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GLI ARTICOLI DI MEETRAVEL

5 posti particolari dove dormire in Italia

C’è chi ama dormire in hotel super lusso, chi preferisce un B&B, chi l’ostello, ma se invece volessimo provare un’esperienza diversa e particolare?

Ci sono alcuni posti dove dormire che possono regalare un ricordo davvero suggestivo, aggiungendo una vera nota particolare al nostro viaggio.

Ecco 5 idee di posti particolare dove dormire almeno una volta nella vita in Italia.

Il Trullo

Parto da quello che conosco meglio, il trullo. Tipica costruzione conica a secco, in passato utilizzata come ricovero per contadini e pastori, ma anche come abitazione, è tipica della zona della provincia di Bari, in particolare ad Alberobello, ormai riconosciuta patrimonio dell’UNESCO.

E’ possibile trovare diverse sistemazioni in trullo, dal più familiare B&B al boutique resort. Qualsiasi sia la scelta, rimarrà indimenticabile.

La Malga

Dal profondo sud all’alta montagna. La malga è una costruzione rustica destinata ai pastori e agli alpeggi degli animali durante il periodo estivo, circondata da distese erbose per il pascolo.

Chi non vorrebbe provare l’esperienza di dormire in malga e svegliarsi all’alba per veder mungere le mucche e gustare i prodotti tipici sui prati con un pic nic vista montagne?

Dove trovare una malga? Friuli, Veneto o Trentino. Non mettete limiti alla voglia di montagna|

La casa sull’albero

Io sono fortunata, perché da piccola ne avevo una vera, su un albero di gelsi bianchi, nel giardino di casa. Ma per chi non ha mai provato, consiglio vivamente l’esperienza di addormentarsi su un albero, con il fruscio delle foglie che fa da sottofondo.

Ce ne sono ormai diverse in Italia, in particolare in Toscana ce ne sono alcune ormai rinomate anche a livello internazionale, per la vista stratosferica su boschi e ulivi.

E non preoccupatevi, sono super confortevoli!

I Sassi di Matera

I Sassi di Matera sono veri quartieri fatti da abitazioni scavate nella roccia nella Murgia Materana.

Dormire nei sassi è molto suggestivo e spesso si può scegliere l’opzione di albergo diffuso che permette di vivere pienamente l’esperienza del borgo.

Sebbene le camere siano scavate nella roccia, nella maggior parte dei casi parliamo di sistemazioni molto confortevoli, anzi lussuose. Ma l’esperienza di vivere almeno per una notte in un posto abitato fin dalla preistoria dà i brividi solo a pensarci!

 

Un Faro

 

Un altro posto insolito dove dormire sono i fari, punto di riferimento dei navigatori, oggi invidiabili punti di avvistamento di delfini e paesaggi mozzafiato. Immaginate di addormentarvi con il suono della risacca e di godere di tramonti privati vista mare?

Indubbiamente una scelta romantica!

In Italia ce ne sono diversi in cui dormire, tra Toscana Sicilia e Sardegna. Qualsiasi sia la scelta, l’esperienza sarà straordinaria.

 

Ti sono piaciute queste idee di gita fuori porta?

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@Sara De Vincenzo

Una gita ad Amalfi e Ravello

Vi propongo un’altra gita fuori porta in una bellissima regione italiana, la Campania!

AMALFI

In provincia di Salerno, a meno di 300 km da Roma, troviamo Amalfi, la piu’ antica delle Repubbliche marinare dell’epoca medioevale. Ricordiamo le altre tre Genova, Venezia e Pisa. Tocco’ il suo massimo splendore nel l’XI secolo diventando una delle maggiori potenze del mar Mediterraneo.

Si trova dunque in una splendida posizione, sulla costa meridionale della penisola sorrentina ed e’ un’ambita meta turistica.

 

Da visitare assolutamente lo splendido Duomo dalle forme arabo-normanne che domina la suggestive piazzetta dall’alto di una scalinata.

Dedicato a Sant’ Andrea patrono della citta’ si riempie di turisti che si riposano sulla lunga e suggestiva scalinata.

 

 

Amalfi e’ storia e buon cibo, possiamo assaggiare fantastiche focacce poco distanti la piazzetta antistante il Duomo ma cosa altro vedere in questa bellissima cittadina?

Stradine e vicoletti pieni di botteghe caratterizzano Amalfi nota anche per essere patria della carta prodotta a mano. Per I curiosi raccomandiamo una visita al Museo della Carta.

Nella parte bassa di Amalfi si attraversa la Valle dei Mulini dove ci sono i resti delle antiche cartiere e degli antichi mulini famosi per la lavorazione della carta, mentre salendo possiamo proseguire il nostro percorso entrando nella valle delle Ferriere, così chiamata per la presenza di antichi ambienti per la lavorazione del ferro.

