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GLI ARTICOLI DI MEETRAVEL

10 mete per il surf in Italia

Quando pensiamo al surf ci vengono in mente spiagge australiane o fuori porta. Ma sapevate che anche in Italia è possibile fare surf? Luoghi magnifici con onde da far impazzire tutti gli appassionati, ma anche per chi vuole approcciarsi per la prima volta a questo sport ed esperienza di viaggio.  In questo articolo vi mostriamo 10 luoghi dove poter fare surf in Italia!

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1. Recco, Genova (GE)

Negli ultimi anni Recco è diventata una spiaggia molto conosciuta come meta per il surf. Il luogo è adatto per chi vuole approcciarsi per la prima volta a questo tipo di sport. La spiaggia è formata da una piccola baia che permette di rendere più semplici i movimenti e quindi imparare il surf. Recentemente è possibile partecipare al Recco Surf Festival, organizzato da Blackwave, un negozio specializzato in questo sport. La manifestazione è di livello agonistico ma anche giovani e appassionati possono partecipare.

2. Forte dei Marmi, Lucca (LU)

Tra la movida della bellissima città di Forte dei Marmi si nasconde una delle mete più ambite per il surfing in Italia. Ogni estate vengono organizzati degli eventi da maggio ad ottobre, sullo sport e soprattutto sul surf. Qui le onde sono davvero spettacolari per tutti quelli che praticano surfing. Lo spot migliore dove muoversi con le onde è “il pontile” nel pieno centro città e tra le spiagge selvagge. Non solo discoteche e locali notturni! La scuola di surf Forte dei Marmi è Tahatai, esperti nel campo dello sport alle Hawaii.

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3. Santa Marinella, Roma (RM)

Santa Marinella è chiamata la città del surf: qui nasce la Banzai Surf Area, una comunità su tutto il litorale della zona. Potrai trovare scuole e negozi specializzati in attrezzature e abbigliamento per il surf per tutte le età e fasce di prezzo. A Santa Marinella, inoltre, si svolge il Surf Expo, l’evento fieristico tra i più importanti di Italia che si svolge in estate. Quest’ anno si svolgerà a luglio e vedrà coinvolti una serie di aziende e personaggi legati al mondo del surf. Davvero una bella iniziativa!

4. Porto Ferro, Alghero (SS)

La Sardegna è una delle regioni d’Italia che più offre spot per il surf. Tra queste Porto Ferro, in provincia di Sassari. La posizione è ideale per tutti i surfisti esperti. Si tratta di una spiaggia in cui il vento colpisce sempre e regala onde che solo un professionista può surfare. Non a caso sulla spiaggia si effettuano dei veri e propri contest tra gli sportivi. Se invece ci si sposta dove il vento soffia un po’ meno, si potrà stare in condizioni marine meno impegnative, adatte a chi vuole iniziare a praticare il surf.

5. Capo Mannu, Oristano (OR)

Capo Mannu insieme e Porto Ferro sono gli spot preferiti per i surfisti italiani. La spiaggia si trova all’interno del Parco Naturale del Sinis, nei pressi di Oristano. Il sito è esposto frequentemente da tutti i venti e in particolar modo dal maestrale, il vento preferito dai surfisti. Qui le onde possono arrivare ad essere davvero enormi: fino a sette metri! Capo Mannu è inoltre conosciuta per essere la sede dell’organizzazione Is Benas Surf Club, la prima scuola di surf aperta nel 1997 dai giovani locali. Spiagge davvero selvagge che sapranno regalarvi onde da sogno.

6. Rena Majore e la Marinedda, Sassari (SS)

A nord della Sardegna troviamo un punto famoso detto il Triangolo delle Bermuda: Pischina, Marina e Rena. Qui la corrente marina è molto forte ma è in grado di regalato un paesaggio davvero straordinario: la spiaggia regala un mare azzurro circondato completamente da una natura selvaggia. Rena Majore è una meta per il surf davvero splendida, soprattutto per godersi un po’ di natura. Poco più giù, sulla costa settentrionale dell’isola si trova la spiaggia della Marinedda, bandiera blu e surf da moltissimi anni. Non a caso qui si tiene il Marinedda Bay Open, ovvero una tappa ufficiale del campionato italiano di surf, che negli anni ha richiamato numerosi sportivi, provenienti anche da tutto il mondo.

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7. Levanto, La Spezia (SP)

Le Cinque Terre della Liguria sono dei posti davvero stupendi, in grado di regalare qualsiasi emozione. Dai trekking di Monterosso a Riomaggiore, sino agli aperitivi in riva al mare e, perché no, in barca. Sapevate che anche qui si può fare surf? Ebbene sì, in particolare a Levanto. Il meraviglioso borgo presenta delle onde surfabili con Libello e Maestrale a favore. I fondali sabbiosi che troviamo qui sono perfetti per il surf in quanto permettono delle onde di diversa misura. Per molti esperti Levanto è considerata una big wave spot, con onde di oltre i 3 metri d’altezza in determinate condizioni dell’anno.

8. Chia, frazione di Domus de Maria (CA)

Torniamo nuovamente in Sardegna, questa volta nella costa sudoccidentale a circa 50km da Cagliari. Qui troviamo Chia, una spiaggia perfetta per fare surf e con un mare cristallino. Questa è una meta adatta sia per chi pratica questo sport da tempo ma anche per le prime armi, grazie alle condizioni meteo-climatiche. Gli stabilimenti balneari del luogo sono attrezzati per il noleggio delle attrezzature da surf e anche per qualche lezione, circondati sempre dalla bellezza del mare sardo.

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10. Calathea Caserta (CE)

Nella provincia di Napoli troviamo West Side Surf Club, una scuola di surf  federale nata da Giacomo De Vito. La scuola di surf nasce ad Ischitella Lido, a Castel Volturno ed è situato nei pressi di un lido. Oltre ad offrire confort estivi di tutti i tipi in spiaggia, si possono fare lezioni di surf. Dai principianti ai più esperti, nella stagione estiva le onde sono perfette per imparare questo tipo di sport. La scuola, come si legge dal sito, “promuove lo sviluppo e la pratica del Surf a Napoli attraverso un progetto che dà la possibilità a tutti di avvicinarsi al mondo del surf, ma soprattutto del mare, vissuto davvero, in tutte le stagioni e nel rispetto delle sue regole”. L’obiettivo è quello di fare avvicinare persone di tutte le età a questo sport. Inoltre, l’associazione è affiliata al Coni ed alla federazione italiana Surf la FISW Surfing.

Oltre alle bellezze artistiche, la penisola italiana ci regala dei paesaggi mozzafiato. E per farci apprezzare ancora di più il mare, ci offre spot stupendi per il surf. Negli anni anche in Italia questo sport inizia sempre di più a crescere, con l’istituzione di scuole per il surf e punti importanti che vi abbiamo appena mostrato. Non resta che prendere una tavola e mettersi a remare!

 

E tu hai mai pensato di provare a surfare? Cerca in app compagni di viaggio per provare questa avventura! 

 

@Sara Biancardi

10 posti dove fare immersioni in Italia

Appassionati di subacquea all’ascolto: se questa estate rimarrete in Italia non potrete perdervi i siti più belli per fare un viaggio nelle profondità del mare. Siete pronti ad immergervi? In questo articolo vi mostriamo 10 posti dove poter fare immersioni in Italia.

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1. Secca Isuela, Portofino (GE)

Portofino è uno dei posti più apprezzati dai turisti. Con le sue casette colorate e vicoli deliziosi, rimarrete subito incantati da questo piccolo borgo della Liguria. Nel 1999 venne istituita l’Area Marina Protetta di Portofino con sede a Santa Margherita Ligure. Grazie a questo titolo così importante, è possibile conservare molta flora e fauna tipica del Mediterraneo. Tuttavia, trattandosi di una riserva è bene fare attenzione a tutte le regole per rispettare l’ambiente in cui ci si trova.

Tra le secche più famose sicuramente l’Isuela, dove è possibile immergersi fino ad una profondità di 55 metri circa. Sarete subito attratti dalla fauna tipica del Mediterraneo: cernie, saraghi, castagnole. Il promontorio di Portofino si sviluppa con delle falesie a picco sul mare, ed è proprio qui che troviamo le più belle forme di vita: l’area è soggetta a molta corrente, che porta nutrienti. Sarà possibile infatti osservare moltissime gorgonie, i coralli rossi, maestose e ricche di altra microfauna nei dintorno.

2. Secca del Papa, Sardegna (SS)

La Secca del Papa è forse il sito di immersione più famoso dell’Area Marina Protetta di Tavolara, in Sardegna. Considerata una tra le immersioni più belle del Mediterraneo, il fondale va dai 35 ai 45 metri di profondità. Il sito prende il nome da una rocca a strapiombo di Tavolara che, vista da una certa angolazione, sembra ricordare un Papa seduto.

Qui è possibile osservare la Paramuricea clavata, molto rara nelle coste della Sardegna: si tratta di un corallo rosso molto noto che un tempo veniva utilizzato nella gioielleria. In queste zone è facile anche imbattersi in delfini se vi troverete fuori dalla costa, quindi potrete anche organizzare un’uscita di whalewathching in mare.

