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GLI ARTICOLI DI MEETRAVEL

I 10 mercatini di Natale in Europa

Natale è il momento più atteso di tutto l’anno per ricongiungersi con la propria famiglia ed i propri cari. Rappresenta un momento per festeggiare con le persone a cui vogliamo bene, ma anche l’occasione per visitare posti nuovi, sotto la luce e la magia natalizia. Moltissime città nordeuropee si prestano come meta invernale: le piazze si riempiono di casette di legno, di alberi addobbati, di coloratissime bancarelle per strada, di artigiani che producono preziosi regali per Natale assieme ai gusti tipici del luogo.

Dai concerti alle feste in costume, tutto è pronto per regalarvi un’emozione unica e tradizionale. Siete pronti ad immergervi nello spirito tipico del Natale? Oggi vi portiamo in Europa con i 10 mercatini da visitare durante il periodo delle feste natalizie.

1. Innsbruck, Austria

I mercatini di Natale ad Innsbruck durano quasi due mesi. Quest’anno dal 15 novembre al 23 dicembre sarà possibile passeggiare nel centro storico con oltre 70 bancarelle. Un grandissimo albero luminoso si trova di fronte al Tettuccio d’Oro, il simbolo della città, attorniato da chalet che vendono le tipiche decorazioni natalizie, oggetti di artigianato ed i prodotti tipici gastronomici della cucina di Innsbruck. Per ulteriori informazioni, vi consigliamo di guardare con attenzione il sito ufficiale di Innsbruck.

Copenaghen, Danimarca

Oltre 85 espositori h dal 12 novembre al 22 dicembre al Tivoli Garden di Copenaghen. Un grande parco visitabile con i mercatini di Natale all’interno. In pratica il paese delle meraviglie! Caselle di legno tipiche natalizie, porcellane bianche e blu, cibi tipici, abbigliamento invernale e giocattoli ed ornamenti della Royal Copenaghen, la manifattura di porcellane della città nata nel 1775.

Il Tivoli Garden è il parco divertimenti più famoso, situato nel cuore del centro storico della città. Si tratta del parco divertimenti più antico d’Europa che a Natale di colora di rosso e ci regala la tipica atmosfera natalizia. Ben 70.000 sono le luci e 1000 gli alberi di Natale dei mercatini di Natale di Copenaghen. Uno spettacolo unico da vedere assolutamente!

Praga. / www.czechtourism.com

3. Praga, Repubblica Ceca

La città Vecchia di Praga è il luogo perfetto per visitare i mercatini di Natale in Europa. Tutte le casette di legno si trovano intorno alla statua memoriale di Jan Hus, simbolo di Praga. Oltre a perdervi tra questi graziosi mercatini di Natale, recatevi anche in Piazza San Venceslao per i cristalli boemi, ovvero delle palle di vetro soffiato. Se avete fame moltissimi mercatini sapranno ingolosirvi con la gastronomia di stagione, pannocchie arrostite, caldarroste e i dolci tipici natalizi della Repubblica Ceca.

I mercatini di Natale in questa città d’Europa sono visitabili dal 26 novembre fino al 6 gennaio 2023. Per tutte le informazioni e dettagli, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale.

4. Leiden, Paesi Bassi

A circa 45 minuti di treno sarà possibile visitare il mercatino di Natale di Leiden. Accanto al canale Nieuwe Rijn si trovano tantissimi chioschi galleggianti. Qui potrete trovare qualsiasi espositore: dalla gastronomia locale ai tipici prodotti di artigianato natalizio, fino alla casa di Babbo Natale. Tutte le bancarelle si trovano proprio sul fiume, anche la casa di Babbo Natale. Come vuole la tradizione, in questo mercatino di Natale d’Europa recatevi sulla Hooglandse Kerplein dove si trova l’albero di Natale. Qui potrete lasciare un bigliettino scritto con le vostre buone intenzioni o dediche alla persona amata.

E se volete vivere un’esperienza davvero memorabile non vi resta che partire con un tour in barca sui canali di Leiden illuminati e decorati. Il momento perfetto per visitare la città ed i suoi mercatini di Natale più particolari d’Europa!

Zurigo. / www.zuerich.com

5. Zurigo, Svizzera

A Zurigo, in Svizzera, si trovano il più grande mercatino di Natale al coperto d’Europa. La stazione centrale della città, la Hall della Hauptbahnhof, si trasforma nello ShopVille RailCity: 160 stand decorati con i colori tipici natalizi, dove troverete tanta gastronomia e artigianato da acquistare. Potrete trovare piatti della tradizione, come le patate al cartoccio, il salmone affumicato, le pannocchie arrostite, il formaggio raclette con il pane e le Cervelat, le salsicce tipiche di Zurigo. Il mercatino di Natale di Zurigo è aperto dal 25 novembre fino al 23 dicembre, con tutti i dettagli sul sito ufficiale.

6. Bruxelles, Belgio

Anche Bruxelles ospita un mercatino di Natale davvero particolare. Le stradine del centro e il Grand Palace ospitano le tipiche casette di legno dove è possibile comprare specialità culinarie e regali a tema natalizio. Quest’anno sono oltre 200 gli chalet allestiti in tutte le vie principali della città di Berlino.

Sempre nella Grand Palace di Bruxelles ci sono ogni sabato tantissimi eventi, come ad esempio gli spettacoli di luci e di musica. I mercatini di Bruxelles sono aperti dal 25 novembre fino al 2 gennaio 2023. Non fatevi scappare questa occasione! Potete leggere tutti i dettagli sul sito ufficiale.

7. Budapest, Ungheria

Un’altra città famosa per i mercatini di Natale in Europa è Budapest, quest’anno premiata con il titolo di Migliore mercatino di Natale d’Europa 2022. Il pezzo forte è il mercatino dell’Avvento alla Basilica, situato fuori dal monumento simbolo della città, la Basilica di Santo Stefano. I mercatini di Budapest sono aperti dal 18 novembre ed ogni pomeriggio regalano spettacoli di luce alle 17.30. Insomma, un’occasione imperdibile promossa anche dall’European best destinations! Recatevi anche al mercatino storico in piazza Vörösmarty, per entrare nella vera tradizione ungherese. Potete leggere tutti i dettagli sul sito del comune di Budapest.

8. Vienna, Austria

Una delle capitali dei mercatini di Natale da visitare in Europa è sicuramente Vienna. Con il suo stile barocco, la città austriaca presenta uno dei più tradizionali mercatini natalizi. Tra quelli da non perdervi c’è il Christkindlmarkt in Rathausplatz dove sorge il Municipio di Vienna. La sua facciata in questo periodo è completamente decorata ed illuminata, attorniata da 150 bancarelle e una pista di pattinaggio per vivere al massimo l’atmosfera natalizia.

Tallin. / www.visitestonia.com

9. Tallin, Estonia

Tallin è una delle città più importanti per i mercatini di Natale in Europa: qui nel 1441 nacque la tradizione dell’albero di Natale. La cerimonia di apertura sarà il 25 novembre e vedrà l’accensione dell’albero rosso decorato con oltre 300 palline d’oro. Tantissime le bancarelle con tutti i prodotti artigianali tipici, dall’abbigliamento in lana agli oggetti in ferro battuto. Anche le ceramiche e il vetro soffiato sono i protagonisti dei mercatini natalizi a Tallin, che chiuderanno intorno all’8 gennaio 2023.

10. Berlino, Germania

A Berlino potrete trovare circa 30 mercatini di Natale, sparsi tra le piazze, le piccole traverse, musei e vicoli. Proprio in queste zone, tra Germania e Alsazia, sono nati nel XV secolo i Christkindlesmarkt, che significa in tedesco mercatino di Natale. È quindi grazie a queste zone che oggi ritroviamo in tutta Europa, persino in Italia, tutte le belle bancarelle del Natale per piazze e strade.

Da piazza Wittemberg a Halensee potrete ammirare lo spettacolo delle luminarie, mentre alla Gendermenmarkt potrete trovare espositori di ogni tipo, dagli antichi mestieri sino all’artigianato tipico delle feste. Il mercatino di Natale a Berlino è aperto dal 22 novembre fino al 9 dicembre, per maggior informazioni visitate il sito ufficiale.

Questi sono alcuni dei mercatini di Natale da vedere in Europa nel 2022. Per chi ama le mete nordeuropee è sicuramente l’occasione per visitare una città d’arte e godersi l’atmosfera tipica natalizia. E se vuoi trovare un compagno di viaggio o più, non ti resta che scaricare la nostra app: ci sono tantissimi viaggi che ti aspettano!

E tu hai già pensato quale mercatino visitare?  Guarda le proposte in app o proponi tu!

