosa di questo gruppo!

Noi ci siamo conosciuti grazie a questo viaggio! E ci siamo trovati!!

Io ho la passione per la barca a vela e vivo sul mare, conosco Alessio (lo skipper) da alcuni anni ma non ho abbastanza amici velisti per organizzare il mio gruppo. Alcuni degli altri membri di questo equipaggio li ho conosciuti in altre vacanze a vela, Piero e Elena (che non si conoscevano tra di loro), anche Stefano era già un mio amico.

Invece per Elisabetta e Patrizia era la prima esperienza in barca. A loro si è aggiunto Ivo che è un amico di Elisabetta. Alla fine basta lanciare un’idea e il cerchio si allarga super velocemente!

Io ho fatto da coordinatrice del gruppo, perchè l’idea della barca a vela era mia, ma ho creato una chat perché si mettessero tutti in contatto direttamente per organizzarsi con i trasferimenti. Molto più semplice no? E così al momento dell’imbarco, grazie anche alla chat, eravamo già tutti un po’ amici e desiderosi di incontrarci dal vivo.

 

Cosa vi ha spinto a cercare compagni di viaggi in questa Community?

Non sempre le persone che frequentiamo hanno le nostre stesse passioni. In questo viaggio eravamo quasi tutti single. Ma non è questo il punto. E’ proprio difficile trovare qualcuno che abbia la tua stessa voglia di fare una gita in barca a vela, di mettersi alla prova, di condividere cabina e cambusa con sconosciuti e lasciarsi trasportare un pò dagli eventi e dal mare. Però con questa Community questo è possibile perché entri in contatto con persone che in quel momento hanno voglia di fare la stessa cosa che vuoi fare te, con gli stessi interessi, e lo stesso stile di viaggio, è magico!

Inoltre noleggiare una barca intera costa molto, perchè negarlo? Trovare nuovi amici è anche un modo per ridurre le spese, non male no?

 

 

Ma raccontaci di più, ora siamo curiosi. Dove siete stati?

La meta è stata l’isola d’Elba, bella, vicina, comoda per navigazioni non troppo lunghe.

Qualcuno diceva “L’avventura risiede nei nostri cuori non nella destinazione!”

Nonostante il meteo timido, tutto è stato fantastico, grazie anche ad Alessio, che oltre ad avere esperienza di navigazione, sa mettere tutti a proprio agio, ci ha fatto timonare e manovrare scegliendo però le rotte che consentivano anche relax e sole a chi non avesse voglia di darsi da fare (siamo pur sempre in vacanza!).

Abbiamo navigato, mangiato, fatto bagni meravigliosi, preso il sole, visitato paesini, e preso anche un temporale!

E in soli 2 giorni!

 

Qual è stata l’esperienza più entusiasmante?

Beh penso che ognuno avrebbe la sua da raccontare ma sicuramente il temporale è stato il nostro momento di avventura.

Abbiamo visto il muro d’acqua che si avvicinava velocemente alla barca mentre davanti a Marciana Marina navigavamo in direzione di Cavo. Alessio ci ha dato subito le istruzioni: chiudete i boccaporti, mettete le cerate, chi vuole stare in pozzetto, altrimenti andate sotto coperta, prendo io il timone. E così ci siamo tuffati nella tempesta (non troppo malvagia fortunatamente). E comunque eravamo tranquilli perché in buone mani.

Ne siamo usciti dopo circa mezz’ora e ci siamo fermati al Cavo sotto un bellissimo sole a fare il bagno circondati da occhiate e gabbiani che aspettavano un po’ di pane.

Siete partiti senza conoscervi prima, come è andata in viaggio?

È andato tutto benissimo. È vero che non conoscendosi non è sempre facile condividere uno spazio limitato ma la barca per questo è favolosa, annulla le distanze, avvicina le persone, favorisce il rispetto ed esalta le qualità di ognuno.

In barca si diventa subito una squadra e viene voglia di “offrire” agli altri le nostre capacità; chi ha già navigato aiuta nelle manovre, chi sa cucinare cucina e così via. C’è posto per tutti, anche per chi vuole solo godersi la vacanza perché ognuno fa in base a ciò che sente. E se qualcuno soffre un po’ il mare, gli altri sono sempre pronti ad aiutarlo e coccolarlo.