3. Lampione, Sicilia (AG)

Lampione è l’isola più piccola dell’arcipelago delle Pelagie, nel punto più a sud della Sicilia. È un sito molto piccolo dove si trova un faro e le antiche case degli abitanti. Anche qui si tratta di un’Area Marina Protetta, in questo caso istituita nel 2002. Un ottimo posto dove poter fare subacquea è sicuramente la Secca di Levante, dove è possibile osservare una fauna ricchissima e rimanere circondati completamente dal blu intenso del mare. Nel sito invece di Capo Ponente è possibile immergersi in un relitto anche a qualche metro di profondità.

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4. Lago di Capodacqua, Abruzzo (AQ)

Non di solo mare vive il subacqueo appassionato: il lago di Capodaqua si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, circondato da una natura completamente incontaminata. Il sito è alimentato dalle sorgenti naturali e qui sarà possibile trovare due mulini sommersi nel lego. Per poterli osservare sarà necessario recarsi con la guida autorizzata ambientale, in quanto il lago è di proprietà privata e sotto la tutela ambientale. Siete pronti ad immergervi in un’acqua completamente cristallina e dolce? Mi raccomando, ricordati di portare l’attrezzatura adeguata!

5. La Montagna di Scilla (RC)

A Scilla, piccolo borgo di pescatori calabresi e vicinissimo alla Sicilia, si trova un sito per la subacquea davvero particolare. Si chiama la Montagna Sommersa, alta 20 metri e visibile dai 15 metri di profondità. Lo scoglio si trova su una distesa di sabbia bianca ed è popolata da gorgonie rosse e gialle che offrono riparo a molti pesci e altri organismi. Anche ad una ventina di metri sarà quindi possibile osservare una biodiversità marina ricchissima e peculiare della zona dello stretto di Messina. Coralli così grandi da sembrare alberi, vi sentirete come se foste in una vera e propria foresta, tant’è che molto lo definiscono come il paradiso dei subacquei e dei biologi marini.

6. Baia di Santa Croce, Peschici (FG)

Situata a 10km da Peschici, la baia di Santa Croce è definita dal 1993 una zona di tutela biologica. Nella baia è possibile osservare cinque pinnacoli rocciosi, a picco sul mare e raggiungono i 50 metri di profondità. In questa baia moltissimi sono i subacquei che si immergono per la bellezza del posto, soprattutto i più professionali. Infatti, oltre i trenta metri di profondità è possibile osservare un corallo non corallo (falso corallo), la Gerarda savaglia, con i suoi grandissimi rami. Se li osservate attentamente, potreste imbattervi nelle uova di gattuccio, un piccolo squalo di fondale diffuso in tutto il Mediterraneo lungo circa un metro.

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7. Parco archeologico sommerso di Baia (NA)

Se il vostro sogno è quello di immergervi nei resti di una antica città romana, la scelta migliora è il Parco Naturale dei Campi Flegrei. In particolare, nel parco marino di Baia si trovano i mosaici, affreschi, strutture, colonne in uno stato di conservazione perfetto. La particolarità di tutto questo? Si trova sott’acqua. Proprio così! Al tempo degli antichi romani la zona di Baia divenne un importante stazione climatica, vicino al porto commerciale di Portus Julius. La zona è soggetta a bradisismo, un fenomeno geologico che porta all’inabissamento di alcune zone, come in questo caso. Nel 2002 viene istituita l’Area Marina Protetta di Baia per il suo immenso valore storico e archeologico. Qui è possibile immergersi in ben 8 percorsi subacquei fino alla profondità di 13 metri di profondità.

8. Isola del Giglio (GR)

Le scogliere dell’Arcipelago toscano sono considerate tra le migliori mete per la subacquea in Italia. In particolare, l’isola del Giglio ma anche Giannutri e Capraia vi offrono vari siti di immersione che non potete perdervi. L’isola del Giglio presenta tantissime calette e paesaggi incontaminati, popolati da tantissime specie ittiche differenti: tonni, barracuda, spugne, murene e tanti altri. Tra i siti di immersione vi consigliamo la secca Zampa di Gatto, situato sul versante sudorientale dell’isola, tra punta Torricella e punta Corbaia. Qui sarà possibile osservare gorgonie e spugne di ogni genere, ma anche aragoste, scorfani e murene sulle varie pareti rocciose, che prosegue oltre i cinquanta metri. Un panorama sottomarino spettacolare!

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9. Isola d’Elba (LI)

L’isola d’Elba è sicuramente un’altra tappa da aggiungere ai posti dove fare subacquea in Italia. Tra le immersioni da citare sicuramente quella presso lo “Scoglietto”, dove si possono incontrare i pesci san Pietro e cernie di grandi dimensioni. Un altro sito di immersione è il relitto dell’Elviscot, un cargo adagiato a 12 metri di profondità. Il mercantile italiano affondò il 10 gennaio 1972 per colpa del maltempo e giace presso gli scogli dell’Ogliera. La nave, costruita nel 1960, ha una lunghezza di 62,25 metri per una stazza di 499 tonnellate. Il relitto ospita ora tantissime specie ittiche, come le corvine, gronghi ma anche murene.

10. Ustica, Palermo (PA)

Una delle isole spettacolari del Mar Mediterraneo è proprio Ustica, in provincia di Palermo. L’isola rappresenta ciò che rimane di un complesso vulcanico. Le acque sono limpide per la mancanza di sabbia a poca profondità ed offrono una natura incontaminata e ricca. In poche parole, ciò che un subacqueo vorrebbe sempre. Infatti, per la sua ricchezza ittica è facile imbattersi in grandi cernie, grossi banchi di barracuda, ricciole ma anche tonni. Pronti a vivere un’esperienza indimenticabile?

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Alla scoperta dei 5 relitti più belli al mondo

Se siete appassionati di relitti sottomarini non potete perdervi i più belli al mondo. I relitti sono importati per la biodiversità marina perché offrono spazi e anfratti per pesci, murene o spugne. Qui possono ripararsi dai predatori, oppure effettuare una piccola sosta prima di dirigersi in mare aperto.

Una piccola premessa: quando ci si immerge in queste zone, rispettate sempre il luogo. Sott’acqua non è facile muoversi tra le correnti, bisogna fare attenzione a non toccare troppo i relitti. In profondità questi reperti storici subiscono una forte pressione e potremmo vederli letteralmente sgretolarsi se facciamo qualche brusca manovra mentre li visitiamo. Inoltre, nulla è lasciato al caso. Per poter entrare nei relitti è necessario essere in possesso di un brevetto particolare che permette di approfondire i relitti e conoscerli più a fondo. E ora godiamoci i 5 relitti più belli al mondo, uno è anche italiano!

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Il Relitto Kittiwake, isole Cayman

Alle isole Cayman si trova il relitto U.S.S. Kittiwake, uno dei relitti da vedere almeno una volta nella vita. Si tratta di una nave affondata al largo di Seven Mile Beach nel 2011 ed è lunga 76,5. Questa volta non si tratta di nessuna storia avvincente in quanto il relitto è stato fatto affondare volontariamente. Il motivo? Creare una scogliera artificiale e un punto nuovo per le immersioni nella spiaggia e proteggere la biodiversità marina creando nuovi spazi. Precedentemente, il relitto faceva parte dell’Amministrazione della Marina USA, e fu utilizzato per quasi mezzo secolo.

È un relitto facile da raggiungere in quanto si trova a basse profondità. Le acque limpide e calme delle Cayman vi permetteranno di avere totale visibilità del relitto sottomarino. La nave mostra ben cinque livelli e tantissime stanze da visitare e per gli appassionati subacquei ma anche apneisti. La particolarità del relitto, infatti, è che proprio qui vengono svolti dei veri e propri campionati di freediving (apnea).

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Il relitto Kittiwake. | @KittiwakeCayman Facebook

Il relitto più grande al mondo: S.S. President Coolidge

Tra i relitti più grandi al mondo c’è il S.S. President Coolidge. Una nave militare costruita il 26 ottobre del 1929 e ora accessibile dalla spiaggia di Esperitu Santo, nella repubblica di Venuatu, nell’Oceano Pacifico. La grande nave è affondata il 26 ottobre del 1942 a causa della guerra: una mina colpì la sala macchina e, qualche minuto dopo, un’altra mina colpì a poppa. La nave venne subito abbandonata. Furono sbarcati 5340 uomini tutti sani e salvi.

La nave si arenò poiché vicina alla barriera corallina. Ben 200 metri di nave praticabile dal subacqueo principiante al più esperto. Una vera e propria palestra per chi vuole approcciarsi a questo sport! A 33 metri di profondità si possono trovare armi, fucili, maschere antigas e caschi. Grazie alle guide subacquee della zona vi sarà possibile anche accedere alle due stive e alla stanza delle forniture mediche.