Da qui vi potete immergere nella natura e fare trekking naturalistici; questo percorso non e’ molto difficoltoso ed e’ attraversato dal torrente Canneto dove potete rinfrescarvi: l’acqua e’ gelida ma pulitissima. L’atmosfera e’ quella tipica da canyon, con un microclima particolare che ha conservato una vegetazione bella rigogliosa.

Una vera e propria fuga da tutti quei rumori di fondo che bombardano la nostra vita quotidiana.

 

RAVELLO

A pochi chilometri da Amalfi troviamo Ravello, tesoro nascosto e Citta’ della Musica. Ravello infatti e’ sede di un famoso festival dedicato a Richard Wagner. Si tiene ogni anno e raccoglie intenditori ed appassionati di musica classica.

Situata su una collina sopra il Mediterraneo e lontana dalla folla, non possiamo che rimanere incantati dalle sue ville e vedute incantevoli.

Famosi attori, autori, compositori ed artisti sono venuti qui per trovare rifugio e ispirazione.

 

Bello perdersi tra le bellezze di questo angolo prezioso d’Italia; osservando questi panorami direi che le parole sono inutili e limitanti: non possiamo far altro che venire qui a respirare a pieni polmoni l’aria di bellezza e di liberta’ che queste visuali suscitano in noi.

 

 

E buon viaggio!

 

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@Cristiana Antonelli

 

 

 

I 5 Luoghi più Infestati d’Italia

Anche l’Italia vanta un numero considerevole di luoghi dove accadono fenomeni paranormali e soprannaturali!

I LUOGHI PIU INFESTATI D’ITALIA

Se siete cosi coraggiosi tanto da avventurarvi in giro per il mondo alla ricerca di emozioni forti, fantasmi e fenomeni paranormali, sarete contenti di trovare anche qui in Italia numerose destinazioni degne di voi. Palazzi, castelli, dove misteriose apparizioni fanno al caso vostro!

Castello di Montebello – Ravenna – AZZURRINA DI MONTEBELLO

Nel Castello di Montebello nel giorno del solstizio d’estate si manifesta la presenza di Guendalina Malatesta, detta “Azzurrina”, scomparsa misteriosamente nei sotterranei del maniero all’età di otto anni. La bimba nacque albina, e nel 1300  gli albini erano considerati figli del demonio e uccisi al rogo. La madre tingeva tutti i giorni i capelli per salvarla, ma il colore si tramutava in azzurro (da qui il nome).
Il 21 giugno dell’anno 1375, mentre fuori infuriava un temporale, Azzurrina perse la palla di pezza con cui giocava e andò a cercarla nei sotterranei. Si udì un urlo ma
il suo corpo non venne mai più ritrovato. 
Lo spirito inquieto di Azzurrina vaga ancora in quel luogo!

In alcune occasioni è stato possibile documentare questo fenomeno con delle registrazioni dove si sentono  suoni, delle voci, forse un pianto e il lamento di una bambina.

Durante la visita notturna del castello i visitatori possono ascoltare le registrazioni e osservare le impronte che la bambina ha lasciato sul soffitto camminando a testa in giù.

Montebello di Torriana - Il Castello di Azzurrina - Hotel San Giorgio

Rivarolo Canavese – Piemonte – CASTELLO INFESTATO DI MALGRA’

Il castello è abitato da una giovane donna assassinata dal marito.

La giovane donna morta, perseguitò talmente tanto il suo assassino con apparizioni e rumori che si suicidò. Anche al giorno d’oggi numerose persone dicono di vedere la donna aggirarsi di notte nel castello mostrando la gola squarciata e gli abiti insanguinati.
Alcune notti si possono sentire urla fortissime, rumori e passi; la donna si aggira nel castello fino all’alba per poi scomparire.

 

 Scogna Sottana – La Spezia – CASA DEL VIOLINO 

La “Casa del Violino“ così chiamata perché tempo era abitata da un giovane e noto musicista.

Dopo la sua morte, causata da una grave malattia, la casa rimase disabitata per molto tempo durante il quale il suo violino ha iniziato a suonare da solo senza che qualcuno lo toccasse. Molti di coloro che hanno provato ad entrare hanno affermato che alcune notti cominciava a suonare, e contemporaneamente si udivano tra le mura della casa le urla del fantasma violinista.
Ancora oggi c’è chi afferma di sentire urla terrificanti e lamenti provenire dalla Casa del Violino sostenendo che la nella casa ci sia la presenza dello spirito del defunto musicista

 Bracciano – Roma – CASTELLO DI BRACCIANO

Il castello di Bracciano, vicino Roma, è stata l’abitazione del Duca di Bracciano Paolo Giordano Orsini, che si sposò con Isabella de Medici. Il duca intrattenne però una relazione con Vittoria Accoramboni con la quale iniziò a tramare l’uccisione sia di sua moglie che del marito di lei.