 

Consiglieresti questo tipo di esperienza?

Assolutamente sì!

Grazie Michela e buon vento!

Viaggi al femminile

 

Viaggiare al femminile è considerato ancora molto molto pericoloso, soprattutto in Italia.

Eppure all’estero è assolutamente normale incontrare ragazze, che girano per il mondo con uno zaino sulle spalle e un taccuino per i loro pensieri.

Questo non significa che il viaggio fai da te al femminile sia esattamente una passeggiata, ma con le giuste precauzioni si può andare quasi ovunque, affrontare qualsiasi situazione e riportare a casa un bellissimo ricordo di viaggio.

Ecco 10 cose da sapere prima di partire per un viaggio fai da te per donne da sole

Vestirsi in modo adeguato

Adeguato al luogo. Certo se siamo in giro per locali in Sardegna o in riviera romagnola, l’abitino da serata ci sta tutto. Ma se siamo in giro per visitare chiese e luoghi sacri, meglio evitare la scollatura e le gambe scoperte, anche con un paio di gambe da far invidia ad una modella. E se proprio fa caldo, magari avere anche un foulard a portata di mano può essere utile per coprirsi all’occorrenza.

Chiaramente all’estero va posta ancora di più l’attenzione su usi e abitudini. Magari, senza andare lontanissimo, se siete al mare su una spiaggia marocchina dove le fanciulle fanno il bagno vestite (eh si completamente vestite), magari è meglio scegliere un costume più coperto. Insomma il bikini striminzito lo teniamo per la spiaggia romagnola che dicevamo prima!

Rispettare la cultura del posto

Questo vale per l’Italia e l’estero allo stesso modo. Meglio informarsi sulle tradizioni locali e le usanze per evitare di dire o fare qualcosa che non si vuole o semplicemente di avere un comportamento che potrebbe essere frainteso. I cinesi ad esempio non gesticolano al contrario di noi occidentali. Gesticolare può solo farli ridere o addirittura comunicare rabbia e aggressività.

Non flirtare per gioco

Può sembrare banale ma sempre meglio non lasciarsi andare al flirt se non siamo convinte e soprattutto siamo troppo lontane dalla nostra confort zone.

Non camminare la sera da sola o in zone isolate

Se proprio ci siamo ritrovate in una zona improvvisamente buia o isolata, il taxi può essere una salvezza. Non saranno i soldi di una corsa a spostare il budget della vacanza!

Non perdere completamente il controllo

Lo stato di ebrezza può anche essere divertente ma non avere più coscienza di se stesse e di quello che ci sta succedendo può essere pericoloso perché ci rende vulnerabili. Neanche a dirlo per le droghe. Oltre a mettere a repentaglio la propria sicurezza in questi casi si rischia anche di finire nei guai anche per molto poco!

 

Affidarsi ad agenzie locali per tour ed escursioni

Questa regola non vale in generale in viaggio, ma se si è da sole meglio non rischiare di affidarsi a sconosciuti che non abbia un minimo di certificazioni o feedback sulla propria attività.

Tenere informato qualcuno a casa

Mandare il proprio itinerario o comunque tenere aggiornati sui propri spostamenti qualcuno che è rimasto a caso. Se andiamo all’estero è utile registrarsi sul sito dovesiamonelmondo.it. E’ bene sempre che qualcuno sappia dove siamo, per ogni evenienza

Prendere un albergo in zone centrali

Scegliere un quartiere piè periferico o meno sicuro solo per risparmiare può rivelarsi una scelta infelice. Rischia di precluderci il piacere di girare anche di sera o comunque ci costringe a ricorrere di continuo ai taxi.

Viaggiare leggera

No oggetti vistosi e costosi in bella vista. Il bracciale Tiffany magari può restare a casa.  Discorso a parte per la reflex: è un bersaglio facile ma se proprio si è appassionate di fotografia, l’unico consiglio è cercare di non esibirla proprio ovunque se non ci sentiamo tranquille!

Fare una copia di tutti i documenti

Dal passaporto, carta d’identità, biglietti aerei…, meglio se anche in digitale così da averli sempre a portata di mano in caso di emergenza. Chiaramente in Italia è più facile recuperarli in caso di smarrimento, ma è comunque una gran perdita di tempo!