La nave President Coolidge

Nuotare tra le parabole satellitari: la nave Vanderberg

Proprio così: se vi chiedevate fosse possibile nuotare tra le parabole satellitari, sappiate che potete assolutamente farlo. Basta andare nel Key West, in Florida. Si tratta della nave da guerra U.S.N.S. General Hoyt S. Vanderberg e nel 2009 è stato messo in sicurezza per renderlo accessibile a tutti i subacquei. Anche in questo caso la nave è stata fatta affondare per avvicinare quella fetta di turismo subacqueo alla zona. La nave Vandenberg è la seconda imbarcazione per stazza al mondo (156 metri di lunghezza) per essere affondata di proposito. Nei tempi in cui veniva utilizzata serviva da nave di trasporto per le truppe militari, e fu impegnata anche durante la guerra fredda. Ora è una barriera artificiale, meta del turismo floridiano, popolato da coralli, spugne e tantissime altre specie ittiche.

Una curiosità della nave è i mystery tour, organizzato dai sommozzatori della zona. Nel tour ci sono sparsi alcuni inizi che portano alle risposte in varie zone della nave. Un modo davvero particolare per vivere questa immersione! Il relitto è così particolare da diventare set per alcune riprese del film fantascientifico “Virus”, uscito nel 1999, nel ruolo di una nave da ricerca scientifica.

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Ciondolo forma di falco con le ali spiegate e intento ad afferrare due cobra con gli artigli, ritrovato nel relitto di Uluburun. | NatGeo Storia

Il Relitto più antico: Uluburun

In Mar Mediterraneo si possono trovare reperti archeologici incredibili, che mostrano i segni di migliaia di anni fa. Un cimitero di navi lungo tutte le coste che sono bagnate dalle acque mediterranee e che raccontano storie incredibili. Ed è proprio qui che è stata ritrovata la nave più antica: si chiama Uluburun e porta con sé 3.500 anni di storia. Il suo carico è stato rinvenuto tra i 40 e i 60 metri di profondità in Turchia sud occidentale.

La squadra subacquea guidata da George e Ann Bass si è immersa per studiare tutti i reperti ritrovati nel relitto, tra cui una scoperta incredibile. Lingotti di rame e di stagno, i metalli necessari per produrre il bronzo. Insomma, un tesoro non da poco: nel relitto Uluburun sono stati rinvenuti anche oggetti di alta qualità come gioielli d’oro, armi, lingotti di vetro, zanne di elefante e tanto altro. Un carico davvero eccezionale che ha permesso agli archeologi di comprendere il commercio marittimo nell’Età del bronzo.

Il viaggio della nave, lunga circa 15 metri, doveva fermarsi verso il porto di Cipro o Rodi ed il suo carico era destinato a uomini di prestigio nella società dell’epoca. Attualmente, il relitto è conservato nel Museo Navale di Bodrum con oltre 18.000 reperti catalogati, ma in mare è stata posta una replica. Un modo davvero stupendo per tornare indietro nel passato!

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La nave Dimitrios.

Un relitto quasi sparito: la nave Dimitrios in Puglia

In Italia si trova un relitto particolare e visibile dalla spiaggia: la nave Dimitrios. Nel 1978 la nave naufraga insieme al suo carico e arena lungo il litorale a nord di Otranto. Questa è diventata la tana di moltissima fauna del fondo marino, a 20 metri dalla riva. La Dimitrios partì dal porto di Pesaro e trasportava frumento, orzo e farina per un valore economico di circa 45.000 euro. Nei giorni successivi al naufragio i saccheggiatori tentarono di saccheggiarla, ma tutto il cibo era già finito in pasto ai pesci della zona.

La meta è diventata una vera e propria attrazione turistica, poiché risultava molto difficile da estrarla. In quegli anni non era proprio possibile rimuovere un relitto del genere, per cui tutti gli stabilimenti balneari della zona iniziarono a convivere con la nave Dimitrios. Nessuna immersione quindi, perché il relitto è proprio sulla spiaggia. Attualmente la nave Dimitrios sta continuamente affondando: proprio in questi ultimi anni della nave rimane poco e nulla. La lunga esposizione al sole dell’imbarcazione, ormai enorme ruggine, e il vento hanno fatto sì che si sgretolasse ripetutamente.

 

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@Sara Biancardi

Bandiera Blu 2022: il premio per le spiagge sostenibili

Anche quest’anno parte il premio Bandiera Blu, un riconoscimento adottato in tutto il mondo per le spiagge sostenibili e più pulite. Nel nostro territorio ce ne sono più di 200! Ma come funziona il programma Bandiera Blu? Ve lo spieghiamo in questo articolo.

Bandiera Blu MeeTravel
foto: www.bandierablu.org

Che cos’è la Bandiera Blu

La Bandiera Blu nasce nel 1978 e viene assegnato ogni anno in 49 paesi in tutto il mondo. Il riconoscimento internazionale è supportato da due agenzie dell’Onu, rispettivamente l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e l’UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo). L’obiettivo principale del programma Bandiera Blu è di “indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale”. In questo modo è possibile promuovere le politiche sostenibili e un’attenzione del territorio che abbia cura e rispetto dell’ambiente. Attualmente il programma è riconosciuto in tutto il mondo sia dai turisti che dagli operatori turistici, in zone marine ma anche lacustri. È riconosciuta inoltre dall’UNESCO come leader mondiale nel campo dell’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile.

Il progetto Bandiera Blu è sostenuto dall’organizzazione non governativa e no profit FEE, Foundation for Environmental Education, con sede in Danimarca, presente attualmente in 77 Paesi di tutti e cinque i continenti. La FEE è Riconosciuta dall’UNESCO come leader mondiale nel campo dell’educazione ambientale e dell’educazione allo sviluppo sostenibile. Per la certificazione della qualità ambientale, invece, si fa riferimento all’Eco-label, marchio europeo usato per certificare il ridotto impatto ambientale anche nel campo del turismo consapevole. Ogni anno sono quindi assegnate le Bandiere Blu: nel 2022 sono 210 le spiagge di mare e di lago che hanno ottenuto tale riconoscimento. Nei venti anni di istituzione del premio Bandiera Blu, il programma ha accompagnato molti comuni rivieraschi italiani. Grazie al premio, infatti, è stato possibile verificare un’evoluzione positiva delle condizioni di vivibilità dei Comuni stessi, pur con un incremento delle pressioni esercitate dall’aumento del numero di turisti che frequentano tali località.

premio bandiere 2022

Criteri di valutazione per la Bandiera Blu

Per diventare una spiaggia Bandiera Blu, sono necessarie delle pratiche particolari. Anzitutto, esistono una serie criteri di valutazione. Questi sono aggiornati periodicamente, in modo da spingere le località balneari a migliorare la gestione del territorio per una attenta salvaguardia dell’ambiente. Ogni anno gli stabilimenti balneari possono presentare, gratuitamente, delle candidature tramite un questionario composto da 12 sezioni e supportato da una specifica documentazione. Le valutazioni sono effettuate da enti istituzionali come la Presidenza del Consiglio, il Dipartimento del Turismo, il Ministero delle Attività Agricole e Forestali, ISPRA, ENEA, il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, università ma anche organismi privati.

Inoltre, da alcuni anni è stato introdotto l’iter per il certificato secondo la norma UNI EN ISO 9001-2000. Nel questionario sono richieste notizie di carattere generale ai fini della valutazione, un supporto cartografico dell’area comunale di interesse che evidenzi l’ubicazione delle infrastrutture. Queste notizie, insieme a molte altre, saranno poi verificate dalla FEE stessa in loco, assieme al Comando Carabinieri per la tutela dell’ambiente. Tra i criteri di valutazione vi è la qualità delle acque: solamente le zone che possiedono delle acque eccellenti nella stagione precedente possono presentare la candidatura per il premio Bandiera Blu. Ad accedere al percorso di valutazione sono le località con un impianto di depurazione con un trattamento secondario, che quindi non termina direttamente in mare. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, recentemente è richiesto una maggiore attenzione alla destinazione dei rifiuti sulle spiagge, sempre per poter rendere l’area con il minor impatto ambientale possibile.

Da quest’anno saranno anche effettuati dei controlli per la depurazione delle acque reflue sui litorali, con il supporto della Capitaneria di Porto. Inoltre, nel corso della stagione estiva tutte le località che vincono il premio Bandiera Blu, saranno controllate periodicamente, in modo da verificare la conformità dei criteri stabiliti dal programma.

Le Bandiere Blu del 2022

Nel 2022 sono state assegnate 210 Bandiere Blu alle spiagge Italiane, un numero sempre più in crescita. Le regioni con le varie località di mare o di lago sono visibili in questa parte del sito Bandiera Blu. La regione con il maggior numero di Bandiere Blu rimane sempre la Liguria. Ben 32 località balneari rientrano tra i parametri del programma, primato indiscutibile da svariati anni. Tra queste troviamo luoghi più famosi come Sestri Levante, Camogli, Santa Margherita Ligure, Sanremo, Framura. Le località premiate e meno famose sono invece Moneglia, Lerici, Framura, Ceriale e molte altre località. La Liguria è poi seguita da Campania, Puglia e Toscana, con 18 siti Bandiera Blu. A seguire la Calabria e le Marche con 17 luoghi premiati. Insomma, abbiamo tantissimi gioielli in tutte le regioni d’Italia!

