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GLI ARTICOLI DI MEETRAVEL

La città magica di Torino

Esistono luoghi misteriosi, capaci di nascondere segreti e magie. E no, non parliamo di stanze oscure o occulte: parliamo di Torino! Sapevate che è un luogo di magia bianca e nera? Vediamo in questo articolo di che cosa si tratta nel dettaglio e vi mostriamo un tour davvero particolare che non potete perdere proprio in questa città misteriosa.

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Che cos’è la magia bianca e la magia nera?

Con questo termine si indicano due tipi di magie, mosse da intenzioni completamente opposte. La magia bianca fa riferimento a divinità, angeli o, in generale, spiriti benevoli. Questo tipo di spiritualità vede protagonista le energie benefiche, positive, altruistiche, ed è improntata sulla realizzazione del proprio essere interiore e all’armonia dei propri sensi. Non a caso alla magia bianca viene associato il colore della purezza, ovvero il bianco. Alcune correnti di pensiero uniscono questo tipo di energie anche all’alchimia, un sistema filosofico nella quale sono studiate le leggi ed i fenomeni della natura. Per comprendere queste leggi sarebbe necessario, infatti, approfondire la propria spiritualità, e intendere come se tutto l’universo fosse in collegamento.

La magia bianca si contrappone per l’appunto alla magia nera, dove prevalgono invece egoismo, titanismo e orgoglio. È associata all’occultismo o al satanismo, infatti da qui derivano le discipline della demonologia e della stregoneria. Si tratta di un insieme di pratiche associate questa volta al colore nero. Più precisamente, chi pratica la magia nera cerca di sottomettere le entità del cosmo a proprio piacimento, tramite l’invocazione di forze soprannaturali e paranormali. La magia bianca invece opera in armonia con le leggi naturali, in armonia con esse e ritiene che ogni fenomeno, organismo od evento abbia un posto nel disegno divino. Tra le associazioni più rilevanti della magia nera ritroviamo la massoneria, i cui simboli sono ampiamente ritrovati nelle sculture o negli edifici torinesi. Per definizione, con massoneria si intende “un’associazione su base iniziatica, esoterica e di fratellanza, diffusa in molti Stati del mondo, come unione di associazioni basate su di un ordinamento democratico, dette logge” (Wikipedia). Il bianco e nero, la luce e l’oscurità, sono comunque elementi indispensabili e l’uno non può esistere senza l’altro. Questa contrapposizione si sposa con la metafora cinese dello yin e dello yang.

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Torino, “la città magica”

Torino viene chiamata anche “la città magica” perché legata da miti e leggende di culti esoterici. Da questo punto di vista, la città viene considerata una delle punte dei triangoli di magia nera e magia bianca.  Il motivo risiede in una vecchissima leggenda, secondo cui la città torinese è stata costruita nel punto in cui il Po, indicato come il Sole, e la Dora, indicata come la luna, confluiscono e si incontrano. Torino inoltre è attraversato dal 45° parallelo, alla quale è associata energia (magia) positiva. Molti sono i luoghi tipici associati a questi tipi di magia.

Un esempio è la chiesa Gran Madre, situata ai piedi della collina torinese. All’entrata sono poste due statue che rappresentano la fede e la religione. La prima, sulla sinistra, rappresenta una figura femminile con un manto che ricopre tutto il suo corpo che lascia scoperto il piede sinistro, il quale calza perfettamente con il sandalo della seconda statua. Quest’ultima tiene sulla mano destra, un libro aperto, mentre nella sinistra innalza al cielo un calice. Secondo alcuni esperti di esoterismo, la fede e la religione mostrerebbero il luogo di sepoltura del Sacro Graal, ovvero il calice che utilizzò Dio nell’ultima cena. Basterebbe quindi seguire gli sguardi delle due statue per ritrovate l’oggetto perduto: al Palazzo di Città.