 

@Sara Biancardi

Foliage: le mete italiane per ammirare l’autunno

L’autunno è la stagione preferita di moltissimi: i suoi colori inconfondibili creano un’atmosfera calda e piacevole. È il periodo perfetto per raccogliere castagne, leggere libri davanti al camino ma soprattutto per ammirare il foliage! Gli alberi sono propri i protagonisti della stagione: soprattutto nei parchi e nelle strade cittadine, si possono ammirare aceri, faggi, betulle, larici e tanti altri regalare un vero e proprio spettacolo della natura. Vediamo nel particolare di che cosa si tratta il foliage e quali sono le mete italiane per osservarlo in tutto il suo fascino.

Che cos’è il foliage

Il colore delle foglie di alcuni alberi cambia colore proprio durante l’autunno: questo fenomeno si chiama foliage. Oltre ad avere una bellezza paesaggistica, c’è anche una spiegazione scientifica dietro all’evento. Si tratta di una caratteristica specifica degli alberi caducifoglie, ovvero la parte di vegetazione caratterizzata da foglie che cadono periodicamente. Il foliage è l’evento tipico delle zone temperate, dove sono presenti tutte e quattro le stagioni, proprio come quelle in cui si trova l’Italia.

A provocare il colore rosso-arancio delle foglie sono i pigmenti che si ritrovano nella parte verde della pianta, custoditi all’interno dei cloroplasti, gli organuli importantissimi per la fotosintesi. Tra i pigmenti troviamo proprio quelli giallo-arancioni responsabili del foliage, come i carotenoidi o gli antociani. Le reazioni specifiche non sono ancora chiare agli scienziati ma è grazie a dei processi chimici che avviene il distacco della foglia dal resto della pianta. Questo meccanismo è dovuto ad un adattamento degli alberi all’arrivo dell’inverno, in cui le temperature si abbassano e le ore di luce sono minori rispetto alle altre stagioni. Insomma, un fenomeno sviluppato per sopravvivere al freddo in grado di regalarci dei colori stupendi.

Tuttavia, con il caldo di queste ultime settimane, moltissime piante stanno ritardando il loro foliage, con effetti davvero drastici su tutti gli abitanti delle foreste. È proprio il caso di dirlo: il cambiamento del clima può portare a delle conseguenze davvero drammatiche sulla nostra natura.

Dove osservare il foliage in Italia

Tra i tantissimi posti dove possiamo osservare il foliage, oggi ve ne consigliamo quattro.

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Il trenino del foliage, ferrovia Vigezzina Centovalli

Per chi desidera fare un viaggio alla scoperta del nord Italia ecco il trenino del foliage: a Novembre del 2023 compirà i suoi primi 100 anni di vita. Si tratta di un percorso creato dalla ferrovia Vigezzina Centovalli che parte da Domodossola fino ad arrivare in Svizzera, a Locarno. Una linea di 52km attraversando boschi e borghi pittoreschi. È possibile scegliere il biglietto di andata o di ritorno che offre la possibilità di effettuare fermate intermedie, come per esempio il borgo di Santa Maria Maggiore che si trova a quota di 831 metri, è il punto più alto della linea ferroviaria.

Attualmente sul sito sono presenti gli orari del trenino per il foliage, con disponibilità dal 7 Novembre fino al 10 Dicembre. I treni hanno inoltre dei finestrini davvero ampi per godere appieno l’intero paesaggio durante il percorso. Prima di partire vi consigliamo di fare un bel giro a Domodossola, uno dei borghi italiani dall’aspetto medievale. Passeggiate tra il centro tra piazze e piccole vie visitando anche i musei del borgo: vi consigliamo il museo casa dell’Alpino, dove potrete rivivere l’esperienza delle truppe alpine. Uniformi, cimeli, distintivi e tantissime fotografie di un tempo circondano il museo. Inoltre, dal 2015 è presente all’interno del museo l’allestimento per la commemorazione dei cent’anni dalla prima guerra mondiale, con tutti i documenti e i reperti storici degli Alpini.

Parco regionale del Monte Beigua, Liguria

In Liguria non c’è solo il mare cristallino: durante l’autunno il Parco regionale del Monte Beigua si riempie di colori regalando uno spettacolo paesaggistico. Tra i percorsi che si trovano all’interno del parco vi consigliamo il sentiero archeologico nei pressi della Torbiera del Laione, nel Comune di Sassello. Qui è possibile camminare sul percorso tematico dedicato all’archeologia. Sono circa 3km percorribili in due ore, con un dislivello di 80m. Lungo il tracciato sarà possibile osservare le incisioni rupestri presenti nel comprensorio del Beigua, tra il comune di Piampaludo e Pratorotondo. Il monte anticamente era considerato sacro e sono stati collocati cinque calchi che riproducono le rocce incise tipiche del luogo. Tutto è poi condito con i colori autunnali tipici del foliage. Una passeggiata non sono bella dal punto di vista paesaggistico ma anche culturale!

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Le langhe piemontesi

Le langhe in provincia di Cuneo e Asti offrono un paesaggio caratteristico nelle vigne tipiche del Piemonte. Potrai ammirare paesaggi sorseggiando un po’ di vino, splendido no? Per godere appieno della bellezza delle langhe, patrimonio dell’UNESCO, potete percorrere i colli di viti e noci nei pressi della città Barolo. Qui l’Associazione Strada del Barolo ha creato un percorso scaricabile dalle mappe di Google Maps: tramite il navigatore potrai attraversare scorci panoramici con i colori tipici dell’autunno.

Un altro percorso interessante è invece la strada romantica delle langhe e del Roero. Ben undici tappe panoramiche su un percorso di 130km, un viaggio “fisico ed emozionale fra passato e presente, paesaggi e suggestioni letterarie” come si legge dal sito ufficiale. Dai vini alle nocciole passando per il tartufo e le sue secolari tradizioni, ma anche tanta architettura e borghi che testimoniano l’epoca feudale del territorio. Insomma, vi innamorerete del posto nel vero senso della parola!

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Monti Nebrodi, Sicilia

Spostiamoci invece più giù, nella splendida Sicilia: sui Monti Nebrodi c’è uno spettacolo della natura che vi farà rimanere senza fiato. In particolare, sul sentiero che da Portella Femmina Morta, lungo la faggeta, fino al lago Maulazzo. Si tratta di un lago artificiale di circa 5 ettari, ed è attorniato da alberi che regalano un bellissimo foliage nella stagione autunnale. Lasciate la macchina dove vi permette il percorso e da lì percorrerete 2,5km circa a 1400 metri di altezza. Attrezzatevi quindi di scarpe da trekking e macchina fotografica: pronti per l’immersione nella natura?

L’autunno è in grado di regalare colori e scorci stupendi, ora non ti resta che trovare i tuoi prossimi compagni di viaggio per le mete italiane del foliage. Che aspetti? Scarica la nostra app e parti subito alla scoperta della natura!

Procida, capitale della cultura 2022: cosa non perdere

Procida è un comune italiano della città metropolitana di Napoli. Proprio quest’anno ha vinto il premio come capitale della cultura: rappresenta infatti un luogo da valorizzare su cui investire. “La cultura è anche sinonimo di pace. L’autenticità della cultura sta proprio nella capacità di promuovere curiosità che diventa comprensione, amicizia, convivenza, cooperazione“. Queste sono le parole dette dal presidente della Repubblica Mattarella durante il giorno dell’inaugurazione di Procida come capitale della cultura. Un luogo davvero unico, considerato laboratorio culturale e di felicità sociale. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di mostrarvi cosa vedere e gli eventi da non perdere a Procida nel 2022.

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Come arrivare a Procida

Per arrivare a Procida è necessario prendere un traghetto: potete partire da Napoli o dai porti di Calata di Massa e Molo Beverello, ma anche da Pozzuoli. La durata è simile a tutte le destinazioni, dai 45 minuti fino a 1 ora di viaggio. È possibile partire anche da Monte di Procida con soli 15 minuti di viaggio per via della vicinanza con l’isola. I prezzi variano chiaramente da dove ci si trova ma basta chiedere al porto oppure consultare i siti appositi per scoprire cosa vi conviene. Una volta arrivati all’isola di Procida potete decidere con che mezzo muovervi:

  • Autobus EAV, con quattro linee di autobus che vi permetteranno di visitare l’isola. La stazione principale si trova in piazza Marina Grande;
  • Taxi, con le stazioni a Marina Grande;
  • Motocicli, ciclomotori, o Biciclette tramite varie agenzie di noleggio.

L’isola è vicino al golfo di Napoli, per cui le temperature sono tipiche del Mediterraneo. Durante la bassa stagione è ancora poco turistica, molto meno dalle isole più turistiche di Ischia e Capri. Chiaramente luglio e agosto sono considerate altissima stagione, motivo per la quale vi consigliamo di prenotare con anticipo i biglietti del traghetto oppure il noleggio della macchina e tutte le altre attività.