Tra le nuove località balneari troviamo Alba Adriatica, in Abruzzo, che fa salire la regione a ben 14 Bandiere più, aggiundicandosi il quinto posto della classifica dopo la Sardegna, con 15 spiagge. Il Lazio e l’Abruzzo sono le uniche due regioni ad ricevere il premio sia per le spiagge marine sia lacustri: tra queste troviamo il Lago di Scanno, il Lago di San Domenico e il Lago Lungo. Tutti luoghi davvero particolari che vi regaleranno emozioni uniche e un bagno decisamente spettacolare. Non resta che prenotare il tuo prossimo viaggio!

5 motivi per visitare le Canarie

Le Canarie sono considerate da tutti le isole paradisiache dove trascorrere le proprie vacanze e, perché no, trovare un angolo dove trasferirsi. Situate al largo dell’Africa nord-occidentale, nell’oceano Atlantico, offrono un clima estivo praticamente tutto l’anno. Quali sono i motivi per visitare le isole Canarie? Ve lo spieghiamo in questo nuovo articolo!

maslomas meetravel canarie

Puoi trovare il deserto sul mare

Alle isole Canarie puoi trovare le dune desertiche che si affacciano direttamente sul mare. Tra queste troviamo Maspalomas, una località prettamente turistica al sud di Gran Canaria. Rappresenta infatti una delle principali mete turistiche al mondo. La zona è rinomata per la sua grande distesa di dune di circa 400 ettari e viene chiamata infatti “il piccolo Sahara”. In questo luogo si sono sviluppati ecosistemi peculiari come la laguna di La Charca, ma anche palmeti che offrono riparo ad aironi, beccacini e pivieri. Nella città si può anche osservare il faro di Maspalomas, costruito intorno all’800, dove potrete godervi un tramonto mozzafiato.

Le dune di Maspalomas ospitano ogni anno milioni di turisti che purtroppo la prendono d’assalto. Insomma, non capita mai di vederle davvero deserte o senza impronte. Per questo motivo il Cabildo di Gran Canaria e la giunta comunale di San Bartolomè de Tirajana hanno avviato un piano di recupero dell’ecosistema dunare. L’obiettivo non è quello di proibire l’accesso alle dune ma di regolare il transito dei passanti creando cammini e sentieri che tutelano e rispettano l’ambiente circostante. In questo modo si potrebbe evitare il turismo di massa che le dune stanno attraversando in questi ultimi anni. Il piano di conservazione delle dune ha come priorità preservare questo angolo di paradiso particolare, rendendolo fruibile ancora per molto tempo.

Anche a Fuerteventura troviamo le dune, in particolare le dune di Corralejo. Situate a nord dell’isola, sono lunghe circa una decina di km e si trovano all’interno del Parque Natural de Corralejo. Anche qui si tratta di un’area protetta a tutela di specie vegetali e animali endemici. Corralejo è inoltre conosciuta come meta per il surf: troviamo infatti molte scuole e negozi attrezzati proprio per questo tipo di sport. Se vorrete scattare foto fantastiche e tramonti mozzafiato, l’isola offrirà molti punti di vista dove potersi fermare e immortalare il vostro momento unico.

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Ti sembrerà di stare su Marte

Il paesaggio delle isole Canarie è davvero particolare, e Lanzarote è l’isola che più sembra ricordare un paesaggio lunare. Ma per scoprirlo dobbiamo fare un passo indietro nella storia geologica dell’area. L’attività eruttiva di tutte le isole Canarie inizia tra i 145 e i 66 milioni di anni fa e nel corso delle varie ere geologiche gli eventi vulcanici furono così intensi da portare alla costruzione delle isole più antiche: Lanzarote e Fuerteventura. Inoltre, il 1° settembre 1730 fu segnato da un lungo periodo di terremoti che diedero il via ad una lunga ed intensa serie di eruzioni vulcaniche nell’isola di Lanzarote. In circa sei anni un terzo dell’isola venne totalmente rivoluzionata e stravolta da lava, lapilli e cenere, portando alla formazione dell’isola che oggi conosciamo.

A Lanzarote alcuni vulcani sono ancora attivi e, pertanto, risultano inaccessibili. Le varie eruzioni hanno segnato l’isola e l’hanno cambiata nei vari anni, rendendola quella che oggi si presenta ai nostri occhi. Per questo motivo l’isola di Lanzarote offre dei paesaggi vulcanici mozzafiato dove vi sembrerà di essere su Marte. Uno dei punti panoramici dove osservare la vista è il Mirador di Rio, un belvedere su una scogliera realizzato nel 1974. Attualmente a Lanzarote ci sono molti parchi naturali che che comprendono oltre 300 coni vulcanici. Tra le zone vulcaniche più spettacolari sicuramente il parco nazionale Timanfaya e quello delle Montanas del Fuego. Si tratta di un enorme colata di lava che, col tempo, il vento e le condizioni meteorologiche hanno ondulato e smussato a proprio piacimento. La particolarità dell’isola di Lanzarote è anche la presenza di moltissimi vigneti, che trovano spazio tra il terreno vulcanico. Qui potrete assaggiare il vino tipico che ha una produzione di circa 1.900.000 bottiglie all’anno circa, su di una superficie di circa 1.900 ettari.

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Mogan, a sud di Gran Canaria

È estate anche in inverno

Quando pensiamo alle isole Canarie, subito ci viene da pensare all’estate, che qui dura tutto l’anno. La temperatura minima media, infatti, non è mai al di sotto dei 15 °C, ciò significa che non ci sono mai giorni di gelo. Il clima rimane mite tutto l’anno ed è influenzato dagli alisei, che portano con sé aria secca. Le isole Canarie, trovandosi nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, godono comunque di una temperatura dell’acqua che durante i mesi più freddi, gennaio e febbraio, raggiunge i 18 °C, mentre nel periodo più caldo, da luglio a settembre, può arrivare fino ai 28 °C. Ebbene sì, se vogliamo andare a Dicembre per farci un bagno possiamo! Praticamente è estate anche in inverno ed è una bellissima idea per i tuoi prossimi viaggi. Qui il regime delle piogge è definito desertico: solo in alcuni punti, quelli più elevati, si superano i 200 mm annui di pioggia, concentrati tutti durante l’inverno.

Se vuoi goderti il mare tutto l’anno scegli Tenerife: qui potrai trovare delle piscine naturali, una delle meraviglie dell’arcipelago canario. Potrai godere del mare 365 giorni e nuotare in acque tiepide. Tra le piscine più belle ci sono: Montaña Amarilla, Charco Azul, le piscine De Bajamar, Jóver, Lago Martianez, Charco del Viento, Garachico El Caletón e Punta del Hidalgo. Clima torrido e mare cristallino, che aspettate a prenotare?

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Uno spazio verde per immergersi nella natura

Nonostante il tipico clima desertico, le isole Canarie offrono tantissime aree verdi dove poter immergersi completamente nella natura. Fuerteventura, ad esempio, presenta ben 13 luoghi naturali protetti, tra cui l’isolotto Los Lobos situato a nord, grande 4,5 km2. Qui il profumo di aloe e l’atmosfera africana vi invaderà e sarete immersi in un luogo incontaminato. Il nome dell’area deriva da “lobo” che significa lupo. Anticamente Los Lobos era popolata da leoni marini e probabilmente il sito prende proprio il nome dalla presenza di questi animali particolari, oggi non più presenti nell’isola. Attualmente il parco naturale Los Lobos ospita più di 130 specie vegetali e uccelli marini, tra cui la berta maggiore ed il gabbiano reale.

Un’altra isola immersa nel verde è La Gomera, che ancora oggi mantiene il suo aspetto selvaggio. Questa zona è frequentabile per tutti i tipi di turismo: ci sono sentieri semplici e zone confortevoli, ma anche escursioni più impegnative, trekking, mountain bike o attività acquatiche. A La Gomera sentirete subito tranquillità ed è una meta adatta per staccare dal solito traffico urbano. Uno dei luoghi più rinomati è sicuramente il Parque Nacional de Garajonay, dove è possibile osservare oltre 400 specie autoctone.

Inoltre, qui nel 1492 Cristoforo Colombo fece uno dei suoi primi approdi alle isole Canarie, in particolare a San Sebastian de la Gomera. Qui è possibile visitare il museo di Colombo, ai tempi il luogo in cui pernottò il navigatore. Non solo natura ma anche un po’ di cultura spagnola: a La Gomera c’è davvero di tutto per godersi la vacanza appieno. Queste aree verdi sono meno conosciute di altri luoghi delle isole Canarie ma sapranno ugualmente regalarvi un’emozione unica. Un punto a favore per andarle a visitare subito!