Si pensa che il luogo più importante per la magia bianca torinese sia Piazza Castello. Qui sorge la fontana dei Tritoni di Palazzo Reale, considerata centro di energia positiva. Secondo gli studiosi, il cancello del palazzo segna il confine tra la magia bianca e la magia nera cittadina. Proprio ai cancelli si trovano due statue di Dioscuri, che indicherebbero il confine della zona est di Torino con quella ovest. Varcato questo confine si entra nel luogo in cui venivano sepolti i crocefissi o le persone condannate nell’antica Roma. In poche parole, i cancelli indicano le porte per l’oscurità e la magia nera.

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Il tour della città magica di Torino

Tramite alcune guide è possibile effettuare dei tour della città e osservare nel dettaglio tutti i luoghi della magia bianca e della magia nera di Torino. Si chiama “Torino: tour magico” e si svolge il giovedì ed il sabato, partendo da Piazza Statuto. In questo luogo si trova il monumento ai Caduti del Frejus che presenta molti riferimenti al mondo delle energie misteriosa. Dopo la prima tappa si prosegue con il Rondo della Forza e la Piazza Solferino, dove è situata la fontana delle Quattro stagioni, nella quale sono raffigurate simbologie associate alla massoneria.

Il tour inizia dai luoghi si trovano nella zona ovest della città e sono orientati al punto cardinale, in cui tramonta il sole, in riferimento ai luoghi oscuri. Come detto anticipatamente, si può dividere la città di Torino in due parti, la parte ovest considerata luogo della magia nera, mentre quello est della magia bianca. Una volta visti i siti della zona ovest, ci si sposta verso la parte bianca di Torino, iniziando da Piazza San Carlo, dove si trova una statua raffigurante la madonna e la Sacra Sindone. Ci sono tantissime altre tappe del tour che non vogliamo svelarvi, ma siamo sicuri che sarà suggestivo. Il prezzo del tour parte da 25 euro per una visita di circa due ore. Per un’aria ancora più magica potrete anche effettuarlo in notturna! Un’altra idea particolare da svolgere a Torino e per continuare con i misteri della città potete scoprire Torino Sotterranea, dove sarà possibile osservare i tunnel situati a 15 metri di profondità. Qui potrete osservare luoghi come le catacombe, al di sotto delle chiese più antiche di Torino, le cantine sotterranee, alcune gallerie del Settecento, luoghi di guerra e tanto altro ancora.

Che si creda o no alla magia, la città magica di Torino è davvero spettacolare e sarà in grado di stupirvi. Se vuoi organizzare un tour con qualcuno, non perderti la nostra app!

 

E tu hai già in mente di visitare Torino? Scopri in app se qualcuno l’ha già proposto! 

 

@Sara Biancardi

5 posti abbandonati più famosi d’Italia

Siete appassionati di posti abbandonati? L’urbex, o esplorazione urbana in italiano, affascina moltissimi fotografi ma anche avventurieri. Borghi abbandonati, ex ospedali ma anche vecchi parchi a tema, in Italia possiamo trovare tantissimi luoghi del genere. Oggi vi mostriamo i 5 più famosi.

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1. Ex manicomio di Laveno Mombello (MB)

Se siete lombardi non potete non conoscere l’ospedale psichiatrico Antoni di Limbiate, altrimenti noto come ex manicomio di Monbello. La struttura venne costruita nel 1872, vicino alla villa settecentesca Crivelli-Pusterla, la tenuta dove Napoleone proclama la Repubblica Cisalpina, oggi situata a nord di Limbiate. Un edificio di circa 40 mila metri quadrati con stanze, celle e sotterranei per un totale di oltre 3 mila pazienti ospitati. L’ex manicomio è poi circondato da un muro di cinta alto due metri e lungo tre chilometri, completamente separato dal resto del mondo. Nelle vecchie sale è facile incontrare i sanitari, i letti o le cartelle cliniche dei vecchi pazienti, contenenti le radiografie, oppure i registri dei visitatori, come in un vero e proprio film dell’orrore.