 

Vi abbiamo raccontato le 10 cose da sapere prima di partire per un viaggio fai da te per donne da sole

Perché viaggiare al femminile si può.

La chiave per essere davvero libere di affrontare qualsiasi tip    o di viaggio e di cultura in fin dei conti è seguire l’istinto. Non mente mai.

 

Dedicato a una grandissima viaggiatrice che ha illuminato il mondo con i suoi sorrisi

 

Ti è piaciuta questa idea di gita fuori porta? Guarda in app se è stata già proposta o proponi tu!

 

 

@Sara De Vincenzo

Non sono Mai stata da Sola che Viaggiando da Sola

Viaggiare da soli può essere terrificante, inutile negarlo dai. Da una parte c’è quel brivido dell’ignoto, la sensazione di potenza all’idea di contare solo su se stessi, il senso di liberazione dato dal non dover mai scendere a compromessi con qualcun altro.

Ma dall’altra, alcuni scogli sembrano insormontabili. Il primo tra tutti: a chi lascio il mio zaino quando devo andare al bagno?

Scherzi a parte (anche se non si scherza affatto, è uno dei problemi su cui mi sono arrovellata di più senza mai trovare una risposta univoca), tante cose diventano difficili o spaventose, quando si viaggia da soli. Uscire la sera, mangiare al ristorante, condividere una risata o una bella scoperta. Si dice che la felicità è vera solo se condivisa, e un po’ è vero: ci sono momenti, quando si viaggia da soli, in cui ci si sente…”solitari“. Ecco, sì, come se si fosse separati dagli altri, diversi. Si vedono gruppi di amici, coppie, famiglie, tutti con i loro zaini, tutti che si sono portati un pezzo della propria comfort zone anche in viaggio. E tu, lì, solo, magari seduto al ristorante ad origliare divertito le loro conversazioni, ti senti…diverso.

Questo sì. Ma mai, mai e poi mai, solo.

Ci sono alcuni viaggiatori particolarmente estroversi che effettivamente soli non lo sono mai. Sembra che portino con sé un aura di socialità, non appena mettono piede nell’ostello li vedi subito circondati di gente, a raccontare delle proprie avventure in giro per il mondo come un romanzo di Wilbur Smith. Sono quei “solo-travelers” che in realtà di solo hanno ben poco, se non la capacità di passare da un gruppo all’altro senza ordine di continuità.

Mi hanno sempre fatto tanta invidia, mi piacerebbe essere così spigliata, ma anche un po’ di tristezza. Dev’essere frustrante cambiare continuamente amicizie, stringere legami forti e poi vederli continuamente dissolvere. Io sono più selettiva, o forse sono solo strana. Adoro chiacchierare con qualcuno che non conosco in ostello, ma se lo faccio è perché ho qualcosa da dire, o perché ho capito che lui ha qualcosa che io voglio sentire. Per il resto del tempo, preferisco essere solitaria per davvero.

Il mio primo viaggio da sola l’ho fatto in Portogallo. Non era programmato, in realtà: il periodo di volontariato che dovevo fare è stato più corto del previsto, e mi sono trovata ad avere svariati giorni liberi prima del mio volo. Ho preso la palla al balzo!

Mi sono ritrovata ad esplorare Lagos, Sagres e Lisbona da sola, e ho scoperto la gioia di poter fotografare per mezz’ora lo stesso fiore a picco sulla scogliera senza che nessuno avesse da dire una parola a riguardo. Mi sentivo libera e potente. Sicuramente solitaria, ma non sola.

Poi ho avuto la mia prima esperienza al ristorante da sola. Sembra una cosa stupida, ma non lo è: siamo abituati a considerare il ristorante come un’attività sociale, c’è una sorta di tabù intorno al cenare da soli. Ti senti osservato, come se tutti i turisti intorno non avessero di meglio da fare che commentare quanto sei sfigato. Passai la prima esperienza al cellulare, praticamente fingendo che non stesse succedendo. Poi ci presi gusto: il giorno dopo mi sono trovata per caso a scegliere un ristorante bellissimo ma in cui non c’era né campo né wifi! Ho dovuto imparare ad arrangiarmi.