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Il paradiso per i surfisti

Se avete mai passeggiato tra le strade e le spiagge delle Canarie, sicuramente vi sarete imbattuti nei surfisti. Questo perché le isole offrono tantissimi spot in cui poter praticare il surf, sia facendo lezioni che praticando liberamente. Fuerteventura è rinomata infatti per essere il paradiso dei surfisti, in quanto il vento, che qui soffia con molta potenza, crea delle onde adatte alte anche un paio di metri.

Anzitutto, è bene sapere che esistono due stagioni in cui praticare surf. Il periodo invernale è dedicato molto ai professionisti, in quanto le onde sono più alte e quindi più difficili: possono anche arrivare a 5 metri! La stagione estiva, invece, è sviluppata da onde meno importanti adatte soprattutto ai principianti o a chi deve fare pratica a livello intermedio.

Tra le mete più ambite di Fuerteventura sicuramente Generosa, il paradiso per i surfisti. Lo spot più famoso invece è Spew Pits, a nord del porto di El Cotillo. Qui l’onda arriva dalla parte sinistra della costa ed è molto potente. Se invece siete ancora poco esperti vi consigliamo Cotillo, il posto dove moltissime surfschool si recano per insegnare agli allievi di qualsiasi età. E se invece volete solamente godervi la spiaggia, tra le più note di Fuerteventura troviamo El Cofete e Correlejo, nella zona di Pajara.

Sicuramente dopo questo articolo vi abbiamo messo voglia di partire per le Canarie. Che aspettate? Fateci sapere se conoscete altri posti delle Canarie assolutamente da non perdere!

E tu sei mai stato alle Canarie? In app troverai tantissime proposte per partire per questo fantastico arcipelago! 

 

@Sara Biancardi

 

4 cammini da fare in Italia

Sapevate che anche in Italia esistono dei cammini da fare? Non solo il cammino di Santiago de Compostela, anche nel bel Paese ci sono tantissimi percorsi da fare immersi nella natura e di grande valore culturale. Oggi vi mostriamo 4 cammini da fare in Italia. Andiamo!

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La via degli Dei, Centro Italia

Forse la via più conosciuta di tutta Italia. La via degli Dei è un percorso di 130km che collega Bologna e Firenze, passando per gli Appennini. Il nome deriva da alcuni monti che si incontrano durante il percorso, tra cui il Monte Venere, il Monte Laurio ed il Monte Adone. La via fu costruita nel 187 a.C. da Gaio Flaminio, il console romani dell’epoca, e dagli Etruschi per collegare Bologna e Fiesole, entrambe città di origini etrusche. Veniva utilizzata anche durante il periodo medievale per le comunicazioni tra le città. Negli anni ’90 queste strade sono state ricostruite e riscoperte dai CAI (Club Alpino Italiano). Oggi si ripercorre questi sentieri attraversando le antiche pavimentazioni stradali e scoprendo luoghi di interesse naturalistico e paesaggistico.

Gran parte della via degli Dei si trova in montagna, dove potrai camminare tra i boschi di latifoglie, mentre il resto del percorso attraversa i piccoli borghi fino ad arrivare ai centri urbano come Fiesole, Monzuno o San Piero a Sieve. Le tappe ed i giorni del cammino variano in base alle proprie abilità motorie, ma solitamente questo percorso si può terminare nel giro di una settimana.

Una particolarità della via degli Dei è il “Libro vetta di Monte Gazzaro”, un libro situato alla quarta tappa sul monte Gazzaro. Vicino alla croce del monte troverete una piccola struttura in pietra dove, in un contenitore di metallo, si trova questo libro. Qui potrete scrivere i vostri pensieri sul cammino, le vostre emozioni e condividerli con gli altri escursionisti. Una bellissima idea per sentirsi tutti vicini durante questa esperienza!

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La via francigena, Italia

La via Francigena è uno dei cammini religiosi più famosi d’Italia: si tratta di una via che porta sino a Roma e prosegue fino a Brindisi, in particolare Santa Maria di Leuca. Qui ci si imbarcava per la Terra Santa, la Palestina, meta di tantissimi pellegrini dell’epoca. Chiamata anche via Francisca o Romea, la via Francigena collega i paesi dell’Europa occidentale, tra cui la Francia, l’Inghilterra, la Svizzera e l’Italia.

La via nasce intorno al IX secolo, periodo in cui compaiono i primi documenti della sua esistenza. Il pellegrinaggio a Roma era importantissimo e prevedeva la visita alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, una delle mete più importanti. Il primo tratto della via Francisca fu percorso di pellegrinaggio che dovette affrontare il vescovo Sigerico che arrivò a Roma da Canterbury per ottenere il pallium, l’abito religioso dell’epoca. Negli anni successivi questa tratta veniva utilizzata dai mercanti e dai pellegrini. La via Francigena inizia nel Nord Italia da Aosta, passando per Ivrea, Vercelli e Pavia, allora capitale del Regno d’Italia.

Attualmente, il percorso si percorre sia a piedi che in bicicletta e vede l’intreccio di molte culture tra loro sia dal punto di vista religioso ma anche storico. Oggi è possibile, infatti, osservare durante il cammino le memorie dei vecchi insediamenti e le tradizioni delle varie epoche.

Il cammino san Francesco di Paola, Calabria

Il cammino di San Francesco di Paola è un percorso di interesse naturalistico e religioso e si trova in Calabria. Sei tappe e 112 km ricalcano i passaggi del santo Francesco da Paola. Francesco Martolilla, il suo vero nome, fu pellegrino e spesso viaggiò a piedi. Fu costretto a lasciare il suo luogo d’origine per spostarsi in Francia, in particolare a Plessis-lez-Tours, dove trascorse i suoi ultimi anni di vita. Il cammino di San Francesco di Paola viene inaugurato nel 2017, e ripercorre i luoghi in cui l’eremita trascorse la sua vita in Calabria. È possibile eseguire questo percorso in 6 giorni a piedi e godendosi appieno il paesaggio montano che si affaccia sul mare calabrese.

Si parte da San Marco Argentano, in provincia di Cosenza, luogo in cui il santo si ritirò all’età di 13 anni. Qui troviamo il tipico paesaggio montano calabrese, con frutteti e castagneti. Tra le primissime tappe del percorso troviamo il famoso faggio di San Francesco, dove egli amava riposare: 6 metri di circonferenza e oltre 600 anni d’età! Il luogo simbolico del cammino è il Santuario di Paola, dove sono conservate parte delle spoglie dell’eremita. Il percorso escursionistico termina poi al Santuario di Paterno Calabro, eretto proprio da san Francesco.

Ad ogni tappa si incontra ospitalità di ogni genere, in rifugi di montagna o parrocchie. Inoltre, il percorso presenta due varianti: il Santuario di Paola si trova in posizione centrale del Cammino. La prima via è la via del Giovane, che ripercorre i luoghi dove il santo si ritirò da giovane, partendo da San Marco Argentano. La seconda via, la via dell’Eremita si sviluppa da Paterno Calabro a Paola. Dal 2017, anno di inaugurazione, il cammino fa parte dell’Atlante dei Cammini d’Italia dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (MiBACT).

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Il sentiero degli Dei, Campania

Il sentiero degli Dei è un percorso molto breve rispetto a quelli descritti prima, ma non per questo meno interessante. Sono circa 8 km di percorso che attraversa le mulattiere ed i terrazzamenti della bellissima Costiera Amalfitana, passando da Agerola sino ad arrivare a Positano. Secondo alcune leggende, il nome Sentiero degli Dei è dovuto al fatto che in questo luogo si trovavano le divinità greche che salvarono Ulisse dalle sirene. Il percorso si divide in due: il sentiero alto e il sentiero basso. Il primo è un percorso più faticoso per via del dislivello di circa 400 metri. Si passa infatti da 659 metri da Santa Maria di Castello a Bomerano a 1079 m, di capo muro.

Il sentiero basso invece inizia da Bomerano e prosegue verso Nocelle. È conosciuto come il percorso meno faticoso, dove sarò possibile osservare tutta la costiera Amalfitana nella sua incredibile bellezza. Arrivati al piccolo borgo su Nocelle vi sarò poi possibile arrivare, dopo una trentina di minuti e percorrendo una lunga scalinata, a Positano, per godere di una vista mozzafiato. Quale dei sentieri ti ha ispirato di più? Condividi l’articolo con i tuoi amici per organizzare il prossimo viaggio!

 

Hai voglia di metterti in cammino?  Scarica la nostra app gratuita per non perderti i prossimi cammini in partenza e per trovare nuovi compagni di viaggio!

 

 

@Sara Biancardi

Le migliori applicazioni da usare in viaggio

Siete pronti per il prossimo viaggio in compagnia? Ecco le migliori applicazioni che dovresti utilizzare per un viaggio fai da te!

Ogni viaggio porta con sé esperienze uniche e spesso abbiamo poco tempo per poter programmare tutto da soli. Per questo motivo esiste la tecnologia! Oggi è facilissimo usare internet nel proprio smartphone per poter organizzare il prossimo viaggio. Ecco quindi le applicazioni che dovresti avere nel tuo telefono per un viaggio fai da te, valide sia per Android che IOS!

