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GLI ARTICOLI DI MEETRAVEL

5 posti abbandonati più famosi d’Italia

Siete appassionati di posti abbandonati? L’urbex, o esplorazione urbana in italiano, affascina moltissimi fotografi ma anche avventurieri. Borghi abbandonati, ex ospedali ma anche vecchi parchi a tema, in Italia possiamo trovare tantissimi luoghi del genere. Oggi vi mostriamo i 5 più famosi.

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1. Ex manicomio di Laveno Mombello (MB)

Se siete lombardi non potete non conoscere l’ospedale psichiatrico Antoni di Limbiate, altrimenti noto come ex manicomio di Monbello. La struttura venne costruita nel 1872, vicino alla villa settecentesca Crivelli-Pusterla, la tenuta dove Napoleone proclama la Repubblica Cisalpina, oggi situata a nord di Limbiate. Un edificio di circa 40 mila metri quadrati con stanze, celle e sotterranei per un totale di oltre 3 mila pazienti ospitati. L’ex manicomio è poi circondato da un muro di cinta alto due metri e lungo tre chilometri, completamente separato dal resto del mondo. Nelle vecchie sale è facile incontrare i sanitari, i letti o le cartelle cliniche dei vecchi pazienti, contenenti le radiografie, oppure i registri dei visitatori, come in un vero e proprio film dell’orrore.

Attualmente, l’ex manicomio è lasciato nel più totale dell’abbandono: nel tragitto per arrivare alla struttura è facile incontrare cocci e sporcizia di ogni genere, i soffitti sono rovinati e le mura sono piene di scritte di molto writer. Tuttavia, rimane un sito ancora frequentato, soprattutto dai fotografi. Se cercavate un posto abbandonato dove passare la prossima avventura horror, l’ex Manicomio di Laveno Mombello farà sicuramente al caso vostro.

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2. Consonno, la “città dei balocchi” (LC)

Consonno è una frazione del comune di Olginate, in provincia di Lecco. Negli anni ’60 il Conte Mario Bagno trasformò questo borgo in uno dei suoi più grandi sogni: creare la città dei balocchi in cima alla collina, con vista spettacolare sul lago. A seguito della Seconda guerra mondiale la frazione si spopolò, sino ad arrivare a 50 abitanti circa. Negli anni, la cittadina continuò a vivere grazie alle attività degli artigiani e alla coltivazione agricola dei suoi campi.

Situata all’estremo meridionale delle Prealpi Lombarde, il piccolo borgo quasi disabitato di Consonno diventa il progetto ideale per il Conte, teatro di edifici strambi con architetture particolari. Tra queste, una galleria commerciale arabeggiante con minareto, una pagoda cinese con giardino, un castello medievale, una balera, hotel di lusso e slot machine per tutta la città dei balocchi. Il progetto comprendeva anche un circuito automobilistico il quale, però, non vedrà mai la luce. Da lì a pochi anni il borgo di Consonno divenne famosissimo, tant’è che lo chiamarono la Las Vegas della Brianza.

Tuttavia, il Conte Bagno dovette fare i conti con la natura: nel 1976 si verificò una frana che interruppe qualsiasi comunicazione tra il borgo dei divertimenti di Consonno ed il resto del mondo. In questo modo, la città dei balocchi divenne fantasma. Attualmente resta solo una chiesetta, la chiesa di San Maurizio, con la casa del cappellano ed il cimitero. Il borgo era totalmente abbandonato e lasciato a sé, ma dopo anni i cittadini dei dintorni hanno deciso di salvare Consonno, grazie anche al Comune di Olginate. Ora è infatti possibile accedere all’area che prima era chiusa per via della frana e si possono organizzare delle visite guidate.