Paolo uccise quindi Isabella, facendola credere morta in seguito a una grave malattia.  Dopo l’uxoricidio scappò a Roma, da Vittoria, e anche il marito di lei venne assassinato nel 1581. Inseguito dalla giustizia pontificia, scappò nel nord con l’amante, sposandola il 20 aprile 1585.
Si ammalò improvvisamente pochi mesi dopo e morì nominando Vittoria sua erede universale.

Secondo la leggenda, il fantasma di Isabella appare ancora nel castello e passeggia sulle rive del Lago di Bracciano, indossando magnifiche vesti cinquecentesche. Il castello per questo motivo ha fama di luogo non proprio portafortuna per le coppie che decidono di sposarsi lì.

 

Museo ed Eventi nei dintorni di Roma - Castello Odescalchi di Bracciano

Castellammare di Stabia – Napoli – CASTELLO DI CASTELLAMMARE

Il Castello fu costruito dal Duca di Sorrento per presidiare una delle aree di frontiera dei suoi domini.

Un’antica leggenda del luogo narra che una donna di mezza età, vestita di rosso, continua ad abitare da oltre cinque secoli il castello di Castellammare. Si tratta della castellana che nel 1459 ai tempi della “congiura dei barboni” si innamorò di un soldato assalitore e aprì le porte del castello alle truppe di Giovanni d’Angiò. Una volta entrate le truppe lo conquistarono agevolmente.

Il cavaliere però era felicemente sposato e respinse ogni sua attenzione lasciandola sola e depressa. Presa dai sensi di colpa e senza un amore la cortigiana si suicidò avvelenandosi.

La “Camera degli Angeli” all’interno del castello sembra essere il suo luogo preferito. Diverse persone hanno riferito di aver visto il fantasma di una donna di mezza età, con vesti rosse e il volto incorniciato da capelli nero corvino.

Per vendicarsi dell’uomo che amava, la donna perseguita tutte le persone di sesso maschile.

 

Castello

 

 

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Rocca Calascio: un tuffo nel cinema e nel medioevo

Rocca Calascio

Continuiamo il nostro viaggio scoprendo le bellezze italiane e dei borghi da scoprire.

Prendiamo l’autostrada A24 uscita l’Aquila Est, seguendo le indicazioni per Sulmona e ci dirigiamo verso Calascio.

Ci troviamo immersi nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga dove lo spettacolo della rocca sul monte sovrasta il territorio del borgo.

Si tratta di una roccaforte di origine medioevale originariamente utilizzata come torre di avvistamento e baluardo difensivo per prevenire gli assalti nemici; questa torre è stata poi fortificata con l’aggiunta di una cinta muraria e quattro torri di forma cilindrica agli angoli.

 

La rocca in questo modo ha acquisito grande importanza strategica e con il passar del tempo la sua struttura è stata modificata e ampliata per giungere alla formazione di un piccolo centro abitato ai suoi piedi.

Purtroppo nel 1703 un terribile terremoto si è abbattuto sulla zona devastando la rocca e obbligando la popolazione ad abbandonare l’area per trasferirsi nel paesino posto piu’ a valle chiamato Calascio.

Oggi l’antico Borgo fortificato ospita un ristorante-rifugio per rifocillarsi durante il tragitto ed è proprio il punto di partenza per le escursioni verso il Castello che si raggiunge a piedi in 15 minuti.

Certo il tragitto è in salita ed e’ brecciato, ma quanto è  suggestivo!!

Il Castello di Rocca Calascio

Il Castello di Rocca Calascio e’ stato annoverato dal National Geographic tra i 15 castelli piu’ belli del mondo.

E’ un castello imponente e maestoso e rappresenta il simbolo d’Abruzzo. Dai suoi 1460 metri di altezza, offre una visuale ampia, tra le piu’ incantevoli d’Abruzzo

Si tratta di una roccaforte spettacolare incorniciata da uno scenario d’eccezione.

Se ci andrete, fate in modo di arrivarci al tramonto: il castello offre tramonti indimenticabili.

Ma soprattutto da lassù, la natura e il vento  dominano incontrastati e osservando gli Appennini del Gran Sasso si respira aria di liberta’ , quella degli animali che qui hanno il loro regno, l’orso bruno e l’aquila reale.

Perchè andare a Rocca Calascio

Rocca Calascio è meta di turisti che ne vengono ad ammirare la bellezza da tutto il mondo.