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Cosa vedere a Procida

Nonostante sia un’isola davvero piccola, troviamo tanta storia da raccontare. Non appena si inizia ad arrivare al porto, si iniziano già a notare i colori delle case: dal giallo all’azzurro, passando per l’arancione e il verde. Un luogo di pescatori e piccoli borghi che sembrano essersi fermati nel tempo. La zona principale di Procida è la Marina Grande, dove attraccano traghetti provenienti dal golfo e da Ischia. Questo è un po’ il biglietto da visita dell’isola campana, che si presenta con tutte le sue casette colorate che incorniciano il Palazzo Montefusco, appartenente al XII secolo. E poi una piazza con tantissimi bar e locali dove mangiare tipico campano e procidano.

Il borgo Marina Corricella per gli appassionati di Massimo Troisi vi ricorderà sicuramente qualcosa: qui sono state infatti girate le scene del film “Il Postino”. Questa piccola cittadina è anche la più antica dell’isola. Per continuare a farvi un tuffo nella storia potete recarvi a Terra Murata, un borgo fermo a 90 metri sul livello del mare eretto nel ‘500. Fu costruito in epoca medievale per proteggere la popolazione dagli attacchi via mare. Oggi rappresenta il nucleo storico di Procida, al centro dell’isola.

Tra le mete preferite ovviamente anche il mare. Le spiagge dell’isola sono tutte accessibili: sabbia fine o sabbia nera vulcanica, sono in grado di regalarvi un mare totalmente cristallino come una vera e propria cartolina. Le spiagge nere che vi consigliamo sono Ciraccio e Chiaiolella: i fondali sono bassi e limpidissimi, offrendo sia zona libera che lidi privati. Se il vostro viaggio è con la famiglia e bambini recatevi alla spiaggia della Chiaia, ad est dell’isola. Qui si trovano bar e ristoranti con le specialità procidane, soprattutto di pesce. Infine, anche vicino al porto si trovano delle spiagge attrezzate per stare in totale tranquillità.

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Gli eventi da non perdere a Procida nel 2022

A fare da protagonisti nell’isola campana saranno poi gli eventi culturali: 330 giorni di eventi, iniziati il 9 Aprile, con 350 artisti provenienti da 45 paesi di tutto il mondo. I temi spaziano dall’ecosostenibilità al mare, sino alle tradizioni e alle storie della città. Il programma è suddiviso in 5 sezioni: Procida inventa, ispira, include impara e rinnova. Non solo mostre di arte, concerti e mostre fotografiche ma anche workshop formativi utili anche per riflettere sul futuro e le sfide delle nuove generazioni e la conservazione culturale e naturale dell’isola.

Tutto il programma è disponibile sul sito ufficiale: qui potrete vedere se c’è qualcosa che fa al caso vostro. Non perdetevi questi eventi se sarete a Procida! Scarica la nostra app per cercare compagni di viaggio e organizzarti al meglio per quest’isola.

Le mete europee per Halloween

Si avvicina Halloween, la notte più spaventosa del mese di Ottobre. La festa ha davvero moltissimo successo in America, e negli ultimi anni anche in Italia ci sono tanti luoghi dove festeggiarlo. Sapevate che è una festa nata in Irlanda? Te lo spieghiamo in questo articolo e ti mostriamo le mete che non puoi perdere per questo Halloween 2022!

Le origini della festa di Halloween

Le origini della festività di Halloween non sono americane come si potrebbe pensare, bensì Irlandesi. Il significato Halloween deriva da una parola arcaica inglese Hallow che significa Santo, come la vigilia di tutti i Santi. Anticamente, la festa trova le sue radici dalla celebrazione celtica di Semhain, la quale coincide con il Capodanno celtico. Come altri popoli antichi erano agricoltori, per cui il tempo era distribuito in base alle stagioni e quindi ai cicli del raccolto: Semhain sanciva infatti la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, quindi all’ultimo raccolto prima del freddo inverno nordico. La festa rappresenta un momento di passaggio e l’occasione per fare scorta delle provviste e sopravvivere così alla gelida stagione.

Per i celti, Semhain è anche un momento per celebrare i morti, in quanto il passaggio all’inverno rappresentava per loro un mezzo comunicativo tra i due mondi, quello dei vivi e quello dei morti. Celebrare Semhain, quindi, non aveva solo lo scopo di festeggiare l’arrivo delle basse temperature, ma anche un tempo brevissimo dove i morti potessero tornare nel mondo dei vivi e comunicare tra di loro. Successivamente, anche i Romani utilizzarono questa celebrazione con la loro festa dei morti, mentre i Cristiani istituiranno la festa di Ognissanti il 1° novembre. In entrambi i casi, la festa di fine ottobre rappresenta un momento in cui ricongiungersi con le persone che non ci sono più per poterle ricordare.

Zucche e streghe che cosa c’entrano allora? La tipica festa che conosciamo arriverà grazie agli Stati Uniti, dove moltissimi irlandesi si trasferirono e portarono le loro tradizioni. E proprio tra queste anche il Capodanno celtico, che prenderà il nome di Halloween e la festa di come la conosciamo oggi.

Le mete europee per Halloween 2022

Amanti dei castelli e delle storie dell’orrore all’ascolto! Ci sono moltissimi posti dove poter festeggiare Halloween come noi lo conosciamo oggi. Dai castelli ai viaggi in treno sino ai tour spettrali nei sotterranei delle città, sicuramente non rimarrete a bagaglio vuoto. Approfittate quindi del lungo ponte di quest’anno per fare un bellissimo tour in una di queste località che ti consigliamo.

Irlanda, dove nasce Halloween

Come abbiamo visto, l’Irlanda rappresenta il paese per eccellenza dove festeggiare Halloween. La storia inizia dalla Contea di Meath, un posto molto spirituale a circa 50 km da Dublino. Qui le antiche popolazioni celtiche si stabilirono per oltre 2.000, testimoniato anche da tutti i vari siti archeologici nella zona. Vicino alla cittadina di Athboy sono stati infatti ritrovati alcuni simboli che indicherebbero la celebrazione delle feste di Samhain.

Oggi in questo luogo si celebra il Púca Festival, nato per ricordate le origini del Capodanno irlandese. La festa inizia dalla collina dove venivano svolti i riti per la festa di Samhain, la Hill of Ward. Nel villaggio di Trim potrete proseguire con le celebrazioni ed in particolare nel suo castello, per ballare e divertirsi in maschera. Tantissima musica, concerti dal vivo, illuminazioni artistiche saranno i protagonisti del Púca Festival nella Contea di Meath dove nacque il vero e proprio Halloween.

In Italia per il trenino di Hogwarts

Per gli appassionati di magia, in Italia esiste un treno per Hogwarts dove godersi un bel viaggio. Sarà possibile percorrere la vecchia tratta che da Genova arriva a Casella, attraversando il parco dell’Antola. Si tratta del primo e unico trano dedicato ad Harry Potter in Italia! Il primissimo percorso su rotaia venne inaugurato nel 1° settembre 1929, mentre ora il percorso è aperto a tutti i fan della magia di Hogwarts. Il viaggio, organizzato da Avventure Cittadine di Genova, è adatto anche ai bambini: a bordo troverete tantissimi personaggi della famosa saga pronti a intrattenervi con giochi, indovinelli e qualche magia.

Potrete divertirvi come dei veri e propri maghi e passare così un Halloween davvero memorabile! Durante il vostro viaggio scoprirete sin da subito la vostra casata: il cappello parlante sarà a vostra disposizione per poi inserirvi tra Grifondoro, Serpeverde, Corvonero o Tassorosso. Pronti per la scuola di magia più famosa del mondo? Preparate la bacchetta!

Le catacombe sotterranee di Parigi

Parigi è la località dell’amore e la meta perfetta per visitare con la propria dolce metà la torre Eiffel, gustando i tipici piatti della cucina francese nei vicoli. Ma se vi dicessimo che esiste anche una parte della città avvolta dal mistero e frequentata soprattutto ad Halloween?

Le catacombe sotterranee parigine si estendono per oltre 280 km e si trovano a sud della porta della città. Qui venivano seppelliti i corpi dei cittadini, soprattutto i più poveri che non potevano quindi permettersi una sepoltura personale. Attraversando le pareti del cimitero si trovano tantissimi teschi uno sopra l’altro, proprio a testimoniare il luogo sacro in cui ci si trova. Essendo ricco di molti corridoi è opportuno scegliere una guida del posto, che vi saprà indicare la strada senza perdervi. Il cimitero sotterraneo divenne un’attrazione turistica nel 1900: da tutto il mondo le persone vengono a visitare queste catacombe, ricche di storia e talvolta anche mistero. Si narra infatti che ci siano fantasmi di chi, in passato, ha provato a percorrere questi cunicoli. Che sia vero o no una cosa è certa: tornerete in superficie con una bella storia da raccontare!