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Le app per i movimenti e spostamenti

Tra le migliori applicazioni in uso per spostarsi durante i viaggi sicuramente City mapper. Si tratta di un’applicazione che indica quali sono i mezzi più veloci per muoversi, mostrando l’itinerario più efficiente per te. Ma non solo: tutto è fornito nei minimi dettagli ed è integrato con Uber, per poter chiamare un taxi. Siete rimasti senza internet oppure siete in un paese con una scarsissima connessione? Provate Maps.me! L’app gestisce un sistema di mappe online dove potete vedere tutti i luoghi e calcolare il percorso di viaggio senza utilizzare i dati mobili. Prima però, ricordatevi di scaricare online quello che vi serve!

Se siete alla ricerca di voli disponibili in tempo reale, per monitorare i prezzi dei biglietti aerei, vi consigliamo Flight+. Volete fare un viaggio molto lontano, con tanti scali? Nessun problema. Questa app, disponibile solo su IOS, sarà in grado di gestire tutto in modo automatico, senza ulteriori problemi. Un’alternativa valida che vi consigliamo è TripTracker, ottima per salvare tutte le informazioni pre-partenza, durante il viaggio senza dover fare nulla manualmente. Collegando i vostri account, sarà in grado di mostrarvi il volo, il numero del gate, vi avviserà nel momento in cui ci saranno dei ritardi o modificazioni del volo. Non solo vi indicherà informazioni sui mezzi che userete per il viaggio, ma anche l’hotel. Utile vero?

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Gli itinerari di viaggio

Per poter segnare il proprio itinerario esistono moltissime applicazioni in base all’esigenza del viaggiatore. Tra queste troviamo Mapstr: con questa app è possibile salvare tutti i luoghi da visitare o che hai già visitato, ma anche bar, ristoranti, negozi o musei. Quando saranno nelle tue vicinanze, l’app ti segnerà una notifica e in questo modo riuscirai a non perderti il luogo salvato. Inoltre, esistono anche altre funzioni di Mapstr tra cui la condivisione. Ti sarà possibile salvare i luoghi e condividerli con gli amici, e soprattutto fornire loro il tuo punto di vista anche in modo dettagliato, con foto o informazioni importanti.

Quando invece non sai bene come muoversi, puoi usare Around me. In base alla tua posizione geografica sarà in grado di elencare tutto ciò che desideri: stazioni, ristoranti, il taxi più vicino, posti da visitare e altro ancora. L’app è utilissima quando ci si trova in un posto che non conosciamo e si ha bisogno subito di un servizio particolare. Nel momento in cui troviamo ciò che ci serve, ci guiderà direttamente dall’app oppure spostandoci da Google Maps, Apple Maps o altro.

Applicazioni per mangiare

Siamo in un posto bellissimo e ci sono così tanti ristoranti che non sappiamo quale decidere. Tra le app più famose sicuramente TheFork, per prenotare ristoranti con sconti accessibili a tutti. TheFork è disponibile in 11 paesi con circa 40.000 ristoranti di cui 8.000 solo in Italia. L’applicazione permette di facilitare la prenotazione di ristoranti in base alla posizione geografica, tipo di cucina e prezzo. Inoltre, ci sono molte recensioni che vi saranno di aiuto per poter scegliere in modo adeguato dove mangiare. Siete invece degli amanti dei social? Non potete non conoscere SnapFood. Si tratta di un social dove si possono recensire i piatti e ristoranti con l’uso di hashtag. Per ogni locale si ha a disposizione una sorta di menù costruito grazie alle foto degli utenti. Non avete più scuse: se volete provare un piatto preciso, che sia anche instagrammabile, basta utilizzare questa app!

Per chi invece preferisce fare una ricerca di piatti vegani, crudisti e vegetariani, vi aiuta Happy cow. L’applicazione nasce nel 1999 come una vera e propria guida ai ristoranti in cui non si consumano derivati animali ed è valida in tutto il mondo. Nel menù è possibile scegliere nel raggio di qualche km i ristoranti vegan, vegetariani, con opzioni vegetariane ma anche negozi con prodotti vegani. Si può scegliere il cibo anche alla propria esperienza, come quello italiano, asiatico, americano e così via. Anche qui ci si può affidare alle recensioni degli utenti, arricchite da fotografie e note di chi ci è già stato. Inoltre, è possibile anche chiamare direttamente il locale tramite il sito web ufficiale o la pagina Facebook relativa. Un modo molto semplice e veloce per mangiare!

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Dividere le spese

State pianificando un viaggio con i vostri amici e nel mentre pensi a tutte le mete che visiterai. Non vedi l’ora che arriva il momento di partire ma sai bene che prima di partire dovrai occuparti delle spese per non fare confusione con i tuoi compagni di viaggio. Se intendete dividere le spese, niente panico con i conti! Oggi esistono tantissime app a vostro favore. La prima di tutte è Splittr, in grado di registrare i pagamenti effettuati e dividendo le spese in maniera adeguata. In pratica, nell’applicazione sarà possibile consultare un riepilogo di tutti i pagamenti, tramite PDF ed equamente divisi tra i partecipanti, includendo anche chi ha pagato e cosa, e sono incluse inoltre tutte le valute. Davvero utile per dividere le spese con i tuoi compagni di viaggio!

Una valida alternativa per dividere le spese è anche Splitwise, utile non solo per i viaggi ma per tutte le spese da dividere con molte persone. Questa infatti può includere dalle bollette alle spese delle vacanze. Sarà possibile vedere il resoconto delle spese aggiungendo i propri amici. Infine, per effettuare i pagamenti con i vostri compagni di viaggio, l’applicazione chiederà di collegarvi con un vostro conto, come ad esempio quello di Paypal, ed il gioco è fatto.

Conoscevate queste applicazioni? Consigliacene una e non dimenticare di scaricare la nostra app per non perdere tutti i prossimi viaggi in partenza con nuovi amici|

 

La città magica di Torino

Esistono luoghi misteriosi, capaci di nascondere segreti e magie. E no, non parliamo di stanze oscure o occulte: parliamo di Torino! Sapevate che è un luogo di magia bianca e nera? Vediamo in questo articolo di che cosa si tratta nel dettaglio e vi mostriamo un tour davvero particolare che non potete perdere proprio in questa città misteriosa.

torino città magica magia nera e magia bianca

Che cos’è la magia bianca e la magia nera?

Con questo termine si indicano due tipi di magie, mosse da intenzioni completamente opposte. La magia bianca fa riferimento a divinità, angeli o, in generale, spiriti benevoli. Questo tipo di spiritualità vede protagonista le energie benefiche, positive, altruistiche, ed è improntata sulla realizzazione del proprio essere interiore e all’armonia dei propri sensi. Non a caso alla magia bianca viene associato il colore della purezza, ovvero il bianco. Alcune correnti di pensiero uniscono questo tipo di energie anche all’alchimia, un sistema filosofico nella quale sono studiate le leggi ed i fenomeni della natura. Per comprendere queste leggi sarebbe necessario, infatti, approfondire la propria spiritualità, e intendere come se tutto l’universo fosse in collegamento.

La magia bianca si contrappone per l’appunto alla magia nera, dove prevalgono invece egoismo, titanismo e orgoglio. È associata all’occultismo o al satanismo, infatti da qui derivano le discipline della demonologia e della stregoneria. Si tratta di un insieme di pratiche associate questa volta al colore nero. Più precisamente, chi pratica la magia nera cerca di sottomettere le entità del cosmo a proprio piacimento, tramite l’invocazione di forze soprannaturali e paranormali. La magia bianca invece opera in armonia con le leggi naturali, in armonia con esse e ritiene che ogni fenomeno, organismo od evento abbia un posto nel disegno divino. Tra le associazioni più rilevanti della magia nera ritroviamo la massoneria, i cui simboli sono ampiamente ritrovati nelle sculture o negli edifici torinesi. Per definizione, con massoneria si intende “un’associazione su base iniziatica, esoterica e di fratellanza, diffusa in molti Stati del mondo, come unione di associazioni basate su di un ordinamento democratico, dette logge” (Wikipedia). Il bianco e nero, la luce e l’oscurità, sono comunque elementi indispensabili e l’uno non può esistere senza l’altro. Questa contrapposizione si sposa con la metafora cinese dello yin e dello yang.

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Torino, “la città magica”

Torino viene chiamata anche “la città magica” perché legata da miti e leggende di culti esoterici. Da questo punto di vista, la città viene considerata una delle punte dei triangoli di magia nera e magia bianca.  Il motivo risiede in una vecchissima leggenda, secondo cui la città torinese è stata costruita nel punto in cui il Po, indicato come il Sole, e la Dora, indicata come la luna, confluiscono e si incontrano. Torino inoltre è attraversato dal 45° parallelo, alla quale è associata energia (magia) positiva. Molti sono i luoghi tipici associati a questi tipi di magia.