Attualmente, l’ex manicomio è lasciato nel più totale dell’abbandono: nel tragitto per arrivare alla struttura è facile incontrare cocci e sporcizia di ogni genere, i soffitti sono rovinati e le mura sono piene di scritte di molto writer. Tuttavia, rimane un sito ancora frequentato, soprattutto dai fotografi. Se cercavate un posto abbandonato dove passare la prossima avventura horror, l’ex Manicomio di Laveno Mombello farà sicuramente al caso vostro.

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2. Consonno, la “città dei balocchi” (LC)

Consonno è una frazione del comune di Olginate, in provincia di Lecco. Negli anni ’60 il Conte Mario Bagno trasformò questo borgo in uno dei suoi più grandi sogni: creare la città dei balocchi in cima alla collina, con vista spettacolare sul lago. A seguito della Seconda guerra mondiale la frazione si spopolò, sino ad arrivare a 50 abitanti circa. Negli anni, la cittadina continuò a vivere grazie alle attività degli artigiani e alla coltivazione agricola dei suoi campi.

Situata all’estremo meridionale delle Prealpi Lombarde, il piccolo borgo quasi disabitato di Consonno diventa il progetto ideale per il Conte, teatro di edifici strambi con architetture particolari. Tra queste, una galleria commerciale arabeggiante con minareto, una pagoda cinese con giardino, un castello medievale, una balera, hotel di lusso e slot machine per tutta la città dei balocchi. Il progetto comprendeva anche un circuito automobilistico il quale, però, non vedrà mai la luce. Da lì a pochi anni il borgo di Consonno divenne famosissimo, tant’è che lo chiamarono la Las Vegas della Brianza.

Tuttavia, il Conte Bagno dovette fare i conti con la natura: nel 1976 si verificò una frana che interruppe qualsiasi comunicazione tra il borgo dei divertimenti di Consonno ed il resto del mondo. In questo modo, la città dei balocchi divenne fantasma. Attualmente resta solo una chiesetta, la chiesa di San Maurizio, con la casa del cappellano ed il cimitero. Il borgo era totalmente abbandonato e lasciato a sé, ma dopo anni i cittadini dei dintorni hanno deciso di salvare Consonno, grazie anche al Comune di Olginate. Ora è infatti possibile accedere all’area che prima era chiusa per via della frana e si possono organizzare delle visite guidate.

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3. Acquaria Park, Cervia (RA)

In provincia di Ravenna giace un parco acquatico abbandonato, meglio noto come Acquaria Park. Fu costruito nel 1992 e l’idea era simile a quella dell’Acquafan di Riccione: creare un parco che fosse attrazione per molti bambini e famiglie. Per tutti gli anni ’90 l’Acquaria Park ha rappresentato una delle principali attrazioni turistiche dell’area nord della Riviera romagnola oltre a Mirabilandia. Tuttavia, dopo ben dodici anni di attività il parco fu chiuso nel 2004 e divenne cosi uno dei posti abbandonati più famosi in Italia.

Per alcuni anni Acquaria Park è rimasto aperto solo per la discoteca e vari eventi di intrattenimento. Oggi questo luogo è la tappa preferita per gli appassionati di urbex e di fotografia: è possibile girovagare nel parco tra gli scivoli e le attrazioni abbandonate. Si possono effettuare anche delle visite guidate tramite dei tour della città.

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Castello di Sammezzano. | Foto: FAI, Fondo Ambiente Italiano.