A caccia di delitti a Londra

Tutti noi conosciamo Jack lo Squartatore, terribile assassino nella città di Londra. Ad Halloween è imperdibile il tour crime proprio su di lui, il più famoso assassino nella città londinese del 1888. Dopo più di 100 anni dagli spaventosi eventi sono nate tantissime teorie su chi fosse davvero Jack lo Squartatore. Attraverso dei tour durante il periodo di Halloween sarà possibile percorrere le strade dove avvennero i delitti più famosi del personaggio londinese, per un weekend all’insegna del crime.

Qui potrete ripercorrere le strade di Whitechapel, il quartiere multiculturale nell’East End, dove potrete immergervi nelle strade che frequentò Jack lo Squartatore. Questi vicoli, talvolta oscuri, furono gli scenari dove si svolsero molti dei delitti famosi di Jack. Ma niente paura: potrete riprendervi con il mercato locale per assaggiare le tipiche specialità gastronomiche.

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Cinque Terre: itinerario di 3 giorni

Le Cinque Terre sono considerati i migliori borghi da visitare in Liguria. Piccole città coloratissime con una vista spettacolare nel blu della Riviera Ligure, sapranno sicuramente rapirvi. Ma come si arriva alle Cinque Terre? Cosa si visita? Ecco a voi l’itinerario da svolgere in 3 giorni. 

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Manarola, Liguria.

Cosa sapere prima di andare alle Cinque Terre

Prima di scoprire le informazioni turistiche delle Cinque Terre, vediamole nel dettaglio. Si tratta di cinque luoghi nella zona del levante ligure, nel particolare, partendo da destra verso sinistra, troviamo: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Per la loro ricchezza culturale e naturalistica, sono stati dichiarati Patrimonio dell’Unesco nel 1997.

Vi consigliamo di visitare le Cinque Terre con la buona stagione, ma non in quella estiva in quanto il caldo è davvero torrido e rischiereste di non fare delle belle escursioni a causa delle temperature elevate. Prendetevi quindi un bel weekend tra la primavera e l’autunno per godervi al massimo le Cinque Terre. In tutti i borghi ma anche nei dintorni, è possibile affittare affittacamere o alloggi con colazione. Per rischiare di non trovare, prenotate con largo anticipo perché sono zone turistiche molto frequentate, anche dai liguri.

Per muoversi alle Cinque Terre lo spostamento ideale è sicuramente il treno. In poco tempo si possono raggiungere i borghi senza pensare al parcheggio, che in queste zone di trova lontano oppure è davvero poco. Il costo del biglietto è di 4 euro per persona per tratta, ma è possibile anche pagare un abbonamento per più giorni, come nel nostro caso. Se vi piace il trekking alcuni tratti potrete effettuarli a piedi: abbiamo pensato anche a questo percorso nei tre giorni del tour.

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Vernazza, Liguria.

Giorno 1: Monterosso al Mare e Vernazza

La prima giornata parte proprio da Monterosso al Mare, il borgo più grande e popoloso delle Cinque Terre. Una volta arrivati sarete nella zona di Fegina, con una spiaggia ampia e mare cristallino. Passeggiando per il lungomare arriverete nel centro storico, con i tipici carruggi colorati e con i negozietti tipici. Rimanete a Monterosso per intraprendere il sentiero Azzurro: sono circa 2 ore di cammino all’interno del Parco Nazionale delle 5 Terre che portano a Vernazza. Un percorso a picco sul mare, attraversando le coltivazioni a terrazza e osservando l’incontro tra la montagna e il mare cristallino. Si tratta di un sentiero semplice che diventa, tuttavia, un po’ più complicato e con del dislivello alla fine.

Vernazza ti accoglierà con i suoi muretti a secco e i campi coltivati a picco sul mare. Un piccolissimo borgo che vale davvero la pena osservare. Tra gli edifici da vedere la chiesa di Santa Margherita d’Antiochia e il Castello Doria. Per una buona visuale sul paesino recatevi al porto di Vernazza.

Giorno 2: Corniglia e Manarola

Dopo Vernazza troviamo Corniglia, l’unico borgo che non ha un affaccio diretto sul mare ma, allo stesso tempo, offre un’ottima vista col suo promontorio a 90 metri sul livello del mare. Per arrivarci vi consigliamo il treno, della quale prima abbiamo mostrato i prezzi e le convenzioni. Se volete arrivare fino in cima al paesino salite la scala Lardarina, una scalinata di mattoni composta da 377 gradini e 33 rampe: un po’ di fatica per godersi la vista! Ora prendete il treno per arrivare a Manarola, uno tra i borghi più instagrammati di sempre.

La cittadina, infatti, è famosa per il ristorante Nessun Dorma, che offre una totale vista suggestiva sul mare. Fatevi stupire dai colori e dai carrugi, piccole vie, di Manarola. Una peculiarità di questo borgo è che le luci di Natale sono sempre ben visibili: ogni 8 dicembre viene infatti acceso il presepe di Manarola, uno dei più grandi al mondo.

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Riomaggiore, Liguria.

Giorno 3: Manarola e Riomaggiore

Il modo migliore per raggiungere Riomaggiore da Manarola era a piedi, percorrendo la Via dell’Amore. Purtroppo, nel 2012 una frana ha reso il percorso inaccessibile. Tuttavia, il comune ha dichiarato che sarà disponibile nuovamente a partire dal 2024. Ad ogni modo, per raggiungere la città vi consigliamo ancora una volta il treno, pratico e veloce.

Riomaggiore è un bellissimo borgo con scorci davvero suggestivi. Da non perdere la Chiesa di San Giovanni Battista e il Castello, da godersi soprattutto al tramonto. Perdetevi tra le vie tipiche della Riviera Ligure, con le casette colorate che finiscono sul mare.

Da qui termina il nostro viaggio alle Cinque Terre, ricco di sapori liguri e di tantissima natura. Non dimenticare di scaricare la nostra applicazione per condividere il tuo prossimo viaggio. Solo qui puoi trovare i viaggiatori migliori!

 

E tu hai mai pensato di trascorrere qualche giorno nelle 5 terre?

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@Sara Biancardi

5 Esperienze alternative di viaggio

Vuoi partire per delle esperienze alternative di viaggio? Oggi esistono tantissime occasioni per viaggiare senza spendere troppo, facendo volontariato e anche da giovane studente. Dai servizi di scambio a lavori alla pari, ecco le 5 esperienze per un viaggio davvero alternativo!

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1. Couchsurfing

La prima esperienza che vogliamo consigliarvi è quella tramite la piattaforma Couchsurfing. Il progetto nasce nel 2003 come no-profit grazie al programmatore statunitense Casey Fenton, con sede a San Francisco. Grazie a questo sito è possibile ricevere ospitalità, come dice il nome “couch”, letteralmente sul divano del tuo ospite.

In modo facile e veloce si registra su Couchsurfing come un semplice social network. Dopo aver verificato il profilo, si naviga nella rete di couchsurfer per trovare una persona disposta ad ospitare. Al contrario, si può mettere a disposizione la propria abitazione per ospitare viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Per potersi iscrivere alla piattaforma è opportuno un pagamento mensile o annuale: 2,39€ per l’abbonamento mensile mentre 14,29€ per l’annuale Si può ricercare dove andare in due modalità: per itinerario, quindi seguendo varie tappe, oppure per località. Couchsurfing è una delle occasioni perfette per le tue prossime esperienze alternative di viaggio!

alla pari esperienza di viaggio meetravel

2. Viaggio alla pari

Sicuramente avrete sentito più volta parlare del viaggio alla pari: consiste nel farsi ospitare da una famiglia locale per occuparsi dei bambini durante la giornata. Il progetto Au Pair è il sistema più conosciuto nel mondo rivolto a ragazzi dai 18 ai 26 anni, in possesso di diploma o laurea, che abbiamo avuto già qualche esperienza con i bambini. Esistono diverse esperienze alla pari, tra cui:

  • Au pair tradizionale: si lavora per 5 ore al giorno più le serate di baby sitting, prevede inoltre un giorno libero alla settimana
  • Demi pair: oltre all’accudire i bambini, si dovranno svolgere le faccende domestiche 3 ore al giorno, sempre con un giorno libero in settimana
  • “Pari più” o au pair plus: composto da 40 ore alla settimana lavorative e 2 o 3 sere dedicate al baby sitting
  • “Aiuto madre” o mother’s help: qui è richiesto un maggior impiego di lavori casalinghi (50 ore settimanali) e 2 o 3 sere di baby sitting.

Fare un’esperienza di viaggio alla pari permette di imparare sicuramente una nuova lingua, ma soprattutto di vivere all’interno della cultura locale. Non solo quindi un viaggio all’estero ma anche un’occasione per arricchire il proprio bagaglio culturale e di crescita personale. Per iscriversi al programma basta andare sul sito internet di Au Pair, creare il profilo. Dopodichè, sarà possibile effettuare la ricerca per la famiglia ospitante, nel paese che si vuole. Il pagamento riguarda solo le spese di viaggio: chi vi ospita potrà anche darvi una retribuzione minima settimanale, la cosiddetta paghetta.