Uno dei motivi principali sono i diversi percorsi di trekking che portano al Castello. In particolare vi consiglio un affascinante percorso circolare che collega Santo Stefano di Sessanio (altra perla d’Abruzzo situata a 1251 metri) con Calascio e Castelvecchio Calvisio. Dopo circa 1 ora di cammino seguendo un sentiero ci troviamo esattamente davanti la Rocca imponente!

Un altro motivo che porta molti turisti qui, è il desiderio di sentirsi dentro un film.

Infatti questo scenario maestoso non poteva passare inosservato a registi che lo hanno scelto per girare famose scene del film “Il Nome della Rosa” con Sean Connery e “Lady Hawke” con Rutger Hauer e una giovanissima Michelle Pfeiffer.

 

 

 

 

Aria decisamente medioevale nelle terre abruzzesi!

Ci vediamo alla prossima gita in un borgo d’Italia!

 

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@Cristiana Antonelli

 

 

 

Calcata e le Cascate di Monte Gelato

L’Italia è una terra immensa e ricca di meraviglie da scoprire.

Calcata

La provincia di Viterbo, nel Lazio, ci offre la visuale di Calcata, un paese medioevale arroccato su una montagna di tufo che domina la Valle del fiume Treja.

A soli 40 minuti da Roma è possibile immergersi in un paesaggio fiabesco dove si respira un’aria decisamente bohémienne.

A guidarci è la ricerca della libertà e la voglia di allontanarsi dai canoni tipici della realtà quotidiana.

Varcata la soglia d’ ingresso, si fa un vero e proprio salto indietro nel tempo. Qui spiccano botteghe artigianali e laboratori d’arte ricavati da grotte scavate nel tufo in cui pittori e scultori espongono opere di tutti i tipi; melodie suonate da musicisti risuonano ad ogni passo per le stradine pittoresche e acciottolate che portano verso scorci panoramici.

Calcata è conosciuta come il borgo dalle forze occulte e ancora oggi qualcuno giura che e’ possibile sentire i canti delle streghe quando soffia il vento.

Da tenere presente la terrazza che offre una vista mozzafiato sulla Valle verdeggiante, si tratta di una sala da  tè, dove e’ possibile degustare ben 201 diversi tipi di questa bevanda, accompagnata da dolci rigorosamente artigianali.

E’ bello perdersi tra i vicoli alla ricerca di angoli tipici che richiamano quei tempi dal sapore antico ormai passato ma mai dimenticato.

 

Le Cascate di Monte Gelato

Da Calcata si puo’ accedere a diversi percorsi naturalistici che attraversano l’interno dell’area protetta della Valle del Treja; tuttavia non possiamo perderci le Cascate di Monte Gelato, un esempio di natura incontaminata.

Situate in un’area abbastanza estesa, circa 650 ettari di vegetazione, le acque del fiume Treja si uniscono in cascate naturali circondate da angoli selvaggi;

Le cascate sono perfette per rigenerarsi: e’ possibile bagnarsi in queste oasi naturali immersi nel bosco e ascoltare quello che la natura ha da dirci.

Di grande attrattiva e luogo scenografico di parecchie pellicole cinematografiche, accanto alle cascate troviamo le rovine di una mola, antico mulino ad acqua di origine medioevale,

Non mancano percorsi di trekking piu’ impegnativi alla scoperta degli ambienti che caratterizzano questa area lussureggiante.

Un polmone verde che merita di essere ammirato.

Buon viaggio a tutti voi!

 

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@Cristiana Antonelli

 

Pescocostanzo e il Bosco di Sant’Antonio

Una gita fuori porta in un bellissimo borgo italiano?

A circa 200 km dalla Capitale si erge sul Piano delle Cinquemiglia, in Abruzzo, un paese dalle antiche origini annoverato, a ragione (n.d.r), tra i “Borghi più belli d’Italia. Si tratta di Pescocostanzo.

Dall’alto dei suoi 1.400 metri si apre su una piana verdeggiante in cui l’aria pura e la sensazione di libertà prevalgono sul caos cittadino, lontano ricordo appena si raggiunge il paese.

All’interno l’assetto urbano si presenta ricco di chiese e palazzi pubblici e privati del ‘500 e ‘600, spiccano i “vignali”, pianerottoli adiacenti alle abitazioni, botteghe artigiane e attraverso il paese si snodano le inconfondibili strade a lastroni in pietra quasi a rappresentare una scacchiera.

 

Questo conferisce a Pescocostanzo un’atmosfera magica.

Tappa obbligata: il Bosco di faggete consacrato nel Medioevo a Sant’Antonio, a pochi minuti dal paese.

Una vera e propria fuga da tutti quei rumori di fondo che circondano il nostro quotidiano.

E’ bello ascoltare il rumore del silenzio, il suono della natura; hanno un potere liberatorio, catartico sul nostro organismo.

Le immagini riflettono le emozioni che ognuno di noi ha dentro.