4. Castello di Sammezzano, Leccio (FI)

Il Castello di Sammezzano è un particolare castello ed uno dei posti abbandonati in Italia che affascina tantissimi visitatori per i suoi meravigliosi interni. Situato a circa 30 chilometri da Firenze, l’edificio erge su una collina sopra Leccio, frazione del Comune di Reggello. Il nobile Ferninando Panciatichi Ximenes d’Aragona acquistò nell’800 il castello dai Medici e la trasformò in una vera e proprio opera d’arte. Il proprietario fu un appassionato di moda orientale e riuscì a realizzare un edificio unico, circondato da un grande parco di 187 ettari e con oltre 100 specie arboree esotiche. Nel castello di Sammezzano possiamo ritrovare capolavori architettonici di arte moresca che ricordano gli edifici indiani, con stucchi policromi e giochi di luce.

Successivamente, l’edificio è stato adibito ad albergo ristorante, per poi ritrovarsi attualmente chiuso per oltre 30 anni. Attualmente necessita di urgenti interventi di restauro per impedire che i segni evidenti di degrado possano continuare a persistere e danneggiare ulteriormente la struttura. Per questo motivo il castello è stato proclamato luogo del cuore del FAI, Fondo Ambiente Italiano, affinchè possa ricevere l’adeguata rilevanza artistica e architettonica. Con le donazioni recenti è stato possibile restaurare alcune parti del castello di Sammezzano, come il sepolcreto della famiglia.

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Ex aeronautica Caproni. | Foto: lostitaly.it

5. Ex aeronautica Caproni, Pedrappio (FC)

Negli anni ’30 nasce lo stabilimento aeronautico “Caproni” per la produzione di aerei nella zona di Pedrappio, nella provincia di Forlì – Cesena. La struttura vede nel 1940 la costruzione di nuove aree come hangar e due capannoni sul retro del complesso, oggi non più esistenti. L’ex aeronautica Caproni fu utilizzata sino al periodo della Seconda guerra mondiale e venne impostata in due piani: al piano terra la lavorazione meccanica della fresatura e torneria e, al piano superiore, le operazioni di saldatura e intelaiatura.

Nell’ex aeronautica Caproni gli operai erano impegnati nella costruzione di veicoli di bombardamento, che poi andavano trasportati all’aeroporto Ridolfi di Forlì. Successivamente, la zona venne abbandonata e cadde in un vero e proprio stato di degrado. Attualmente sono utilizzati due tunnel in cemento armato come laboratorio per gli studi di aerodinamica e fluidodinamica.

Questi posti abbandonati che vi abbiamo descritto sono davvero spettacolari. Ognuno racconta una storia particolare che ha segnato la vita dei cittadini dei luoghi abbandonati. Vi ricordiamo che per visitare i luoghi abbandonati è sempre necessario informarsi prima su dove si sta andando ma soprattutto che cosa ci si potrebbe aspettare. Molti edifici potrebbero essere pericolanti oppure ad alcuni potrebbe essere vietato l’accesso, quindi cercate sempre di arrivare pronti per l’esplorazione!

Quali sono i posti abbandonati che vorresti visitare? Organizza un viaggio in questi luoghi con la nostra App!

L’esperienza MeeTravel raccontata da Samantha

Intervista a Samantha, viaggiatrice con l’animo da esploratore che ha provato l’esperienza MeeTravel e ce la racconta in una chiacchierata molto schietta

Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Samantha in viaggio e posso dire con certezza che è una compagna di viaggio che lascia il segno.

E allora abbiamo deciso di intervistarla e farci raccontare la sua esperienza tra chat di viaggio, organizzazione, partenze fatte e mancate.  Ecco l’intervista a Samantha che ci ha raccontato la sua esperienza con l’app MeeTravel e ci ha dato qualche consiglio per organizzare al meglio con nuovi amici.

Che viaggiatrice sei Samantha?

Posso dire con certezza di avere nel sangue più viaggi che globuli rossi! Viaggio praticamente da quando ero neonata, sono stati i miei gentitori a trasmettermi la passione per il viaggio.

Quando dico che viaggio tanto, intendo davvero tanto! In pratica sono via ogni weekend e organizzo quattro grandi viaggi l’anno. Ho visitato 54 Paesi nel mondo!