3. WorkAway

Il progetto WorkAway è simile a quello alla pari, con la differenza che è possibile svolgere mansioni differenti. L’idea nasce all’inizio degli anni ’90 quando David Milward lavora in nell’ostello dove alloggiava alle Hawaii. In questo modo si rende conto che moltissime persone possono essere non solo dei semplici turisti ma dei veri e propri viaggiatori. All’inizio David Milward inizia ad offrire una stanza nella sua stessa casa a viaggiatori, in cambio di pulizie casalinghe: nasce così WorkAway.

Sul sito di WorkAway si possono trovare infatti occasioni lavorative in ambito artistico, umanitario, culturale, agricolo e molto ancora. Il progetto offre tantissime occasioni lavorative in più di 170 paesi sparsi per il mondo. Da fine 2018 esiste anche l’applicazione WorkAway dove è possibile facilitare la ricerca e contattate direttamente gli host dallo smartphone. Le esperienze di volontariato possono includere, ad esempio, il giardinaggio, la cura degli animali, la cucina, ma anche richieste più specialistiche.

4. Servizi di volontariato europeo

Tra i bandi a livello internazionale esistono anche quelli per il volontariato. In particolare, il Servizio di volontariato europeo offre la possibilità di svolgere un’esperienza presso un’organizzazione o un ente pubblico per un periodo che va dalle 2 settimane ai 12 mesi. Il programma è rivolto ai giovani tra i 17 ed i 30 anni, residenti in Europa. Anche in questo caso, il servizio di volontariato europeo non prevede spese, in quanto viaggio, alloggio, trasporto locale, assicurazione sanitaria, corsi di lingua e paga mensile sono totalmente coperti e finanziati dalla Commissione Europea.

Un altro bando di concorso per le tue esperienze viaggio alternative è il servizio civile internazionale, simile a quello di volontariato europeo. Si tratta di un movimento presente in 43 paesi del mondo. Alla base c’è l’impegno concreto nel cambiare situazioni di disuguaglianza, ingiustizia, degrado e contro la violazione dei diritti umani. Ogni anno, infatti, sono circa 400 i volontari italiani e vengono inviati nel monto per attività di differente tipo: attività ambientali, attività sociali o attività culturali. Anche in questo caso è previsto un rimborso spese da parte delle associazioni ospitanti.

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5. WWOOF

Hai voglia di vivere in mezzo alla natura? Ci pensa WWOOF: un sito pensato per chi vuole coltivare la terra e scoprire come funzionano le farm ecologiche. Il progetto nasce in Inghilterra ne 1971 dall’idea di Sue Coppart. Trasferitasi a Londra, la donna sente sempre più la mancanza di una vita in campagna. In questo modo decide di mettere in contratto chi voleva lavorare in campagna nel fine settimana, tramite l’annuncio di giornale. Trovò molte persone interessate ma soprattutto fattorie biologiche che richiedevano aiuto. Successivamente, con l’avvento di Internet viene creata l’organizzazione, fino a connettere persone provenienti da tutto il mondo. Questa è sicuramente una delle esperienze alternative di viaggio da fare se davvero ami la natura e vuoi connettersi con essa.

Con WWOOF (World Wide Opportunities on Organic Farm) potrai toccare con mano l’agricoltura sia in Italia ma anche all’estero. Conoscerai le tecniche principali dell’agricoltura per poterti connettere con le tradizioni e i mestieri più antichi al mondo. Non è necessaria esperienza, basta essere volenterosi nel mettersi in gioco e scoprire la vita rurale. I viaggiatori potranno vivere con gli agricoltori, ascoltare le loro storie e stare a stretto contatto con chi vive la terra tutti i giorni.

Il programma WWOOF prevede il soggiorno in ambienti di tipo rurale ma non solo: sarà anche possibile vivere in Ecovillaggi, ovvero una comunità basata sulla sostenibilità ambientale. Sul sito troverete anche aziende biologiche, agriturismo, aziende a conduzione familiare, case in campagna con l’orto oppure esperienze di totale autosufficienza. La permanenza viene decisa dalla fattoria in accordo con il viaggiatore, alla quale viene data un’assicurazione. A partire dal 2006 ogni nazione inserisce la lista sul sito di WWOOF delle fattorie presenti: attualmente i paesi sono tantissimi, tra cui Australia, Canada, Costa d’Avorio, Italia, Finlandia, Germania, Giappone, Svezia, Stati Uniti e tanti altri.

Queste erano le esperienze alternative di viaggio da fare almeno una volta nella vita. Scrivici se hai mai partecipato ad uno di questi progetti e non dimenticare di scaricare la nostra applicazione per trovare altri viaggiatori come te!

E tu hai mai pensato di provare un’esperienza alternativa di viaggio? Proponilo in app e condividi con nuovi amici questa nuova avventura

 

@Sara Biancardi

Cosa vedere 3 giorni a Malta

Malta è un’isola nel Mediterraneo a due passi dalla Sicilia, ed è inserita sulla lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1980. Si tratta di uno stato molto piccolo: 316 km2 che lo definiscono uno degli stati più piccoli dell’Unione Europea. Il turismo è la principale attività economica: sono tantissimi i viaggiatori che visitano malta, quasi 2,5 milioni ogni anno. Le sue coste, i paesaggi, i suoi 320 monumenti e la storia che racconta è davvero incredibile. Ecco, quindi, cosa vedere a Malta con un tour che abbiamo pensato per voi, da svolgere in 3 giorni.

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Cosa sapere prima di partire per Malta

L’isola di Malta è abbastanza piccola per godersela per 3 giorni senza andare di fretta. L’aeroporto internazionale si trova a Luqa, circa 11 km dalla capitale La Valletta. Per potersi muovere nell’isola vi consigliamo di utilizzare l’autobus, unico mezzo pubblico disponibile. Per spostarsi è molto semplice e veloce: i centri abitati sono collegati direttamente con la stazione di Valletta, con corse ogni 15 e 60 minuti. Gli autobus sono attivi dalle 5.30 del mattino fino alle 22.30, tutti i giorni, mentre la sera ci sono altre linee notturne. I trasporti pubblici sono gestiti dalla Malta Public Transport, che potete visionare prima di partire. Potete acquistare i biglietti singoli direttamente dall’autobus, che durano 2 ore di viaggio dalla convalida. Il prezzo, tuttavia, cambia dalla linea e a seconda della stagione:

  • Il biglietto singolo costa 2 € dal 15 giugno al 15 ottobre, mentre 1,50 € tutto il resto dell’anno;
  • Le linee dirette e quelle notturne 3 €, indipendentemente dalla stagione;
  • I bambini al di sotto dei 4 anni viaggiano gratuitamente.

Per quanto riguarda il clima invece, a Malta è tipicamente mediterraneo: meno 60 giorni di pioggia all’anno, con estati molto calde e forte scirocco (un vento caldo, appunto). Da giugno in poi il vento sahariano la fa da padrone: insomma, se volete visitare l’isola sempre meglio evitare i mesi centrali dell’estate. Anche l’inverno si presta per il buon tempo: è possibile, infatti, nuotare tutto l’anno nelle bellissime spiagge e calette di Malta.

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Giorno 1: Valletta

La primissima giornata del vostro tour a Malta parte proprio dalla capitale: La Valletta. Tramite l’autobus X4 diretto dall’aeroporto (qui trovate la linea) sarà possibile recarvi in pochissimo tempo, circa 30 minuti. Si tratta di una capitale molto piccola che, una volta arrivata con i mezzi, potete godervela a piedi senza fretta. La Valletta è una città che prende il nome dal Gran Maestro dell’Ordine di Malta (organizzazione religiosa della Santa Sede), Jean de la Valette, cavaliere del Grande Assedio di Malta. La città appare fortificata proprio per proteggerla dalle invasioni ottomane. Ogni vicolo della città racconta di questa storia, con tantissimi monumenti. Noi vi consigliamo di visitare queste strutture storiche:

  • La Concattedrale di San Giovanni, il monumento simbolo della città, tutto ricoperto in oro. Sul pavimento si trovano le tombe dei 375 Cavalieri dell’Ordine.
  • Gli ostelli dell’Ordine di Malta, dove è possibile osservare come vivevano i Gran Maestri dell’Ordine;
  • Il Forte di Sant’Elmo, patrono dei marinai, situato sulla punta settentrionale della capitale;
  • Il Teatro Manoel, il primo teatro più antico d’Europa.