Buon viaggio a tutti voi!

 

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@Cristiana Antonelli

 

In barca a vela con nuovi amici

Avete mai pensato di concedervi una gita in barca a vela con nuovi amici?

Ecco gli ingredienti perfetti per una vacanza ben riuscita: un gruppo ben assortito, tanta voglia di mare e di vento e soprattutto di divertirsi!

Michela ci ha raccontato la sua esperienza di gita in barca a vela, che ha organizzato con nuovi amici conosciuti grazie alla nostra Community e con l’amico di sempre Alessio, skipper pronto a guidare il gruppo in una vacanza entusiasmante e inaspettata. Forse anche grazie ad una mascotte speciale, Margot, il cane da briciole!

 

Michela, raccontaci qualcosa di questo gruppo!

Noi ci siamo conosciuti grazie a questo viaggio! E ci siamo trovati!!

Io ho la passione per la barca a vela e vivo sul mare, conosco Alessio (lo skipper) da alcuni anni ma non ho abbastanza amici velisti per organizzare il mio gruppo. Alcuni degli altri membri di questo equipaggio li ho conosciuti in altre vacanze a vela, Piero e Elena (che non si conoscevano tra di loro), anche Stefano era già un mio amico.

Invece per Elisabetta e Patrizia era la prima esperienza in barca. A loro si è aggiunto Ivo che è un amico di Elisabetta. Alla fine basta lanciare un’idea e il cerchio si allarga super velocemente!

Io ho fatto da coordinatrice del gruppo, perchè l’idea della barca a vela era mia, ma ho creato una chat perché si mettessero tutti in contatto direttamente per organizzarsi con i trasferimenti. Molto più semplice no? E così al momento dell’imbarco, grazie anche alla chat, eravamo già tutti un po’ amici e desiderosi di incontrarci dal vivo.

 

Cosa vi ha spinto a cercare compagni di viaggi in questa Community?

Non sempre le persone che frequentiamo hanno le nostre stesse passioni. In questo viaggio eravamo quasi tutti single. Ma non è questo il punto. E’ proprio difficile trovare qualcuno che abbia la tua stessa voglia di fare una gita in barca a vela, di mettersi alla prova, di condividere cabina e cambusa con sconosciuti e lasciarsi trasportare un pò dagli eventi e dal mare. Però con questa Community questo è possibile perché entri in contatto con persone che in quel momento hanno voglia di fare la stessa cosa che vuoi fare te, con gli stessi interessi, e lo stesso stile di viaggio, è magico!

Inoltre noleggiare una barca intera costa molto, perchè negarlo? Trovare nuovi amici è anche un modo per ridurre le spese, non male no?

 

 

Ma raccontaci di più, ora siamo curiosi. Dove siete stati?

La meta è stata l’isola d’Elba, bella, vicina, comoda per navigazioni non troppo lunghe.

Qualcuno diceva “L’avventura risiede nei nostri cuori non nella destinazione!”

Nonostante il meteo timido, tutto è stato fantastico, grazie anche ad Alessio, che oltre ad avere esperienza di navigazione, sa mettere tutti a proprio agio, ci ha fatto timonare e manovrare scegliendo però le rotte che consentivano anche relax e sole a chi non avesse voglia di darsi da fare (siamo pur sempre in vacanza!).

Abbiamo navigato, mangiato, fatto bagni meravigliosi, preso il sole, visitato paesini, e preso anche un temporale!

E in soli 2 giorni!

 

Qual è stata l’esperienza più entusiasmante?

Beh penso che ognuno avrebbe la sua da raccontare ma sicuramente il temporale è stato il nostro momento di avventura.

Abbiamo visto il muro d’acqua che si avvicinava velocemente alla barca mentre davanti a Marciana Marina navigavamo in direzione di Cavo. Alessio ci ha dato subito le istruzioni: chiudete i boccaporti, mettete le cerate, chi vuole stare in pozzetto, altrimenti andate sotto coperta, prendo io il timone. E così ci siamo tuffati nella tempesta (non troppo malvagia fortunatamente). E comunque eravamo tranquilli perché in buone mani.

Ne siamo usciti dopo circa mezz’ora e ci siamo fermati al Cavo sotto un bellissimo sole a fare il bagno circondati da occhiate e gabbiani che aspettavano un po’ di pane.

Siete partiti senza conoscervi prima, come è andata in viaggio?

È andato tutto benissimo. È vero che non conoscendosi non è sempre facile condividere uno spazio limitato ma la barca per questo è favolosa, annulla le distanze, avvicina le persone, favorisce il rispetto ed esalta le qualità di ognuno.