Ma non pensate che vada in giro a mettere bandierine, io mi sento un’esploratrice. Quando viaggio mi piace esplorare, sono curiosa, voglio vedere tutto. Adoro i viaggi on the road, mi viene in mente ad esempio quando sono stata a Cuba per 17 giorni. Non mi sono fermata un attimo e ho dormito in tutte le case particular.

Ma certo non disdegno i resort, ad esempio in Messico o alle Maldive. Mi so mettetere in gioco, ma se devo scegliere preferisco le comodità, soprattutto negli alloggi. Ecco diciamo che la tenda la evito soprattutto ora. Voglio vivere il viaggio, ma non voglio stress inutili.

 

Come ti sei avvicinata all’app MeeTravel?

Come ti raccontavo, io viaggio veramente tanto, molto più dei miei amici e questo mi porta a dover cercare per forza altre persone con cui viaggiare. E’ un tema di tempo e di budget che investo in viaggi. Non è che abbia più soldi dei miei amici, è solo che io scelgo di spendere i miei in viaggi. Sono scelte!

E così mi sono avvicinata a MeeTravel e l’ho provata. Avevo già altre esperienze di viaggio con sconosciuti, ho voluto aggiungere un’alternativa. Mi piaceva il progetto e l’ho provata. Anche perchè le altre esperienze che ho provato per cercare compagni di viaggio erano comunque agenzie, qui invece ho potuto sperimentare veramente le mie capacità organizzative e mi riesce davvero bene!

Qual è stato il viaggio che ti è piaciuto di più?

Con l’app MeeTravel ho fatto cinque viaggi, un pò di mare al Conero, un giro sul Trenino del Bernina, un weekend a Venezia e una settimana a Lanzarote. Ora sto organizzando un altro viaggio, poi vi racconterò!

Sicuramente il viaggio che mi è piaciuto di più è stato quello a Lanzarote, perchè eravamo un bel gruppone e poi avevamo una settimana, potevamo vivere il viaggio con il giusto tempo.

E poi si sono instaurate delle belle amicizie in particolare con due compagni di viaggio. Continuiamo a vederci e a sentirci. A dire la verità mi succede sempre. Ogni volta nascono nuove amicizie e me le porto a casa, nel cuore insieme ai luoghi che ho visitato.

Chi ha organizzato questo viaggio?

Il Creator non ero io, ma alla fine ho partecipato tanto all’organizzazione. Ho pensato agli alloggi, agli spostamenti a cosa fare. Ce l’ho nel sangue il mood da organizzatore! E’ più forte di me.

In generale sono sempre una partecipante attiva. Mi piace dire la mia fin dall’organizzazione e penso che in generale se entri in un gruppo di viaggio devi fare la tua parte.

Alcuni diventano fantasmi in chat. Ma perchè? Se devo dare un consiglio ai partecipanti: siate attivi, non aspettave due giorni per rispondere. Prima si organizza e meglio è!

E soprattutto rispettate anche la privacy di tutti. Alcuni ti chiedono di scambiare il numero per parlare su whatsapp dopo un secondo. Invece io preferisco prima capire nella chat dell’app se davvero si conferma di partire insieme e poi ci si scambia il numero. Perchè devo dare il mio numero a tutti gli sconosciuti se poi non partiamo insieme?

Quanto è importante sapere con chi parti?

Per me è importante. Parto dai profili, non perchè ci siano dei criteri esteteci ci mancherebbe, ma già dalla faccia capisco tante cose. C’è la curiosità di scoprire con chi partirai. Meglio se riesco a capire che tipo sei.

Per me è importante essere simili, avere lo stesso approccio al viaggio. Altrimenti non funziona. Cioè se parti con un gruppo molto grande, al massimo ti dividi. Ma se il gruppo si chiude ad esempio a tre persone, per forza deve esserci intesa, devono esserci abitudini simili.

Qual è la caratteristica di compagno di viaggio ideale?