Per godervi una vista spettacolare della città, infine, recatevi ai Giardini Superiori di Barraka, dove potrete osservare anche un panorama sulle 3 Città. Il luogo è conosciuto anche come la saluting battery, una cerimonia nella quale vengono sparati letteralmente dei colpi di cannone. L’evento avviene ogni giorno dalle 12 alle 16 e, anticamente, questo gesto veniva fatto per accogliere le navi straniere che entravano in porto.

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Forte Sant’Angelo

Giorno 2: le Tre Città

La destinazione per il vostro secondo giorno sono le Tre Città, situate nel golfo di Grand Harbour di fronte alla capitale di Malta. Sono rispettivamente Senglea, Vittoriosa e Cospicua, in un sito storico chiamato La Cottonera. Anche queste cittadine sono fortificate in pietra per proteggere l’isola dagli invasori. Essendo vicine tra loro, potrai visitare le Tre Città nell’arco di una sola giornata e conoscere anche gli angoli più suggestivi. Per poterci arrivare potete utilizzare l’ascensore panoramico nei pressi dei Giardini Superiori. Dirigendovi a sinistra raggiungerete il molo e potrete prendere l’imbarcazione. In soli 10 minuti sarete arrivati a destinazione, con una spesa di 2,80 € andata e ritorno.

La navetta vi lascerà a Vittoriosa, considerata una delle più belle dal punto di vista architettonico. Un tempo era la residenza dei nobili cavalieri, e per questo è la più elegante e signorile. Qui si trova infatti il Forte Sant’Angelo, uno dei simboli dell’Ordine dei Cavalieri, dove rimasero fino al 1565. Altri edifici che vi consigliamo di visitare sono: la Chiesa di San Lorenzo, il Palazzo del Gran Inquisitore, l’antico palazzo del Governatore dei Galeoni e quello dell’Ordine del Tesoro di San Giovanni. Se vorrete essere protagonisti di un set cinematografico recatevi anche al Forte Ricasoli: qui vennero girate pellicole come Troy o il Gladiatore.

Senaglea invece vi regalerà una passeggiata lungo Calle Settembru, l’arteria cittadina principale. Da visitare anche la Fortezza di San Michele, un luogo magico affacciato sul porto. Cospicua è invece la città più recente: la sua storia la possiamo leggere nella Chiesa dell’Immacolata Concezione. Al suo interno troviamo una delle collezioni d’arte più importanti di Malta.

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Giorno 3: Gozo

Il nostro ultimo giorno a Malta lo trascorreremo a Gozo: tramite la Gozo Channel Compay potrete prendere il traghetto per arrivare fino alla piccola isola. Dopodiché potrete decidere di visitare Gozo, anche in questo caso, utilizzando i mezzi pubblici. Potete pagare il biglietto direttamente al ritorno dal porto, senza perdere tempo prima nella prenotazione del ticket. Il porto di imbarco a Malta è Cirkewwa, mentre a Gozo è Mgarr, con molta disponibilità oraria e solo 45 minuti di navigazione. La particolarità di questa isola sono sicuramente le spiagge: raggiungete Triq iz-Zewwiega per raggiungere la costa Qala. Il panorama è davvero spettacolare e se la giornata ve lo permette potrete farvi un bellissimo bagno in tutta tranquillità. Per godervi il panorama ci sono anche delle panchine posizionate durante il percorso per fotografare e godervi il momento.

La seconda tappa per il vostro giorno nell’isola di Gozo è Nadur: qui si trova il Museo Marittimo che conserva tutti i segreti del mare di questo posto. Da qui potrete dirigersi alla Ramla Bay, dove sopra è possibile visitare le Grotte di Calypso, che vi darà una vista spettacolare su tutta la baia. Se riuscite potrete dirigervi a Marsalfor, le saline situate a nord dell’isola. Questi luoghi furono costruiti dai Romani circa 2000 anni fa, quando il sale era considerato preziosissimo. Tutte le vasche sono rettangolari e offrono una vista decisamente diversa e peculiare sul mare.

Siamo arrivati alla fine del terzo giorno: è ora di ritornare in porto e prendere l’aereo. Sempre da Mgarr prendete il traghetto e il successivo autobus per l’aeroporto, che vi porterà in meno di un’ora. Questo era il nostro itinerario di 3 giorni sull’isola di Malta: un posto spettacolare, ricco di storia e soprattutto di spiagge coloratissime. Organizza il tour scaricando la nostra app per trovare i tuoi compagni di viaggio!

 

E tu hai mai pensato di partire per un’esperienza a Malta? In app ci sono già tante proposte per questa bellissima meta! 

 

@Sara Biancardi

Portogallo: cosa fare 4 giorni on the road

Il Portogallo è una delle mete più ambite per i viaggi on the road. Si tratta di un paese relativamente piccolo: lungo 700 km e con spiagge mozzafiato. Oggi vi portiamo alla scoperta del Portogallo con un tour on the road di 4 giorni.

portogallo on the road

Quando partire per il Portogallo?

Uno dei periodi migliori per partire per il Portogallo è a settembre, dove il tempo è ancora buono ma non è pieno di turisti come nel periodo estivo. In generale, primavera e autunno sono le favorevoli per un viaggio on the road. Nel sud del Portogallo, infatti, le temperature sono elevate ed il clima è torrido durante agosto. Le strade in primavera e autunno sono in buone condizioni, senza troppo traffico per godersi al massimo il viaggio. Ricordatevi inoltre una giacca a vento o un pile anche in estate: in Portogallo è presente una forte escursione termica tra il giorno e la notte, con 5-10° C di differenza.

Prima di partire è opportuno noleggiare l’auto per poter esplorare il Portogallo al tuo ritmo e vedere posti che altrimenti non sarebbe possibile. Per viaggiare in modo veloce, potete utilizzare le autostrade a pedaggio. Differentemente dall’Italia, il pagamento sarà possibile solo successivamente alla posta, entro i 5 giorni da quando si attraversa l’autostrada. Non sono presenti caselli ma tramite il riconoscimento della targa viene addebitato l’importo al veicolo. I costi sono gestiti dall’agenzia Via Verde, una sorta di “telepass” italiano che potete chiedere direttamente dove prenotate l’autovettura. Inoltre, per viaggiare utilizzando la Via Verde dovrete seguire la corsia autostradale di sinistra: in questo modo il pagamento avverrà in automatico. È possibile affittare Via Verde con meno di due euro al giorno.

Giorno 1: Lisbona

La prima tappa del viaggio on the road parte da Lisbona: qui si trova l’aeroporto Humberto Delgado. Lisbona è conosciuta per essere uno dei poli artistici e architettonici più all’avanguardia di tutta Europa. Potrete girare nelle vie del centro, da Praça Rossio fino all’enorme Praça do Comércio, una delle piazze più belle dell’Europa. Da visitare anche il Convento do Carmo, un ex convento dell’Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo, e l’Elevator de Santa Justa, considerato uno dei monumenti da non perdere nel centro storico di Lisbona.

Siete amanti dei negozi vintage? Non potete che recarvi al Bairro Alto (in italiano il quartiere alto), per trovare un po’ di moda locale, provare i ristoranti tipici e vivere un po’ della movida notturna. Ma prima della notte non dimenticatevi di scendere dietro la città e recatevi all’Alfama, dove si trova il Miraduoro. Un momento davvero fantastico per il tramonto durante il vostro tour on the road in Portogallo. Per muoversi a Lisbona vi consigliamo di utilizzare la tessera Lisboa Card, che permette l’entrata di molte attrazioni gratuite o con un prezzo ridotto. Inoltre, potrete muovervi gratuitamente con i mezzi per questo primo giorno on the road.

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Giorno 2: Faro

Il distretto di Algarve si trova nel sud del Portogallo, e sarà la zona protagonista di questo viaggio on the road. Circa 150 km di spiaggia distanti da Lisbona 280 km. Le spiagge sono la meta più ambita per i viaggiatori. Il distretto di Algarve è uno dei più soleggiati, con un clima mite praticamente tutto l’anno. Partiamo da Faro, che vi stupirà con il suo settecentesco Arto da Vila, dove potete ammirare la Cattedrale del Sé, il principale luogo di culto cattolico della città di Lisbona.

Faro è una città di mare e si trova all’interno di un’area naturale, composta da estuari e lagune che si affacciano sull’Oceano Atlantico. La spiaggia più vicina da visitare è sicuramente la Praia de Faro, con sabbia fine e tanti servizi turistici. Qui potrete assaporare un’atmosfera tranquilla e rilassata: circa 5km di spiaggia importantissima per uccelli migratori e fauna selvatica. Con la bassa marea è possibile osservare i pescatori impegnati nella pesca di molluschi nascosti sotto la sabbia, come vongole e mitili.