Un esempio è la chiesa Gran Madre, situata ai piedi della collina torinese. All’entrata sono poste due statue che rappresentano la fede e la religione. La prima, sulla sinistra, rappresenta una figura femminile con un manto che ricopre tutto il suo corpo che lascia scoperto il piede sinistro, il quale calza perfettamente con il sandalo della seconda statua. Quest’ultima tiene sulla mano destra, un libro aperto, mentre nella sinistra innalza al cielo un calice. Secondo alcuni esperti di esoterismo, la fede e la religione mostrerebbero il luogo di sepoltura del Sacro Graal, ovvero il calice che utilizzò Dio nell’ultima cena. Basterebbe quindi seguire gli sguardi delle due statue per ritrovate l’oggetto perduto: al Palazzo di Città.

Si pensa che il luogo più importante per la magia bianca torinese sia Piazza Castello. Qui sorge la fontana dei Tritoni di Palazzo Reale, considerata centro di energia positiva. Secondo gli studiosi, il cancello del palazzo segna il confine tra la magia bianca e la magia nera cittadina. Proprio ai cancelli si trovano due statue di Dioscuri, che indicherebbero il confine della zona est di Torino con quella ovest. Varcato questo confine si entra nel luogo in cui venivano sepolti i crocefissi o le persone condannate nell’antica Roma. In poche parole, i cancelli indicano le porte per l’oscurità e la magia nera.

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Il tour della città magica di Torino

Tramite alcune guide è possibile effettuare dei tour della città e osservare nel dettaglio tutti i luoghi della magia bianca e della magia nera di Torino. Si chiama “Torino: tour magico” e si svolge il giovedì ed il sabato, partendo da Piazza Statuto. In questo luogo si trova il monumento ai Caduti del Frejus che presenta molti riferimenti al mondo delle energie misteriosa. Dopo la prima tappa si prosegue con il Rondo della Forza e la Piazza Solferino, dove è situata la fontana delle Quattro stagioni, nella quale sono raffigurate simbologie associate alla massoneria.

Il tour inizia dai luoghi si trovano nella zona ovest della città e sono orientati al punto cardinale, in cui tramonta il sole, in riferimento ai luoghi oscuri. Come detto anticipatamente, si può dividere la città di Torino in due parti, la parte ovest considerata luogo della magia nera, mentre quello est della magia bianca. Una volta visti i siti della zona ovest, ci si sposta verso la parte bianca di Torino, iniziando da Piazza San Carlo, dove si trova una statua raffigurante la madonna e la Sacra Sindone. Ci sono tantissime altre tappe del tour che non vogliamo svelarvi, ma siamo sicuri che sarà suggestivo. Il prezzo del tour parte da 25 euro per una visita di circa due ore. Per un’aria ancora più magica potrete anche effettuarlo in notturna! Un’altra idea particolare da svolgere a Torino e per continuare con i misteri della città potete scoprire Torino Sotterranea, dove sarà possibile osservare i tunnel situati a 15 metri di profondità. Qui potrete osservare luoghi come le catacombe, al di sotto delle chiese più antiche di Torino, le cantine sotterranee, alcune gallerie del Settecento, luoghi di guerra e tanto altro ancora.

Che si creda o no alla magia, la città magica di Torino è davvero spettacolare e sarà in grado di stupirvi. Se vuoi organizzare un tour con qualcuno, non perderti la nostra app!

 

E tu hai già in mente di visitare Torino? Scopri in app se qualcuno l’ha già proposto! 

 

@Sara Biancardi

5 posti abbandonati più famosi d’Italia

Siete appassionati di posti abbandonati? L’urbex, o esplorazione urbana in italiano, affascina moltissimi fotografi ma anche avventurieri. Borghi abbandonati, ex ospedali ma anche vecchi parchi a tema, in Italia possiamo trovare tantissimi luoghi del genere. Oggi vi mostriamo i 5 più famosi.

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1. Ex manicomio di Laveno Mombello (MB)

Se siete lombardi non potete non conoscere l’ospedale psichiatrico Antoni di Limbiate, altrimenti noto come ex manicomio di Monbello. La struttura venne costruita nel 1872, vicino alla villa settecentesca Crivelli-Pusterla, la tenuta dove Napoleone proclama la Repubblica Cisalpina, oggi situata a nord di Limbiate. Un edificio di circa 40 mila metri quadrati con stanze, celle e sotterranei per un totale di oltre 3 mila pazienti ospitati. L’ex manicomio è poi circondato da un muro di cinta alto due metri e lungo tre chilometri, completamente separato dal resto del mondo. Nelle vecchie sale è facile incontrare i sanitari, i letti o le cartelle cliniche dei vecchi pazienti, contenenti le radiografie, oppure i registri dei visitatori, come in un vero e proprio film dell’orrore.

Attualmente, l’ex manicomio è lasciato nel più totale dell’abbandono: nel tragitto per arrivare alla struttura è facile incontrare cocci e sporcizia di ogni genere, i soffitti sono rovinati e le mura sono piene di scritte di molto writer. Tuttavia, rimane un sito ancora frequentato, soprattutto dai fotografi. Se cercavate un posto abbandonato dove passare la prossima avventura horror, l’ex Manicomio di Laveno Mombello farà sicuramente al caso vostro.

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2. Consonno, la “città dei balocchi” (LC)

Consonno è una frazione del comune di Olginate, in provincia di Lecco. Negli anni ’60 il Conte Mario Bagno trasformò questo borgo in uno dei suoi più grandi sogni: creare la città dei balocchi in cima alla collina, con vista spettacolare sul lago. A seguito della Seconda guerra mondiale la frazione si spopolò, sino ad arrivare a 50 abitanti circa. Negli anni, la cittadina continuò a vivere grazie alle attività degli artigiani e alla coltivazione agricola dei suoi campi.

Situata all’estremo meridionale delle Prealpi Lombarde, il piccolo borgo quasi disabitato di Consonno diventa il progetto ideale per il Conte, teatro di edifici strambi con architetture particolari. Tra queste, una galleria commerciale arabeggiante con minareto, una pagoda cinese con giardino, un castello medievale, una balera, hotel di lusso e slot machine per tutta la città dei balocchi. Il progetto comprendeva anche un circuito automobilistico il quale, però, non vedrà mai la luce. Da lì a pochi anni il borgo di Consonno divenne famosissimo, tant’è che lo chiamarono la Las Vegas della Brianza.

Tuttavia, il Conte Bagno dovette fare i conti con la natura: nel 1976 si verificò una frana che interruppe qualsiasi comunicazione tra il borgo dei divertimenti di Consonno ed il resto del mondo. In questo modo, la città dei balocchi divenne fantasma. Attualmente resta solo una chiesetta, la chiesa di San Maurizio, con la casa del cappellano ed il cimitero. Il borgo era totalmente abbandonato e lasciato a sé, ma dopo anni i cittadini dei dintorni hanno deciso di salvare Consonno, grazie anche al Comune di Olginate. Ora è infatti possibile accedere all’area che prima era chiusa per via della frana e si possono organizzare delle visite guidate.

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3. Acquaria Park, Cervia (RA)

In provincia di Ravenna giace un parco acquatico abbandonato, meglio noto come Acquaria Park. Fu costruito nel 1992 e l’idea era simile a quella dell’Acquafan di Riccione: creare un parco che fosse attrazione per molti bambini e famiglie. Per tutti gli anni ’90 l’Acquaria Park ha rappresentato una delle principali attrazioni turistiche dell’area nord della Riviera romagnola oltre a Mirabilandia. Tuttavia, dopo ben dodici anni di attività il parco fu chiuso nel 2004 e divenne cosi uno dei posti abbandonati più famosi in Italia.

Per alcuni anni Acquaria Park è rimasto aperto solo per la discoteca e vari eventi di intrattenimento. Oggi questo luogo è la tappa preferita per gli appassionati di urbex e di fotografia: è possibile girovagare nel parco tra gli scivoli e le attrazioni abbandonate. Si possono effettuare anche delle visite guidate tramite dei tour della città.

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Castello di Sammezzano. | Foto: FAI, Fondo Ambiente Italiano.

4. Castello di Sammezzano, Leccio (FI)

Il Castello di Sammezzano è un particolare castello ed uno dei posti abbandonati in Italia che affascina tantissimi visitatori per i suoi meravigliosi interni. Situato a circa 30 chilometri da Firenze, l’edificio erge su una collina sopra Leccio, frazione del Comune di Reggello. Il nobile Ferninando Panciatichi Ximenes d’Aragona acquistò nell’800 il castello dai Medici e la trasformò in una vera e proprio opera d’arte. Il proprietario fu un appassionato di moda orientale e riuscì a realizzare un edificio unico, circondato da un grande parco di 187 ettari e con oltre 100 specie arboree esotiche. Nel castello di Sammezzano possiamo ritrovare capolavori architettonici di arte moresca che ricordano gli edifici indiani, con stucchi policromi e giochi di luce.