Per me è assolutamente importante partire con persone curiose e non stringate nello spendere. Se siamo in viaggio, andiamo a mangiare fuori, noleggiamo un’auto o quello che serve per vivere il viaggio. Non dico che dobbiamo andare nei ristoranti stellati, ma neanche che devo avere l’ansia del budget, perchè altrimenti meglio non partire!

E poi devono essere persone esploratrici, curiose, con voglia di scoprire tutto e magari non passare una settimana in piscina nel resort!

Ti consideri una compagna di viaggio ideale?

Da uno a dieci? Sette!!!

Non è che vado bene a tutti, perchè io sono trasparente e dico sempre la mia. C’è chi in viaggio lascia correre tutto anche quando le cose non vanno bene. Io invece se ho qualcosa da dire, te la dico.

Però c’è di buono che ci metto l’anima nell’organizzazione!

 

Ti è piaciuta l’esperienza di Giovanna? Entra in app e trova nuovi amici con cui organizzare viaggi e gite fuori porta!

 

 

@Sara

 

La mia prima esperienza con sconosciuti in viaggio

La mia prima esperienza con sconosciuti in viaggio?Una scoperta fantastica! Ecco l’intervista a Giovanna che si è buttata in una nuova esperienza con amici conosciuti in app e ora non si ferma più!

Ho intervistato Giovanna al telefono, ma sebbene fosse distante mi ha inondata dell’energia positiva e dell’entusiasmo di chi la vita se la gusta. Una vera montagna Giovanna, incontenibile come l’Etna, il vulcano della sua Sicilia dove ha insegnato snowboard a due perfetti sconosciuti , diventati in pochissime ore nuovi amici con cui condividere fantastiche avventure.

Ma iniziamo dal principio.

Che viaggiatrice sei Giovanna?

Sono una viaggiatrice seriale, se ho un weekend libero faccio una ricerca su skyskanner, trovo una meta e parto. Ovviamente se ho più tempo, faccio viaggi più lunghi ma diciamo che non aspetto di avere tanto tempo a disposizione per partire. Il mio stile di viaggio?  “Accampato”! In realtà mi adatto a tutto, ma adoro vivere le esperienze in modo improvvisato, non sapere dove dormirò stasera non mi mette ansia, anzi. Mi diverte molto vivere gli imprevisti di un viaggio fai da te.

Come ti sei avvicinata all’app MeeTravel?

Sembra strano ma io la stavo cercando! E’ da un pò che faccio fatica a trovare amici con cui partire, alcuni miei amici non hanno voglia, il tempo, le ferie e io invece voglio partire e non da sola! E allora da un pò cercavo su Google come trovare compagni di viaggio. E alla fine è spuntata MeeTravel e l’ho provata. Ho proposto subito un viaggio, ma ero convinta non avrebbe funzionato. Mi sembrava troppo bello per essere vero di poter trovare così facilmente nuovi compagni di viaggio.

Che viaggio hai proposto?

Ho proposto un viaggio a Verona. Avevo un weekend libero e c’era un volo in offerta da Catania e ho deciso di prendere l’occasione al volo, come faccio sempre! Perchè sprecare così un bel paio di giorni liberi?

Ho inserito il viaggio in app e si sono aggregate varie persone, alcune solo per chiedere informazioni. Alla fine ho organizzato tutto con Silvia e Steven. Ci siamo messi d’accordo in app, sono stati davvero molto partecipi nell’organizzazione. E poi una volta lì Silvia ci ha praticamente fatto da guida, anche per locali. Molto divertente! Anche ora ci sentiamo tanto, sono davvero due persone fantastiche.

Hai avuto altre esperienze in app?