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Giorno 3: Albuferia

Albufeira è considerata una delle località balneari più frequentate dell’Algarve: è conosciuta per i numerosi locali e discoteche, ma soprattutto bellissime spiagge. Questa città è circondata da case tutte bianche che vi regalerà un’atmosfera suggestiva. Fondata dagli Arabi, Albufeira conserva tutta la storia della conquista nelle strette vie del centro. Da visitare è il vasto arenile Praia do Tùnel o do Peneco, che forma un anfiteatro che si affaccia sull’Oceano.

La Gruta do Xorino è una meta imperdibile: questa è una grotta che si trova sotto la falesia, e fu il luogo in cui gli arabi si rifugiarono nel XII secolo dopo che la città fu riconquistata dai cristiani. Se volete rilassarvi invece su sabbia dorata recatevi a Praia da Falèsia, delimitata appunto da scogliere. Passeggiando per Albufeira potrete immergervi nei colori e sapori della città: recatevi nei quartieri vecchi per mangiare cibo tipico, frutti di mare o pesca alla griglia. Ed è proprio qui che finirà il vostro viaggio con the road del Portogallo.

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Giorno 4: Lagos

La seconda tappa da visitare del nostro viaggio on the road è Lagos, distante un’ora di macchina da Albufeira. Lagos è la città dove moltissimi esploratori portoghesi partirono per il Nuovo Mondo. Il centro storico è racchiuso da delle mura del Trecento, ma a farla da protagonista qui sono sicuramente le spiagge. Qui troverete scogliere a picco sul mare ed un bellissimo oceano color blu zaffiro. Vicino al centro di Lagos in direzione ovest si trova la spiaggia di Dona Ana, considerata una delle più belle di tutta la costa.

Le altre magnifiche spiagge sono Meia Praia e Porto de Meos, situate a ovest della città. Per godersi il tramonto potete regalarvi una gira in barca verso Ponta da Piedade con il suo faro e le scogliere a prova di foto spettacolare. Qui si trova infatti l’arco chiamato “la cattedrale”, un luogo molto ambito per godersi il tramonto. E se invece volete recarvi nel punto più occidentale del continente europeo raggiungete Cabo de Sao Vicente: in questo punto i romani credevano che ogni sera il sole si tuffasse nel mare.

Variazione del viaggio

Per questo viaggio potrete scegliere di atterrare in due aeroporti diversi: Lisbona o Faro. Se deciderete di partire da Lisbona le tappe sono quelle che vi abbiamo scritto. Se invece partirete da Faro potrete partire direttamente da qui, per poi visitare Albufeira, successivamente Lagos e poi dirigervi in aeroporto. In alternativa, se non trovate il volo si può arrivare a Lisbona.

Finisce qui il nostro viaggio on the road per il Portogallo: 4 giorni di viaggio verso una delle zone più belle d’Europa, ricca di cultura e spiagge da togliere il fiato! Vuoi organizzare un viaggio in Portogallo? Non ti resta che scaricare la nostra applicazione per trovare nuovi compagni di viaggio.

 

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@Sara Biancardi

10 mete per il surf in Italia

Quando pensiamo al surf ci vengono in mente spiagge australiane o fuori porta. Ma sapevate che anche in Italia è possibile fare surf? Luoghi magnifici con onde da far impazzire tutti gli appassionati, ma anche per chi vuole approcciarsi per la prima volta a questo sport ed esperienza di viaggio.  In questo articolo vi mostriamo 10 luoghi dove poter fare surf in Italia!

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1. Recco, Genova (GE)

Negli ultimi anni Recco è diventata una spiaggia molto conosciuta come meta per il surf. Il luogo è adatto per chi vuole approcciarsi per la prima volta a questo tipo di sport. La spiaggia è formata da una piccola baia che permette di rendere più semplici i movimenti e quindi imparare il surf. Recentemente è possibile partecipare al Recco Surf Festival, organizzato da Blackwave, un negozio specializzato in questo sport. La manifestazione è di livello agonistico ma anche giovani e appassionati possono partecipare.

2. Forte dei Marmi, Lucca (LU)

Tra la movida della bellissima città di Forte dei Marmi si nasconde una delle mete più ambite per il surfing in Italia. Ogni estate vengono organizzati degli eventi da maggio ad ottobre, sullo sport e soprattutto sul surf. Qui le onde sono davvero spettacolari per tutti quelli che praticano surfing. Lo spot migliore dove muoversi con le onde è “il pontile” nel pieno centro città e tra le spiagge selvagge. Non solo discoteche e locali notturni! La scuola di surf Forte dei Marmi è Tahatai, esperti nel campo dello sport alle Hawaii.

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3. Santa Marinella, Roma (RM)

Santa Marinella è chiamata la città del surf: qui nasce la Banzai Surf Area, una comunità su tutto il litorale della zona. Potrai trovare scuole e negozi specializzati in attrezzature e abbigliamento per il surf per tutte le età e fasce di prezzo. A Santa Marinella, inoltre, si svolge il Surf Expo, l’evento fieristico tra i più importanti di Italia che si svolge in estate. Quest’ anno si svolgerà a luglio e vedrà coinvolti una serie di aziende e personaggi legati al mondo del surf. Davvero una bella iniziativa!

4. Porto Ferro, Alghero (SS)

La Sardegna è una delle regioni d’Italia che più offre spot per il surf. Tra queste Porto Ferro, in provincia di Sassari. La posizione è ideale per tutti i surfisti esperti. Si tratta di una spiaggia in cui il vento colpisce sempre e regala onde che solo un professionista può surfare. Non a caso sulla spiaggia si effettuano dei veri e propri contest tra gli sportivi. Se invece ci si sposta dove il vento soffia un po’ meno, si potrà stare in condizioni marine meno impegnative, adatte a chi vuole iniziare a praticare il surf.

5. Capo Mannu, Oristano (OR)

Capo Mannu insieme e Porto Ferro sono gli spot preferiti per i surfisti italiani. La spiaggia si trova all’interno del Parco Naturale del Sinis, nei pressi di Oristano. Il sito è esposto frequentemente da tutti i venti e in particolar modo dal maestrale, il vento preferito dai surfisti. Qui le onde possono arrivare ad essere davvero enormi: fino a sette metri! Capo Mannu è inoltre conosciuta per essere la sede dell’organizzazione Is Benas Surf Club, la prima scuola di surf aperta nel 1997 dai giovani locali. Spiagge davvero selvagge che sapranno regalarvi onde da sogno.

6. Rena Majore e la Marinedda, Sassari (SS)

A nord della Sardegna troviamo un punto famoso detto il Triangolo delle Bermuda: Pischina, Marina e Rena. Qui la corrente marina è molto forte ma è in grado di regalato un paesaggio davvero straordinario: la spiaggia regala un mare azzurro circondato completamente da una natura selvaggia. Rena Majore è una meta per il surf davvero splendida, soprattutto per godersi un po’ di natura. Poco più giù, sulla costa settentrionale dell’isola si trova la spiaggia della Marinedda, bandiera blu e surf da moltissimi anni. Non a caso qui si tiene il Marinedda Bay Open, ovvero una tappa ufficiale del campionato italiano di surf, che negli anni ha richiamato numerosi sportivi, provenienti anche da tutto il mondo.

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7. Levanto, La Spezia (SP)

Le Cinque Terre della Liguria sono dei posti davvero stupendi, in grado di regalare qualsiasi emozione. Dai trekking di Monterosso a Riomaggiore, sino agli aperitivi in riva al mare e, perché no, in barca. Sapevate che anche qui si può fare surf? Ebbene sì, in particolare a Levanto. Il meraviglioso borgo presenta delle onde surfabili con Libello e Maestrale a favore. I fondali sabbiosi che troviamo qui sono perfetti per il surf in quanto permettono delle onde di diversa misura. Per molti esperti Levanto è considerata una big wave spot, con onde di oltre i 3 metri d’altezza in determinate condizioni dell’anno.

8. Chia, frazione di Domus de Maria (CA)

Torniamo nuovamente in Sardegna, questa volta nella costa sudoccidentale a circa 50km da Cagliari. Qui troviamo Chia, una spiaggia perfetta per fare surf e con un mare cristallino. Questa è una meta adatta sia per chi pratica questo sport da tempo ma anche per le prime armi, grazie alle condizioni meteo-climatiche. Gli stabilimenti balneari del luogo sono attrezzati per il noleggio delle attrezzature da surf e anche per qualche lezione, circondati sempre dalla bellezza del mare sardo.

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10. Calathea Caserta (CE)

Nella provincia di Napoli troviamo West Side Surf Club, una scuola di surf  federale nata da Giacomo De Vito. La scuola di surf nasce ad Ischitella Lido, a Castel Volturno ed è situato nei pressi di un lido. Oltre ad offrire confort estivi di tutti i tipi in spiaggia, si possono fare lezioni di surf. Dai principianti ai più esperti, nella stagione estiva le onde sono perfette per imparare questo tipo di sport. La scuola, come si legge dal sito, “promuove lo sviluppo e la pratica del Surf a Napoli attraverso un progetto che dà la possibilità a tutti di avvicinarsi al mondo del surf, ma soprattutto del mare, vissuto davvero, in tutte le stagioni e nel rispetto delle sue regole”. L’obiettivo è quello di fare avvicinare persone di tutte le età a questo sport. Inoltre, l’associazione è affiliata al Coni ed alla federazione italiana Surf la FISW Surfing.