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3. Acquaria Park, Cervia (RA)

In provincia di Ravenna giace un parco acquatico abbandonato, meglio noto come Acquaria Park. Fu costruito nel 1992 e l’idea era simile a quella dell’Acquafan di Riccione: creare un parco che fosse attrazione per molti bambini e famiglie. Per tutti gli anni ’90 l’Acquaria Park ha rappresentato una delle principali attrazioni turistiche dell’area nord della Riviera romagnola oltre a Mirabilandia. Tuttavia, dopo ben dodici anni di attività il parco fu chiuso nel 2004 e divenne cosi uno dei posti abbandonati più famosi in Italia.

Per alcuni anni Acquaria Park è rimasto aperto solo per la discoteca e vari eventi di intrattenimento. Oggi questo luogo è la tappa preferita per gli appassionati di urbex e di fotografia: è possibile girovagare nel parco tra gli scivoli e le attrazioni abbandonate. Si possono effettuare anche delle visite guidate tramite dei tour della città.

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Castello di Sammezzano. | Foto: FAI, Fondo Ambiente Italiano.

4. Castello di Sammezzano, Leccio (FI)

Il Castello di Sammezzano è un particolare castello ed uno dei posti abbandonati in Italia che affascina tantissimi visitatori per i suoi meravigliosi interni. Situato a circa 30 chilometri da Firenze, l’edificio erge su una collina sopra Leccio, frazione del Comune di Reggello. Il nobile Ferninando Panciatichi Ximenes d’Aragona acquistò nell’800 il castello dai Medici e la trasformò in una vera e proprio opera d’arte. Il proprietario fu un appassionato di moda orientale e riuscì a realizzare un edificio unico, circondato da un grande parco di 187 ettari e con oltre 100 specie arboree esotiche. Nel castello di Sammezzano possiamo ritrovare capolavori architettonici di arte moresca che ricordano gli edifici indiani, con stucchi policromi e giochi di luce.

Successivamente, l’edificio è stato adibito ad albergo ristorante, per poi ritrovarsi attualmente chiuso per oltre 30 anni. Attualmente necessita di urgenti interventi di restauro per impedire che i segni evidenti di degrado possano continuare a persistere e danneggiare ulteriormente la struttura. Per questo motivo il castello è stato proclamato luogo del cuore del FAI, Fondo Ambiente Italiano, affinchè possa ricevere l’adeguata rilevanza artistica e architettonica. Con le donazioni recenti è stato possibile restaurare alcune parti del castello di Sammezzano, come il sepolcreto della famiglia.

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Ex aeronautica Caproni. | Foto: lostitaly.it

5. Ex aeronautica Caproni, Pedrappio (FC)

Negli anni ’30 nasce lo stabilimento aeronautico “Caproni” per la produzione di aerei nella zona di Pedrappio, nella provincia di Forlì – Cesena. La struttura vede nel 1940 la costruzione di nuove aree come hangar e due capannoni sul retro del complesso, oggi non più esistenti. L’ex aeronautica Caproni fu utilizzata sino al periodo della Seconda guerra mondiale e venne impostata in due piani: al piano terra la lavorazione meccanica della fresatura e torneria e, al piano superiore, le operazioni di saldatura e intelaiatura.

Nell’ex aeronautica Caproni gli operai erano impegnati nella costruzione di veicoli di bombardamento, che poi andavano trasportati all’aeroporto Ridolfi di Forlì. Successivamente, la zona venne abbandonata e cadde in un vero e proprio stato di degrado. Attualmente sono utilizzati due tunnel in cemento armato come laboratorio per gli studi di aerodinamica e fluidodinamica.

Questi posti abbandonati che vi abbiamo descritto sono davvero spettacolari. Ognuno racconta una storia particolare che ha segnato la vita dei cittadini dei luoghi abbandonati. Vi ricordiamo che per visitare i luoghi abbandonati è sempre necessario informarsi prima su dove si sta andando ma soprattutto che cosa ci si potrebbe aspettare. Molti edifici potrebbero essere pericolanti oppure ad alcuni potrebbe essere vietato l’accesso, quindi cercate sempre di arrivare pronti per l’esplorazione!

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