Si! Il weekend a Verona è andato così bene che alla fine ne ho proposto subito un altro, sull’Etna. Qui si sono aggiunti Enza e Giacomo. Loro sono davvero speciali. Abbiamo organizzato tutto insieme, che escursioni fare e dove dormire. Io ho imparato da un pò a scendere con lo snowboard e gliel’ho proposto. “Ve lo insegno io! ” Ci credi che ci siamo scialati dalla mattina alla sera sulla neve? E poi la sera sushi. Praticamente avevano esattamente i miei stessi gusti ed è stata una scoperta fantastica. Giacomo ci ha anche portato Mirto e formaggio dalla sua Sardegna. Come fai a non entrare subito in sintonia dopo un’accoglienza simile?

Nell’organizzazione chi ha partecipato di più?

In generale nella mia esperienza con sconosciuti in viaggio con meetravel, ero io quella che proponeva di più. Non è che sono sempre stata così eh. Ma da un pò ho viaggiato con una mia amica con cui ho imparato ad organizzare veramente tutto e ora mi piace un sacco. E comunque i ragazzi sono stati molto partecipi, abbiamo costruito il viaggio insieme alla fine.

Cosa ti è rimasto di più di questa esperienza con sconosciuti in viaggio con meetravel?

La sintonia e la confidenza. Con Enza e Giacomo abbiamo parlato tantissimo di noi, delle nostre esperienze e delle nostre vite. E anche con Sivia e Steven è scattata una strana magia. Poi il vino aiuta per carità, ma è successo davvero qualcosa di straordinario che ci ha portato a sentirci subito amici e a raccontarci. E pensare che non sono così espansiva con i miei amici.

Non mi aspettavo che sarebbe andata così bene, ha proprio funzionato tutto con il gruppo.

Ok tutto bellissimo, qualcosa non avrà funzionato!

Eh si, in realtà abbiamo avuto un incidente sabato sera con la mia macchina dopo la giornata sulla neve. Che panico! Però i miei compagni di viaggio sono stati fantastici, mi hanno aiutata tanto a gestire il momento. E poi una volta a casa con un bicchiere di vino in mano ci abbiamo riso sopra tutta la notte.

Parliamo di sicurezza. E’ stata una preoccupazione per te?

Onestamente no. Non è mai stata una preoccupazione per me. I ragazzi mi sono sembrati tutti affidabili. Ho guardato anche i loro profili in app, quante stelline avevano nei feedback e quante presenze e assenze. Poi Steven mi ha anche chiamata prima di partire e mi ha rincuorato sentire la sua voce. Ma in generale ci siamo organizzati in app e quando erano confermati anche su whatsapp.

Partire con sconosciuti secondo te è per tutti? Quali sono le caratteristiche per un buon compagno di viaggio?

Premesso che secondo me chi si avvicina a questo tipo di esperienza è già predisposto di suo, in generale devi essere una persona flessibile con tanta voglia di conoscere nuove persone e vivere l’esperienza di viaggio con entusiasmo.

Nella mia esperienza con sconosciuti in viaggio con meetravel, volevo proprio mettermi in gioco, uscire dalla mia confort zone. Di solito parto con i miei amici e so cosa aspettarmi. Mi sono proprio detta “che succede se parto con persone che non conosco?” e ho provato. Se non ci provi, non puoi saperlo come andrà. A me è andata benissimo!

Quache consiglio per chi entra in un viaggio in app per la prima volta?

Lasciatevi andare, mettetevi in gioco e soprattutto partecipate! Ok c’è gente indecisa, ma quelli che entrano in un viaggio e non dicono nulla, stanno lì a guardare come se fossero alla televisione, non li capisco. Non è rispettoso. Per fortuna sono pochi e comunque come creator li puoi eliminare dalla chat. Ma se proprio devo dare un consiglio ecco: provateci e vedrete che sarà super divertente!

Vi vedrete ancora?

Ma certo! La mia esperienza con sconosciuti in viaggio con meetravel è stata così entusiasmante, che va ripetuta! Appuntamento in Sardegna da Giacomo innanzitutto! Quel mirto era proprio buono, l’ho già detto?

 

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@Sara