Oltre alle bellezze artistiche, la penisola italiana ci regala dei paesaggi mozzafiato. E per farci apprezzare ancora di più il mare, ci offre spot stupendi per il surf. Negli anni anche in Italia questo sport inizia sempre di più a crescere, con l’istituzione di scuole per il surf e punti importanti che vi abbiamo appena mostrato. Non resta che prendere una tavola e mettersi a remare!

 

E tu hai mai pensato di provare a surfare? Cerca in app compagni di viaggio per provare questa avventura! 

 

@Sara Biancardi

10 posti dove fare immersioni in Italia

Appassionati di subacquea all’ascolto: se questa estate rimarrete in Italia non potrete perdervi i siti più belli per fare un viaggio nelle profondità del mare. Siete pronti ad immergervi? In questo articolo vi mostriamo 10 posti dove poter fare immersioni in Italia.

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1. Secca Isuela, Portofino (GE)

Portofino è uno dei posti più apprezzati dai turisti. Con le sue casette colorate e vicoli deliziosi, rimarrete subito incantati da questo piccolo borgo della Liguria. Nel 1999 venne istituita l’Area Marina Protetta di Portofino con sede a Santa Margherita Ligure. Grazie a questo titolo così importante, è possibile conservare molta flora e fauna tipica del Mediterraneo. Tuttavia, trattandosi di una riserva è bene fare attenzione a tutte le regole per rispettare l’ambiente in cui ci si trova.

Tra le secche più famose sicuramente l’Isuela, dove è possibile immergersi fino ad una profondità di 55 metri circa. Sarete subito attratti dalla fauna tipica del Mediterraneo: cernie, saraghi, castagnole. Il promontorio di Portofino si sviluppa con delle falesie a picco sul mare, ed è proprio qui che troviamo le più belle forme di vita: l’area è soggetta a molta corrente, che porta nutrienti. Sarà possibile infatti osservare moltissime gorgonie, i coralli rossi, maestose e ricche di altra microfauna nei dintorno.

2. Secca del Papa, Sardegna (SS)

La Secca del Papa è forse il sito di immersione più famoso dell’Area Marina Protetta di Tavolara, in Sardegna. Considerata una tra le immersioni più belle del Mediterraneo, il fondale va dai 35 ai 45 metri di profondità. Il sito prende il nome da una rocca a strapiombo di Tavolara che, vista da una certa angolazione, sembra ricordare un Papa seduto.

Qui è possibile osservare la Paramuricea clavata, molto rara nelle coste della Sardegna: si tratta di un corallo rosso molto noto che un tempo veniva utilizzato nella gioielleria. In queste zone è facile anche imbattersi in delfini se vi troverete fuori dalla costa, quindi potrete anche organizzare un’uscita di whalewathching in mare.

3. Lampione, Sicilia (AG)

Lampione è l’isola più piccola dell’arcipelago delle Pelagie, nel punto più a sud della Sicilia. È un sito molto piccolo dove si trova un faro e le antiche case degli abitanti. Anche qui si tratta di un’Area Marina Protetta, in questo caso istituita nel 2002. Un ottimo posto dove poter fare subacquea è sicuramente la Secca di Levante, dove è possibile osservare una fauna ricchissima e rimanere circondati completamente dal blu intenso del mare. Nel sito invece di Capo Ponente è possibile immergersi in un relitto anche a qualche metro di profondità.

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4. Lago di Capodacqua, Abruzzo (AQ)

Non di solo mare vive il subacqueo appassionato: il lago di Capodaqua si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, circondato da una natura completamente incontaminata. Il sito è alimentato dalle sorgenti naturali e qui sarà possibile trovare due mulini sommersi nel lego. Per poterli osservare sarà necessario recarsi con la guida autorizzata ambientale, in quanto il lago è di proprietà privata e sotto la tutela ambientale. Siete pronti ad immergervi in un’acqua completamente cristallina e dolce? Mi raccomando, ricordati di portare l’attrezzatura adeguata!

5. La Montagna di Scilla (RC)

A Scilla, piccolo borgo di pescatori calabresi e vicinissimo alla Sicilia, si trova un sito per la subacquea davvero particolare. Si chiama la Montagna Sommersa, alta 20 metri e visibile dai 15 metri di profondità. Lo scoglio si trova su una distesa di sabbia bianca ed è popolata da gorgonie rosse e gialle che offrono riparo a molti pesci e altri organismi. Anche ad una ventina di metri sarà quindi possibile osservare una biodiversità marina ricchissima e peculiare della zona dello stretto di Messina. Coralli così grandi da sembrare alberi, vi sentirete come se foste in una vera e propria foresta, tant’è che molto lo definiscono come il paradiso dei subacquei e dei biologi marini.

6. Baia di Santa Croce, Peschici (FG)

Situata a 10km da Peschici, la baia di Santa Croce è definita dal 1993 una zona di tutela biologica. Nella baia è possibile osservare cinque pinnacoli rocciosi, a picco sul mare e raggiungono i 50 metri di profondità. In questa baia moltissimi sono i subacquei che si immergono per la bellezza del posto, soprattutto i più professionali. Infatti, oltre i trenta metri di profondità è possibile osservare un corallo non corallo (falso corallo), la Gerarda savaglia, con i suoi grandissimi rami. Se li osservate attentamente, potreste imbattervi nelle uova di gattuccio, un piccolo squalo di fondale diffuso in tutto il Mediterraneo lungo circa un metro.

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7. Parco archeologico sommerso di Baia (NA)

Se il vostro sogno è quello di immergervi nei resti di una antica città romana, la scelta migliora è il Parco Naturale dei Campi Flegrei. In particolare, nel parco marino di Baia si trovano i mosaici, affreschi, strutture, colonne in uno stato di conservazione perfetto. La particolarità di tutto questo? Si trova sott’acqua. Proprio così! Al tempo degli antichi romani la zona di Baia divenne un importante stazione climatica, vicino al porto commerciale di Portus Julius. La zona è soggetta a bradisismo, un fenomeno geologico che porta all’inabissamento di alcune zone, come in questo caso. Nel 2002 viene istituita l’Area Marina Protetta di Baia per il suo immenso valore storico e archeologico. Qui è possibile immergersi in ben 8 percorsi subacquei fino alla profondità di 13 metri di profondità.

8. Isola del Giglio (GR)

Le scogliere dell’Arcipelago toscano sono considerate tra le migliori mete per la subacquea in Italia. In particolare, l’isola del Giglio ma anche Giannutri e Capraia vi offrono vari siti di immersione che non potete perdervi. L’isola del Giglio presenta tantissime calette e paesaggi incontaminati, popolati da tantissime specie ittiche differenti: tonni, barracuda, spugne, murene e tanti altri. Tra i siti di immersione vi consigliamo la secca Zampa di Gatto, situato sul versante sudorientale dell’isola, tra punta Torricella e punta Corbaia. Qui sarà possibile osservare gorgonie e spugne di ogni genere, ma anche aragoste, scorfani e murene sulle varie pareti rocciose, che prosegue oltre i cinquanta metri. Un panorama sottomarino spettacolare!

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9. Isola d’Elba (LI)

L’isola d’Elba è sicuramente un’altra tappa da aggiungere ai posti dove fare subacquea in Italia. Tra le immersioni da citare sicuramente quella presso lo “Scoglietto”, dove si possono incontrare i pesci san Pietro e cernie di grandi dimensioni. Un altro sito di immersione è il relitto dell’Elviscot, un cargo adagiato a 12 metri di profondità. Il mercantile italiano affondò il 10 gennaio 1972 per colpa del maltempo e giace presso gli scogli dell’Ogliera. La nave, costruita nel 1960, ha una lunghezza di 62,25 metri per una stazza di 499 tonnellate. Il relitto ospita ora tantissime specie ittiche, come le corvine, gronghi ma anche murene.

10. Ustica, Palermo (PA)

Una delle isole spettacolari del Mar Mediterraneo è proprio Ustica, in provincia di Palermo. L’isola rappresenta ciò che rimane di un complesso vulcanico. Le acque sono limpide per la mancanza di sabbia a poca profondità ed offrono una natura incontaminata e ricca. In poche parole, ciò che un subacqueo vorrebbe sempre. Infatti, per la sua ricchezza ittica è facile imbattersi in grandi cernie, grossi banchi di barracuda, ricciole ma anche tonni. Pronti a vivere un’esperienza indimenticabile?

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