In barca si diventa subito una squadra e viene voglia di “offrire” agli altri le nostre capacità; chi ha già navigato aiuta nelle manovre, chi sa cucinare cucina e così via. C’è posto per tutti, anche per chi vuole solo godersi la vacanza perché ognuno fa in base a ciò che sente. E se qualcuno soffre un po’ il mare, gli altri sono sempre pronti ad aiutarlo e coccolarlo.

 

Consiglieresti questo tipo di esperienza?

Assolutamente sì!

Grazie Michela e buon vento!

Viaggi al femminile

 

Viaggiare al femminile è considerato ancora molto molto pericoloso, soprattutto in Italia.

Eppure all’estero è assolutamente normale incontrare ragazze, che girano per il mondo con uno zaino sulle spalle e un taccuino per i loro pensieri.

Questo non significa che il viaggio fai da te al femminile sia esattamente una passeggiata, ma con le giuste precauzioni si può andare quasi ovunque, affrontare qualsiasi situazione e riportare a casa un bellissimo ricordo di viaggio.

Ecco 10 cose da sapere prima di partire per un viaggio fai da te per donne da sole

Vestirsi in modo adeguato

Adeguato al luogo. Certo se siamo in giro per locali in Sardegna o in riviera romagnola, l’abitino da serata ci sta tutto. Ma se siamo in giro per visitare chiese e luoghi sacri, meglio evitare la scollatura e le gambe scoperte, anche con un paio di gambe da far invidia ad una modella. E se proprio fa caldo, magari avere anche un foulard a portata di mano può essere utile per coprirsi all’occorrenza.

Chiaramente all’estero va posta ancora di più l’attenzione su usi e abitudini. Magari, senza andare lontanissimo, se siete al mare su una spiaggia marocchina dove le fanciulle fanno il bagno vestite (eh si completamente vestite), magari è meglio scegliere un costume più coperto. Insomma il bikini striminzito lo teniamo per la spiaggia romagnola che dicevamo prima!

Rispettare la cultura del posto

Questo vale per l’Italia e l’estero allo stesso modo. Meglio informarsi sulle tradizioni locali e le usanze per evitare di dire o fare qualcosa che non si vuole o semplicemente di avere un comportamento che potrebbe essere frainteso. I cinesi ad esempio non gesticolano al contrario di noi occidentali. Gesticolare può solo farli ridere o addirittura comunicare rabbia e aggressività.

Non flirtare per gioco

Può sembrare banale ma sempre meglio non lasciarsi andare al flirt se non siamo convinte e soprattutto siamo troppo lontane dalla nostra confort zone.

Non camminare la sera da sola o in zone isolate

Se proprio ci siamo ritrovate in una zona improvvisamente buia o isolata, il taxi può essere una salvezza. Non saranno i soldi di una corsa a spostare il budget della vacanza!

Non perdere completamente il controllo

Lo stato di ebrezza può anche essere divertente ma non avere più coscienza di se stesse e di quello che ci sta succedendo può essere pericoloso perché ci rende vulnerabili. Neanche a dirlo per le droghe. Oltre a mettere a repentaglio la propria sicurezza in questi casi si rischia anche di finire nei guai anche per molto poco!

 

Affidarsi ad agenzie locali per tour ed escursioni

Questa regola non vale in generale in viaggio, ma se si è da sole meglio non rischiare di affidarsi a sconosciuti che non abbia un minimo di certificazioni o feedback sulla propria attività.

Tenere informato qualcuno a casa

Mandare il proprio itinerario o comunque tenere aggiornati sui propri spostamenti qualcuno che è rimasto a caso. Se andiamo all’estero è utile registrarsi sul sito dovesiamonelmondo.it. E’ bene sempre che qualcuno sappia dove siamo, per ogni evenienza

Prendere un albergo in zone centrali

Scegliere un quartiere piè periferico o meno sicuro solo per risparmiare può rivelarsi una scelta infelice. Rischia di precluderci il piacere di girare anche di sera o comunque ci costringe a ricorrere di continuo ai taxi.

Viaggiare leggera

No oggetti vistosi e costosi in bella vista. Il bracciale Tiffany magari può restare a casa.  Discorso a parte per la reflex: è un bersaglio facile ma se proprio si è appassionate di fotografia, l’unico consiglio è cercare di non esibirla proprio ovunque se non ci sentiamo tranquille!

Fare una copia di tutti i documenti

Dal passaporto, carta d’identità, biglietti aerei…, meglio se anche in digitale così da averli sempre a portata di mano in caso di emergenza. Chiaramente in Italia è più facile recuperarli in caso di smarrimento, ma è comunque una gran perdita di tempo!

 

Vi abbiamo raccontato le 10 cose da sapere prima di partire per un viaggio fai da te per donne da sole

Perché viaggiare al femminile si può.