Successivamente, l’edificio è stato adibito ad albergo ristorante, per poi ritrovarsi attualmente chiuso per oltre 30 anni. Attualmente necessita di urgenti interventi di restauro per impedire che i segni evidenti di degrado possano continuare a persistere e danneggiare ulteriormente la struttura. Per questo motivo il castello è stato proclamato luogo del cuore del FAI, Fondo Ambiente Italiano, affinchè possa ricevere l’adeguata rilevanza artistica e architettonica. Con le donazioni recenti è stato possibile restaurare alcune parti del castello di Sammezzano, come il sepolcreto della famiglia.

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Ex aeronautica Caproni. | Foto: lostitaly.it

5. Ex aeronautica Caproni, Pedrappio (FC)

Negli anni ’30 nasce lo stabilimento aeronautico “Caproni” per la produzione di aerei nella zona di Pedrappio, nella provincia di Forlì – Cesena. La struttura vede nel 1940 la costruzione di nuove aree come hangar e due capannoni sul retro del complesso, oggi non più esistenti. L’ex aeronautica Caproni fu utilizzata sino al periodo della Seconda guerra mondiale e venne impostata in due piani: al piano terra la lavorazione meccanica della fresatura e torneria e, al piano superiore, le operazioni di saldatura e intelaiatura.

Nell’ex aeronautica Caproni gli operai erano impegnati nella costruzione di veicoli di bombardamento, che poi andavano trasportati all’aeroporto Ridolfi di Forlì. Successivamente, la zona venne abbandonata e cadde in un vero e proprio stato di degrado. Attualmente sono utilizzati due tunnel in cemento armato come laboratorio per gli studi di aerodinamica e fluidodinamica.

Questi posti abbandonati che vi abbiamo descritto sono davvero spettacolari. Ognuno racconta una storia particolare che ha segnato la vita dei cittadini dei luoghi abbandonati. Vi ricordiamo che per visitare i luoghi abbandonati è sempre necessario informarsi prima su dove si sta andando ma soprattutto che cosa ci si potrebbe aspettare. Molti edifici potrebbero essere pericolanti oppure ad alcuni potrebbe essere vietato l’accesso, quindi cercate sempre di arrivare pronti per l’esplorazione!

Quali sono i posti abbandonati che vorresti visitare? Organizza un viaggio in questi luoghi con la nostra App!

5 cose da fare per viaggiare in modo consapevole

Possiamo viaggiare in modo consapevole? La risposta è si! Vediamo cinque cose principali che possiamo adottare subito per viaggiare in modo consapevole.

Esistono tante cose che si possono fare per viaggiare in modo consapevole. Che sia un viaggio immerso nella natura o in piena città, l’importante è rispettare il luogo in cui siamo. Ecco quindi 5 cose da fare per poter viaggiare in modo consapevole, senza disturbare il luogo in cui ci troviamo.

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1. Non raccogliere oggetti naturalistici da terra

Che siano conchiglie o sassi particolari, sarebbe meglio non raccogliere niente dai posti naturali. Ci sono tantissimi esempi di luoghi che purtroppo sono stati deturpati proprio per questo motivo. La spiaggia di Budelli, nel parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena, ne è un esempio. La spiaggia, conosciuta come spiaggia rosa, è considerata una delle più belle al mondo. Il nome deriva dal rosa di piccolissimi frammenti di foraminiferi, piccoli animali che abitano le praterie di posidonia nei dintorni. Negli anni la spiaggia è stata continuamente saccheggiata e questo ha portato al danneggiamento dell’area stessa.

Infatti, a partire dal 1998 è stata introdotta una norma di salvaguardia della spiaggia, ed oggi è chiusa allo sbarco. Ora si può visitare la spiaggia rosa di Budelli solo con la guida del parco, per evitare ulteriori saccheggiamenti. Inoltre, in Italia raccogliere oggetti naturali dalla spiaggia è considerato illegale. Raccogliere un numero sproporzionato di sabbia e conchiglie in Italia equivale a una multa dai 1500 ai 9000 euro. La legge serve a tutelare l’ambiente marino da possibili saccheggi. Pensateci bene prima di fare qualcosa del genere!

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2. Non alimentare animali selvatici

Sei in un parco faunistico e vedi uno scoiattolo che si avvicina? Diamogli delle noccioline, avrai pensato. Questa è una delle cose più sbagliate da fare con gli animali selvatici. Dare da mangiare o avvicinarli solo per una foto è un comportamento da non adottare. Essendo animali selvatici, sono in grado di cacciare nella natura e alimentarsi da soli. Provare ad avvicinarli con del cibo per loro piacevole significa abituarli alla presenza umana, e renderlo dipendente dagli alimenti che gli diamo. L’animale diventa quindi così abituato all’uomo perde la sua abitudine e cercare da solo il cibo. Alcune specie, come pappagalli o scoiattoli, sono molto abituati dalla nostra presenza ma potrebbero, tuttavia, mostrare dei comportamenti aggressivi se l’uomo non dà loro del cibo.

Talvolta dare da mangiare alla fauna selvatica può nuocere gravemente alla loro salute. Alimentare per esempio oche o cigni con il pane, non è una buona idea. Il pane può risultare dannoso per il loro intestino, con delle conseguenze piuttosto gravi per il loro sicurezza. Esistono poi una serie di restrizioni che sono state adottate proprio in merito a episodi del genere. In Italia, ad esempio, è considerato reato dare da mangiare ai cinghiali, mente in diversi comuni ci sono ordinanze che vietano di alimentare i piccioni. I siti di alimentazione sono noti anche per attirare molti animali. È quindi probabile che anche diverse specie si possano avvicinare all’uomo, rischiando così una vera e propria lotta per il cibo. Ne vale davvero la pena per una foto?

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3. Non lasciare traccia di sé

Quando siamo in viaggio, soprattutto in un luogo quasi incontaminato, dobbiamo stare attenti alle tracce che lasciamo. Nessun rifiuto quindi, cartacce o plastica in giro. Attualmente, i rifiuti in plastica sono la prima causa di inquinamento. Sono 8 milioni le tonnellate di rifiuti che vengono gettate in mare ogni anno, con conseguenze irreversibili per fauna e flora. Stando ai dati della comunità scientifica, è stimato che nel 2050 ci sarà più plastica negli oceani che pesci!

Come avevamo già visto, porta con te una borraccia per fare in modo di non acquistare sempre bottiglie e contribuire all’inquinamento marino. Un’altra accortezza che possiamo fare quando siamo in viaggio è cercare di non acquistare prodotti usa e getta, ma oggetti che possono durare nel tempo. Inoltre, si potrebbe adottare prodotti solidi, soprattutto per il corpo, con un packaging privo di plastica. A dirla tutta, questa deve essere una buona pratica non solo mentre viaggiamo, ma sempre!

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4. Acquistare souvenir di mare

Quante volte ci siamo fermati in negozi di souvenir vicino alla spiaggia? E abbiamo notato l’ennesimo negozio in cui ci sono conchiglie, stelle marine e tantissimi animali del mare. Molto spesso si tratta di oggetti non proprio raccolti vicino a quella spiaggia ma importati da altri paesi. Se vogliamo essere dei viaggiatori consapevoli, sarebbe meglio non acquistare souvenir del genere. È come se rubassimo qualcosa che non ci appartiene, cosa che sicuramente non vorremmo che accadesse nelle nostre case. Piuttosto possiamo optare per qualcosa di tipico del luogo che stiamo visitando, come del cibo o qualche manufatto artigianale.

Inoltre, tutti questi organismi sono importantissimi per il mare: le conchiglie possono diventare riparo per altri animali, oppure i gusci possono essere occupati da paguri o animali simili. Queste costruzioni sono importantissime anche dal punto di vista chimico dell’oceano. Sono composte in carbonato di calcio, un elemento fondamentale per l’equilibrio chimico marino.

5. Scegli il turismo consapevole

Tra le azioni consapevoli da poter fare quando si viaggia, sicuramente una delle più importanti è quella del turismo consapevole. Nato verso la fine degli anni ’80, l’idea è quella di offrire un tipo di turismo senza danneggiare ulteriormente l’ambiente. Una vita sostenibile non solo tutti i giorni, ma anche quando si viaggia. Il turismo sostenibile nasce dopo il rapporto Brundtland, nel 1987, dove si posero le basi dello sviluppo sostenibile, indicato come “quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”. Successivamente, nel 2015 l’ONU inserisce il turismo sostenibile negli obiettivi dell’Agenda 2030, conferendogli così l’adeguata importanza.

Uno degli aspetti fondamentali del turismo consapevole, oltre al preservare la natura, riguarda le popolazioni che abitano la località visitata. Quando si viaggia, il consumatore consapevole ha un atteggiamento rispettoso della cultura locale, aiutando quindi la gente locale. Viaggiando a stretto contatto con la cultura del luogo significa entrare in un mondo completamente diverso dal turismo tradizionale, fuori dagli hotel di lusso, entrando invece nelle usanze e del cibo tipico del luogo, assaporando veramente il posto con gli occhi di una persona locale.

 

E tu hai già in mente il tuo prossimo viaggio consapevole? Scopri in app se c’è una proposta che fa per te!

 

@Sara Biancardi