Arrivata all’ultimo giorno di viaggio da sola, mi sono tolta una delle più grandi soddisfazioni della mia vita: sono andata a mangiarmi un granchio gigante in un ristorantino davanti al porto. Ho demolito quella povera bestia come non avrei mai fatto, per decenza, di fronte a qualcuno: alla fine del pranzo, avevo pezzi di granchio anche nei capelli. E ridevo da sola!

Quindi, cosa penso del viaggiare da soli? Penso che è un’esperienza che tutti dovrebbero fare prima o poi, per entrare in contatto con le proprie ansie sociali e affrontare le proprie paure, questo sì. Penso che tutti dovremmo sapere che possiamo viaggiare da soli, che ne siamo in grado, che non ne abbiamo paura. Perché è una consapevolezza che ti libera da un sacco di pesi! Ma penso anche che non sia la modalità di viaggio con cui noi, come esseri umani, siamo più congeniali.

Penso che la cosa più bella sia viaggiare da soli, ma in compagnia. Trovare qualcuno che condivida il percorso, non necessariamente tutto il viaggio. Qualcuno che sia lì per un pezzo di strada, ma da cui ci si senta liberi di separarsi ogni tanto. Per ricordarsi, quando si è soli, che la felicità è più bella quando condivisa, in effetti. Un amico o un fidanzato con ampie vedute, o uno sconosciuto con la stessa passione per i viaggi, conosciuto lungo la strada o prima di partire. Per avere tutto il bello dell’essere in compagnia, e tutta la straordinaria potenza del viaggiare da soli.

 

 

Post di Ilaria Cazziol

Andare d'accordo compagni viaggio o gita

Come andare d’accordo con i propri compagni di viaggio e gite

Quando si viaggia con un gruppo di amici di vecchia data o con nuovi amici, il vero problema in viaggio non è la solitudine, anzi. È proprio la compagnia.

Viaggiare con qualcuno non è affatto facile, anzi, è una prova difficilissima per se stessi e per il rapporto con gli altri. Si tratta di scendere costantemente a compromessi, letteralmente in ogni momento, da quando ci si sveglia a quando si va a dormire.

Ci vuole un certo grado di adattabilità e un ancor più marcato senso della mediazione, ma soprattutto è essenziale che ci sia una visione comune sotto, altrimenti si rischia che sia l’ultimo viaggio che si fa insieme.

E se la visione comune manca, nella vita o nel viaggio, una vacanza insieme, lo mostrerà subito.

E allora come andare d’accordo con le persone che, per fortuna o per sbaglio, capitano sul nostro cammino e scelgono di partire con noi? E’ probabile che un viaggiatore che sta facendo il nostro stesso viaggio abbia una visione comune, certo…Ma non è detto!

 

Capita spesso di incontrare persone in gamba, in piena sintonia con noi, vere anime gemelle in viaggio, e in poco tempo nasce un vero e proprio rapporto di amicizia molto intenso, rafforzato dal momento.

Purtroppo con altre persone non capita. Semplicemente, non scatta quella sintonia che rende semplice ogni decisione e ogni momento del viaggio fatto insieme.

E se non scatta? Se non siamo riusciti a capire prima di partire se eravamo davvero compatibili?

Non resta che ricordare che in fin dei conti, un viaggio fai da te lascia la libertà a tutti di vivere la propria esperienza come si preferisce, con i propri tempi e il proprio stile. E allora la compagnia non va interpretata come una forzatura, ma come un regalo, qualcosa che può arricchirci.

A volte si dimentica questo aspetto, e, invece, solo concentrandosi sul valore della condivisione, dell’incontro, della libertà si possono superare anche i momenti più complicati in viaggio. Parlandosi apertamente, confrontandosi senza aspettare di tornare a casa, senza temere di ferirsi. Forse anche questo è il valore di partire con sconosciuti!

Cambiando la propria attitudine, lavorando su questi aspetti, possono nascere piacevoli scoperte e anche una persona che ci sembrava incompatibile con noi può diventare uno straordinario compagno di viaggio.

 

Ti è piaciuta questa idea di gita fuori porta? Guarda in app se è stata già proposta o proponi tu!

@Sara De Vincenzo