La chiave per essere davvero libere di affrontare qualsiasi tip    o di viaggio e di cultura in fin dei conti è seguire l’istinto. Non mente mai.

 

Dedicato a una grandissima viaggiatrice che ha illuminato il mondo con i suoi sorrisi

 

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@Sara De Vincenzo

I Borghi Italiani più Romantici

Se siete inguaribili romantici allora questo è il post giusto per voi!

Chi l’ha detto che bisogna essere per forza in coppia per regalarsi un weekend tra borghi da favola, con altri compagni di viaggio che sapranno apprezzare le atmosfere da fiaba e i paesaggi incredibili che la nostra Italia ci sa regalare.

E allora preparate una piccola borsa e portatevi dietro la voglia di riscoprire piccoli borghi tra mare e montagna, paesaggi magici e piccoli pezzi di storia e leggende che faranno da sfondo a un weekend incredibile. Noi vi diamo qualche consiglio per paesaggi da fiaba e ritmi rilassati.

I Borghi Italiani Romantici

Ostuni

La città bianca, con il suo borgo medievale in cui perdersi tra piazzette, vicoli e belvedere che ti tolgono il fiato. Le case tutte in calce bianca, riempiono di luce occhi e cuore.

E tutta intorno la campagna, con i colori tipici del Salento e le masserie tra gli uliveti, dove fermarsi per un pranzo o ancora meglio per dormire.

Sirmione

La perla del Garda, un gioiello che ha conquistato personaggi illustri come Catullo che la cantava come “gemma delle penisole e delle isole”. Con il suo castello sul lago di Garda, raro esempio di fortificazione lacustre, colpisce i visitatori ricreando atmosfere da fiaba.

Per una fuga romantica, non può mancare una cena in uno dei ristoranti sulle sponde del lago dove degustare le specialità della zona.

Pienza

Antico borgo della Val D’Orcia, affacciata sulla valle e immersa tra le colline, regali scorci incredibili tanto da sembrare un dipinto. Portate la macchina fotografica!

Borgo rinascimentale per eccellenza, attrae i visitatori per il suo borgo conosciuto per le vie dell’amore. E non è un modo di dire, passeggiando nell’antico centro storico vi imbatterete senza dubbio nelle vie più romantiche d’Italia: la via dell’Amore, la via del Bacio, la via del Bula e la via della Fortuna.

Cefalù

La cittadina del Parco delle Madonie, in Sicilia, sorprende i visitatori con le sue abitazioni abbarbicate sulla parete scoscesa e sospese sul mare turchese.

Il borgo, con il suo porticciolo e i suoi tramonti arancioni, regala atmosfere incantate e colori sfavillanti. Qui non avrete altra scelta che passeggiare, con la vostra reflex in mano, gustando strepitosi aperitivi e chiacchierando con le persone del posto, riscoprendo il sapore autentico di questa parte d’Italia.

Da non perdere il Tempio di Diana tempio di Diana, un edificio megalitico, sovrastato da lastre di pietra dolmen ospitanti una cisterna risalente al IX secolo a.C.

Civita di Bagnoregio

Nonostante sia conosciuta come la città che muore, la cittadina in pietra della Tuscia Viterbese è uno dei borghi più incantevoli d’Italia.

Il paese che muore si trova al centro della Valle dei Calanchi, arroccata su una collina ed è raggiungibile passando per il Comune di Bagnoregio dove si può lasciare l’auto e proseguire per il lungo ponte che conduce fino al centro storico.

La passeggiata lungo il ponte regala una vista magnifica su valli e calanchi scavati da millenni di erosione dell’acqua.  Superato il ponte, impossibile non essere rapiti dalla sua atmosfera magica che si può percepire passeggiando tra i suoi stretti vicoli.

Tellaro

Tellaro è un piccolo borgo marinaro ligure. Siamo sempre nel Golfo dei Poeti, ma sul versante opposto a Portovenere, vicino al confine con la Toscana. Arrivarci significa percorrere una via panoramica affacciata sul mare o scendere a piedi lungo uno dei tanti sentieri che corrono verso il mare attraversando una natura aspra e selvaggia.

Il borgo marinaro è formato da case colorate arroccate sulla scogliera a picco sul mare. E’ illuminato da una bellezza antica che continua ad ammaliare poeti e pittori. Eugenio Montale ad esempio vi si fermò durante un viaggio in treno, e dedicò al borgo una poesia.

 

 

Non sono mai stata da sola che viaggiando da sola

Viaggiare da soli può essere terrificante, inutile negarlo dai. Da una parte c’è quel brivido dell’ignoto, la sensazione di potenza all’idea di contare solo su se stessi, il senso di liberazione dato dal non dover mai scendere a compromessi con qualcun altro.

Ma dall’altra, alcuni scogli sembrano insormontabili. Il primo tra tutti: a chi lascio il mio zaino quando devo andare al bagno?

Scherzi a parte (anche se non si scherza affatto, è uno dei problemi su cui mi sono arrovellata di più senza mai trovare una risposta univoca), tante cose diventano difficili o spaventose, quando si viaggia da soli. Uscire la sera, mangiare al ristorante, condividere una risata o una bella scoperta. Si dice che la felicità è vera solo se condivisa, e un po’ è vero: ci sono momenti, quando si viaggia da soli, in cui ci si sente…”solitari“. Ecco, sì, come se si fosse separati dagli altri, diversi. Si vedono gruppi di amici, coppie, famiglie, tutti con i loro zaini, tutti che si sono portati un pezzo della propria comfort zone anche in viaggio. E tu, lì, solo, magari seduto al ristorante ad origliare divertito le loro conversazioni, ti senti…diverso.

Questo sì. Ma mai, mai e poi mai, solo.

Ci sono alcuni viaggiatori particolarmente estroversi che effettivamente soli non lo sono mai. Sembra che portino con sé un aura di socialità, non appena mettono piede nell’ostello li vedi subito circondati di gente, a raccontare delle proprie avventure in giro per il mondo come un romanzo di Wilbur Smith. Sono quei “solo-travelers” che in realtà di solo hanno ben poco, se non la capacità di passare da un gruppo all’altro senza ordine di continuità.

Mi hanno sempre fatto tanta invidia, mi piacerebbe essere così spigliata, ma anche un po’ di tristezza. Dev’essere frustrante cambiare continuamente amicizie, stringere legami forti e poi vederli continuamente dissolvere. Io sono più selettiva, o forse sono solo strana. Adoro chiacchierare con qualcuno che non conosco in ostello, ma se lo faccio è perché ho qualcosa da dire, o perché ho capito che lui ha qualcosa che io voglio sentire. Per il resto del tempo, preferisco essere solitaria per davvero.

Il mio primo viaggio da sola l’ho fatto in Portogallo. Non era programmato, in realtà: il periodo di volontariato che dovevo fare è stato più corto del previsto, e mi sono trovata ad avere svariati giorni liberi prima del mio volo. Ho preso la palla al balzo!

Mi sono ritrovata ad esplorare Lagos, Sagres e Lisbona da sola, e ho scoperto la gioia di poter fotografare per mezz’ora lo stesso fiore a picco sulla scogliera senza che nessuno avesse da dire una parola a riguardo. Mi sentivo libera e potente. Sicuramente solitaria, ma non sola.

Poi ho avuto la mia prima esperienza al ristorante da sola. Sembra una cosa stupida, ma non lo è: siamo abituati a considerare il ristorante come un’attività sociale, c’è una sorta di tabù intorno al cenare da soli. Ti senti osservato, come se tutti i turisti intorno non avessero di meglio da fare che commentare quanto sei sfigato. Passai la prima esperienza al cellulare, praticamente fingendo che non stesse succedendo. Poi ci presi gusto: il giorno dopo mi sono trovata per caso a scegliere un ristorante bellissimo ma in cui non c’era né campo né wifi! Ho dovuto imparare ad arrangiarmi.

Arrivata all’ultimo giorno di viaggio da sola, mi sono tolta una delle più grandi soddisfazioni della mia vita: sono andata a mangiarmi un granchio gigante in un ristorantino davanti al porto. Ho demolito quella povera bestia come non avrei mai fatto, per decenza, di fronte a qualcuno: alla fine del pranzo, avevo pezzi di granchio anche nei capelli. E ridevo da sola!

Quindi, cosa penso del viaggiare da soli? Penso che è un’esperienza che tutti dovrebbero fare prima o poi, per entrare in contatto con le proprie ansie sociali e affrontare le proprie paure, questo sì. Penso che tutti dovremmo sapere che possiamo viaggiare da soli, che ne siamo in grado, che non ne abbiamo paura. Perché è una consapevolezza che ti libera da un sacco di pesi! Ma penso anche che non sia la modalità di viaggio con cui noi, come esseri umani, siamo più congeniali.

Penso che la cosa più bella sia viaggiare da soli, ma in compagnia. Trovare qualcuno che condivida il percorso, non necessariamente tutto il viaggio. Qualcuno che sia lì per un pezzo di strada, ma da cui ci si senta liberi di separarsi ogni tanto. Per ricordarsi, quando si è soli, che la felicità è più bella quando condivisa, in effetti. Un amico o un fidanzato con ampie vedute, o uno sconosciuto con la stessa passione per i viaggi, conosciuto lungo la strada o prima di partire. Per avere tutto il bello dell’essere in compagnia, e tutta la straordinaria potenza del viaggiare da soli.

 

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Post di Ilaria Cazziol